ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Boiardo di Ferrara (FE) - 3B

Pietre d’inciampo, un simbolo. «Voi ragazzi, custodi di valori»

Anna Quarzi, presidente Istituto di storia contemporanea di Ferrara, incontra la 3B della Boiardo «Il loro scopo è quello far riflettere su quanto accaduto durante la Seconda guerra mondiale»

Il significato della memoria, l’omaggio ai martiri. I giornalisti in erba della 3B della scuola M. M. Boiardo raccontano una pagina assai dolorosa della nostra storia, l’insegnamento che ci ha lasciato.

PIETRE DI INCIAMPO «Io non condivido nulla di quello che tu dici, però sono pronto a morire se la pensi diversamente». Così ha iniziato il suo incontro la Dottoressa Anna Quarzi, Presidente con funzioni scientifiche dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, che ha incontrato i ragazzi della 3B della scuola secondaria di I grado M. M. Boiardo nell’ambito del progetto delle Pietre d’inciampo. Queste targhe della memoria (il loro nome originale tedesco è Stolpersteine) sono state ideate dall’artista tedesco Günter Demnig. Si tratta di piccoli cubi di pietra che vengono collocati davanti all’ultima abitazione liberamente scelta dalla persona che si vuole ricordare. Su ogni lastra, realizzata con cemento e ricoperta di ottone, sono incisi il nome, la data e il luogo di nascita e, quando nota, di morte. Si chiamano “pietre di inciampo” perché il loro scopo è quello di far “inciampare”, fermare, chi ci passa vicino, per far riflettere su quanto accaduto durante la Seconda guerra mondiale. Fino ad oggi ne sono state installate in Europa più di 70.000. La storica Quarzi si è interessata alle pietre d’inciampo grazie a un viaggio per la Giornata della Memoria ad Amsterdam con alcuni studenti. Davanti ad ogni civico ce ne erano tre o quattro e, rimanendo stupiti, hanno deciso di scrivere una lettera al sindaco del Comune di Ferrara, Alan Fabbri, per chiedergli di poterle aggiungere anche nella nostra città. La prima pietra d’inciampo è stata installata a Ferrara il 16 gennaio 2025. Per ora, questo museo diffuso, con il quale fare i conti giorno dopo giorno, si va allargando anche nel Ferrarese. Questi memoriali servono anche per dare un’importanza, un’identità al nome della persona defunta. Durante i campi di concentramento il nome non esisteva più, si era contrassegnati da un numero. La 3ªB, insieme alle professoresse Dallapiccola, Bandiera e Pestrin ha partecipato alla posa della pietra di inciampo dedicata a Gino Montini, collocata in via Mentana 35. Ha letto la poesia “Il tramonto di Fossoli” scritta da Primo Levi, accompagnata da alcuni musicisti della “Flauti junior orchestra”, suonando il brano Lascia Ch’io pianga di Georg Friedrich Händel, composto nel 1711, il quale esprime il desiderio di liberazione e dolore attraverso una melodia divina e commovente. A questo evento hanno partecipato diverse autorità, come il vicesindaco Alessandro Balboni e Susanna Pedrazzini della Fondazione Fossoli. Balboni ha sottolineato il grande legame che ha Ferrara con la comunità ebraica.

 

Gino Montini, il coraggio silenzioso dell’antifascismo ferrarese. Grazie alla testimonianza della dottoressa Quarzi, la classe 3ªB, ha potuto svolgere un lavoro di gruppo su di lui. Montini rappresenta quel mondo di opposizione civile e morale che, anche nei momenti più bui del Ventennio, seppe difendere i valori della libertà e della dignità umana.

Nato e cresciuto a Ferrara, Montini maturò molto presto una coscienza critica verso il regime fascista, rifiutandone la retorica e la violenza. Montini era una persona normale con un figlio e una moglie, degli amici e un lavoro come operaio; nonostante ciò, si trovò sfollato con la famiglia a Masi San Giacomo, ma ad un certo punto dovette nascondersi a Ferrara dove venne arrestato il 16 settembre 1943 e detenuto nel carcere di Copparo. Il 7 maggio 1944, fu trasferito a Bologna. Il 16 maggio venne deportato a Fossoli con matricola 1078, in un campo di smistamento per ebrei e oppositori del governo che provenivano dall’Italia settentrionale. È stato fucilato al poligono di tiro di Cibeno di Carpi il 12 luglio a causa di un’azione partigiana avvenuta a Genova. Oggi è sepolto a Milano. Come molti antifascisti ferraresi, Montini pagò il prezzo della sua coerenza. Il suo antifascismo non era solo politico, ma profondamente umano: difesa dei diritti, rifiuto dell’odio, attenzione verso i più deboli. La cerimonia delle pietre d’inciampo

Ecco i giornalisti in erba della 3B della scuola M. M. Boiardo: Isabel D’Orsi, Serena Licari, Caterina Meloncelli, Alessia Cozza, Emma Falaguasta, Mattia Ferretti, Giorgio Maccanti, Andrea Verdi, Angelica Punda, Emma Zaghi, Zeno Savioli, Francesco Gadani, Francesco Minghini, Lucia Zannini, Sadev Jayabahu Mudiyanselage, Elena Tassinari, Victoria Braga, Camilla Rosati, Victory Esekhaigbe, Elias Hadduc, Emanuele Deponti, Pietro Lomurno.

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