Vite, ritratti e storie dei deportati. Quando l’arte incontra la Memoria
Gli alunni e le alunne della classe 1B dell’istituto secondario di primo grado ’Guido Reni’ in visita in Regione per la mostra dedicata alle vittime dei lager. L’associazione Aned, a scuola, ha raccontato la Resistenza
Giovani e istituzioni: un incontro che guarda al futuro della Memoria. Il 26 gennaio, nella settimana dedicata alla Memoria, noi alunni della classe 1B della scuola ’Guido Reni’ di Bologna, abbiamo partecipato a un evento all’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. Con altri studenti di Castello d’Argile, Casalecchio e Calcara, in tutto eravamo 140. L’ispirazione più profonda della mattinata ha le radici tra il 9 e l’11 maggio del 2025, quando si è svolto il viaggio annuale dell’Aned (Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti) per celebrare l’anniversario della liberazione di Mauthausen. Il viaggio, pieno di giovani, con insegnanti, dirigenti scolastici, genitori e rappresentanti delle istituzioni, ha toccato il cuore di tutti.
L’Assemblea Legislativa, con il presidente Maurizio Fabbri, ha voluto riprenderne lo spirito con un progetto dal titolo evocativo, ’Portami con te’, con diversi protagonisti. Ad Antonella Cinelli è spettata la parte artistica e creativa: da foto d’archivio individuate insieme all’Aned ha elaborato alcune opere pittoriche dedicate a giovani deportati, uomini e donne normali, che hanno fatto cose eccezionali. I cinque quadri, realizzati in olio su tela presentano una chiave di interpretazione inaspettata.
L’artista ha cercato di unire ritratti ed elementi biografici, contrastando con forza la cancellazione del nome e dell’identità voluta nei Lager: Clara Dragoni, le sorelle Baroncini, i fratelli Idro e Irnerio Cervellati, Fausto Cavagna e Atos Minarelli non sono raffigurati come vittime della deportazione, ma come persone nella loro normalità, con i sorrisi, gli affetti, qualcosa di molto amato, come il ciclismo per i fratelli Cervellati e il pallone per Fausto Cavagna. L’identità è riconsegnata anche dal colore del nome scritto sulle vesti con polvere di alluminio, che invece di svanire, brilla e resiste.
Intanto nelle scuole, i volontari dell’Aned narravano le storie di quei deportati: noi, in particolare, abbiamo riflettuto e scritto su quanto appreso di Jole, Nella e Lina Baroncini, per una restituzione collettiva, che si è rivelata molto complessa da preparare, anche per l’impegno, che abbiamo sentito fortemente, di doverla condividere con tante persone. Ci è piaciuta moltissimo l’idea di diffondere le immagini dei quadri attraverso quaderni, borse e spille che noi studenti siamo invitati a custodire e usare, ’adottando’ le persone cui sono dedicate, con le loro storie di Resistenza. Il 26 gennaio è stata una giornata davvero indimenticabile.
Riflettendo sul valore dell’evento, Alice è colpita dalla citazione di una mostra fotografica dedicata alla famiglia Baroncini nel 2022, ’Non era giusto non fare niente’: nel titolo si mostra il coraggio di una famiglia intera, che ha rischiato tutto per difendere ciò in cui credeva. Per Anita è stato un onore poter ascoltare in classe da parte di Eligio Roveri la storia della sua famiglia.
Tutte le persone ricordate, «eroi», come li definisce Bianca, hanno fatto la loro parte, scegliendo con chi stare, a costo della vita.
Giulia e Giovanni ribadiscono l’importanza del passaggio di testimone tra generazioni, un messaggio che ha caratterizzato l’esperienza, messo in evidenza dai gadget da usare e condividere anche attraverso l’hashtag #portamiconte, per diffondere la Memoria non solo nelle ricorrenze, ma nei gesti di ogni giorno.
Sono tante, anzi tantissime, le emozioni che questo progetto, svolto durante la settimana dedicata alla Memoria in vista, appunto, della Giornata della Memoria, formativo e didattico ha suscitato in noi studenti.
Ognuno ha provato sulla propria pelle sensazioni differenti. Per Christian, Francesco, Yuthvin, Angkon e Yasain è stata una mattinata emozionante e toccante, mentre per Bianca è stata un’opportunità di conoscenza. Per Cecilia l’appuntamento è stata indimenticabile, per Gloria e Lucia interessante e significativo, perché abbiamo parlato davanti a Eligio Roveri, figlio di Lina Baroncini.
Irene è stata interessata da tutte le storie raccontate dalle classi, che hanno saputo coinvolgere i presenti, ciascuna con il suo stile. Beatrice si è commossa per tutti gli interventi e ha pensato a quanto siamo fortunati a vivere in un mondo senza l’orrore dei campi. A Mark sembrava di essere in un TG dal vivo, perché i membri delle istituzioni, delle associazioni e l’artista Antonella Cinelli, hanno reso il momento ufficiale, tanto da restare senza fiato. Quelli di noi che hanno condiviso i testi hanno vissuto anche un po’ di tensione per doversi esprimere davanti a un numeroso pubblico: Giulio, con il microfono in mano, si sentiva le farfalle nello stomaco per la paura di sbagliare, ma poi è andato tutto bene. Pietro era agitato, pensando alle persone importanti che aveva davanti.
Matteo è stato colpito dal silenzio e dall’attenzione che ha accompagnato tutto l’intervento.
Nicola ed Eleonora hanno notato la commozione di Eligio nel sentirci parlare dei suoi familiari, mentre per Mattia è stato bello ricordare chi ha lottato per la nostra libertà. Insomma, un’esperienza che ci è servita molto.