ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Istituto Paritario Maestre Pie di Rimini (RN) - 2A

Gambalunga e la biblioteca che fu donata alla città di Rimini

Visita guidata negli spazi del grande centro culturale in centro «Questi sono luoghi senza tempo che garantiscono l’accesso al sapere da parte di tutti»

Il 20 novembre scorso la classe II A delle Maestre Pie di Rimini, ha fatto visita alla biblioteca comunale Gambalunga. Appena entrati, siamo stati accolti negli spazi della Biblioteca dei ragazzi. Qui Silvia, la bibliotecaria che ci ha fatto da guida, ci ha spiegato come sono catalogati i libri a disposizione di noi giovani lettori. Successivamente, la visita si è spostata ai piani superiori, dove si trovano libri molto antichi. La storia di questo luogo è legata alla figura di Alessandro Gambalunga, nato nel 1564 in una famiglia molto ricca, tanto che riuscì a permettersi di studiare fuori da Rimini. Gambalunga era un grande appassionato di libri. In quegli anni esisteva già la stampa, ma non le biblioteche come le conosciamo oggi. I libri si potevano acquistare solo in alcune città, tra cui Venezia e Francoforte. Gambalunga aveva invece un proprio rilegatore e, col passare del tempo, acquistò moltissimi libri, che metteva a disposizione dei giovani.

Nelle grandi sale attraversate nel corso della visita, abbiamo ammirato i tesori conservati nella biblioteca: grandi mappamondi, teche con preziosi volumi, tra cui un manoscritto della Divina Commedia, scaffali con libri a stampa, compresi i cosiddetti libri ‘proibiti’, protetti da una grata in ferro (sbirciando, abbiamo visto che si trattava di testi su scoperte non ancora accettate o di Bibbie scritte non in lingua latina). Da una delle tante stanze si accede persino a un passaggio segreto, che conduce al piano superiore e veniva utilizzato dalla servitù, a cui non era permesso passare dalla scala principale.

Quando Gambalunga morì, nel 1619, scrisse un testamento in cui stabilì che la sua biblioteca diventasse proprietà della città di Rimini, che venisse aperta a tutti in orari stabiliti e che ogni anno fossero usati trecento ducati per l’acquisto di nuovi libri. Questa uscita didattica ci ha fatto capire che l’importanza delle biblioteche non cambia nel tempo, perché sono luoghi fondamentali per le nostre città. Prima di tutto conservano la memoria: senza di esse, scoperte scientifiche, leggi e conoscenze di grande valore sarebbero andate perdute. Inoltre garantiscono l’accesso al sapere, permettendo a chiunque, anche a chi ha meno possibilità, di studiare. Infine sono veri e propri centri culturali, dove si può imparare e crescere insieme. Le biblioteche, anche se oggi sono cambiate, portano con sé l’eredità di quelle antiche istituzioni che proteggevano la luce del sapere.

Alice Arcangeli, Giovanni Grassi, Tommaso Spadaro II A Scuola Maestre Pie RiminiP

 

«È meglio il cartaceo o il digitale?». Una domanda che si fanno in molti.

Oggi si utilizzano entrambi i supporti per studiare, leggere e informarsi. Il cartaceo è meno stancante e permette di concentrarsi di più perché non distrae ma ha anche degli svantaggi, come il peso e la difficoltà di portare in giro tanti libri. Il digitale, invece, è molto pratico: permette di avere interi libri in un solo dispositivo e di fare ricerche immediate nel testo.

D’altra parte, però, può portare a leggere in modo più veloce e meno attento e può affaticare la vista e il suo uso dipende dalla batteria. Non esiste un supporto migliore dell’altro, ma dipende dalle persone, anche se è meglio allenarsi ad usare entrambi.

Federico Paone, Giovanni Parma, Leonardo Scipioni, Viola Cortese

 

E se venisse intervistato Dante Alighieri, come potrebbe essere? Ci abbiamo provato.

Maestro Dante, perché ha scelto Virgilio come guida? La lettura delle sue opere le ha cambiato la vita? «Ho scelto Virgilio perché era il poeta che ammiravo di più. Mi insegnò che le parole possono portare fuori dalle tenebre: quando lo leggevo da giovane, mi sembrava che mi guidasse e mi facesse capire il mondo. Mi ha cambiato molto, è stato come avere un amico che ti insegna la strada».

Che messaggio darebbe ai ragazzi di oggi che leggono? «Leggete con attenzione. I libri sono dei superpoteri per la mente: chi legge impara ad essere libero dentro».

Oggi molti leggono su tablet o telefoni: cosa ne pensa? «Ciò che conta non è il supporto, ma la parola che contiene. Se questi vostri strumenti riescono a raccontare pensieri profondi e storie vere, allora ben vengano; basta che non siate distratti dalle altre cose che contengono».

Le piacerebbe visitare una biblioteca moderna? «Sarebbe fantastico. Immagino tantissimi libri tutti insieme, più di quanti ne abbia mai visti…

vorrei vedere quanta conoscenza c’è ora e come la tenete al sicuro. Sarebbe come entrare in un Paradiso di sapere».

Alice Arcangeli, Lorenzo Corsi, Giovanni Grassi ed Edoardo Silverio

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