ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC Lucatelli di Tolentino (MC) - 1D

Le dodici fatiche di Ercole nella vita «Sono sfide che ci fanno crescere»

Studiato uno degli eroi più noti della mitologia greca «Abbiamo provato su di noi quanto quelle prove ci abbiano migliorato e aiutato a correggere i nostri difetti»

Abbiamo letto la storia di Ercole, uno degli eroi più famosi della mitologia greca. Era fortissimo, ma anche lui ha dovuto affrontare molte difficoltà. Le sue avventure più importanti sono chiamate le dodici fatiche di Ercole: prove molto difficili che gli furono assegnate e che sembravano, all’inizio, impossibili da superare. Possiamo leggerle anche come un simbolo della vita di ognuno, perché tutti, crescendo, dobbiamo affrontare delle difficoltà. Ogni fatica rappresenta un problema diverso: la paura, la rabbia, gli errori, le sfide nuove, la stanchezza.

Ercole combatte contro animali pericolosi e deve mettere in atto la sua potenza, ma deve anche usare l’intelligenza, la pazienza e la capacità di chiedere aiuto.

In conclusione, le dodici fatiche di Ercole ci ricordano che le difficoltà fanno parte della vita. Se le affrontiamo con coraggio, impegno e fiducia, possono aiutarci a crescere e a diventare persone migliori. Proprio come è successo a Ercole.

Alunni 1ªD Lucatelli***Il leone di Nemea – il coraggio.

«Il leone sembrava invincibile.

Questa fatica ci insegna a non fuggire davanti alle paure, ma ad affrontarle con coraggio. In un torneo di tennis dovevo giocare contro un’avversaria che temevo perché più grande e considerata molto forte. Ho deciso di affrontare la sfida e di giocare quel match. Trovare il coraggio di giocare è stata per me una grande vittoria». Anita Massi L’idra di Lerna – il controllo della rabbia. «All’idra ricrescevano le teste. Come la rabbia, che torna se non la controlliamo. Ho riflettuto sui momenti in cui si risolve un problema e subito ne spunta un altro e sale la rabbia. Questa fatica mi ha fatto capire che in questi casi bisogna fermarsi, calmarsi e pensare prima di agire».

Damiano Fogante Il cinghiale di Erimanto – il controllo degli impulsi. «Il cinghiale era violento e fuori controllo. Ho capito quanto sia importante mantenere la calma e riflettere prima di reagire». Roberto Altamura La cerva di Cerinea – la pazienza. «Ercole dovette inseguirla a lungo senza farle del male. La lezione è che non tutto si ottiene subito e ci fa riflettere sull’importanza della pazienza. Fermarmi ad aspettare mi ha insegnato che la pazienza è una forza». Medi Brachetta Gli uccelli del lago Stinfalo – la capacità di affrontare i problemi. «Ercole ci dice di non ignorare i problemi, ma vanno compresi e affrontati con determinazione.

Nel mio vissuto, il problema di ricominciare a camminare bene somiglia molto a quegli uccelli: all’inizio la difficoltà, il dolore e la paura sembrano ovunque. Sarebbe facile arrendersi o far finta che il problema non esista, ma come Ercole ho capito che serve forza, non solo fisica ma anche mentale, e impegno costante». Giosuè Mozzi La cintura di Ippolita – il rispetto degli altri. «Ercole doveva ottenere qualcosa senza usare la violenza. Questa fatica insegna l’importanza del dialogo e del rispetto. Mi sono immedesimata in questa vicenda perché ho ripensato a quando ho litigato con una amica. Poi ci siamo chiarite, le ho spiegato come mi sentivo, le ho chiesto scusa per il mio comportamento e attraverso il dialogo ci siamo riappacificate». Giorgia Elisei Le stalle di Augia – il senso di responsabilità. «Ercole pulì un luogo molto sporco. Questa fatica rappresenta l’importanza di prendersi cura dei propri doveri, anche quelli noiosi». Alexander Muzikanti Le cavalle di Diomede – il dominio degli istinti. «Le cavalle erano feroci: rappresentano gli istinti che vanno guidati e non lasciati liberi di comandarci. A volte mi capita che di pomeriggio rimango un po’ di più avanti alla tv invece di fare i compiti. Grazie al mio autocontrollo sto imparando a migliorare questo difetto e ciò mi dà tanta soddisfazione». Massimo Neri Farroni Il toro di Creta – il controllo della forza. «La forza va usata bene e il potere va accompagnato dal rispetto. Questa fatica mi ha fatto venire in mente quando, durante un torneo di calcio, la mia squadra era più forte, ma non per questo abbiamo umiliato gli avversari. Dopo la partita li abbiamo salutati con rispetto, con frasi di amicizia». Nelvin Bardhi I buoi di Gerione – la perseveranza. «Questa fatica rappresenta la capacità di non arrendersi.

Una volta avevo così tanti compiti che pensavo di non riuscire a finirli. Il lavoro era lungo e faticoso, ma senza fermarmi sono arrivata alla fine: ho capito che la perseveranza è non arrendersi, anche quando il percorso sembra troppo difficile». Beatrice Ortenzi «Gioco a calcio nel ruolo di attaccante. Il mio sogno è diventare un professionista. Per raggiungere l’obiettivo devo impegnarmi tanto e allenarmi sodo. Anche quando gli allenamenti sono duri, difficili e io sono stanco non devo arrendermi». Emmanuel Barco Arevalo Raccogliere le mele delle Esperidi – la fiducia e l’umiltà. «Ercole chiese aiuto, chiedere aiuto non è una debolezza. Pratico pallavolo e durante gli allenamenti, a volte, mi capita di non riuscire a svolgere bene un esercizio, ma per me non è facile chiedere aiuto. Sto imparando a farlo e con i consigli delle compagne di squadra sono diventata più forte». Giorgia Fanesi Cerbero – affrontare le proprie paure più profonde. «Scendere negli Inferi fu la prova più difficile. Ercole deve superare la paura del buio e dell’ignoto. Quando ho letto questa fatica ho pensato a quando mi trovavo sull’aereo che dal mio amato Perù mi portava verso un Paese sconosciuto dove avrei dovuto ricominciare tutto daccapo. Non sapevo nulla di quello che mi aspettava: famiglia, casa, scuola, amici… Era un viaggio verso l’ignoto! Con tanto coraggio sto affrontando questa nuova sfida e sono molto felice».

Luciana Nicole Barriga La Cunza

Gli alunni della classe 1ªD del plesso Lucatelli I.C.

Lucatelli-Don Bosco di Tolentino hanno studiato le dodici fatiche di Ercole: Roberto Altamura, Emmanuel Barco Arevalo, Nelvin Bardhi, Luciana Nicol Barriga La Cunza, Medi Brachetta, Giorgia Elisei, Giorgia Fanesi, Massimo Neri Farrone, Damiano Fogante, Anita Massi, Giosuè Mozzi, Alexander Muzikanti, Beatrice Ortenzi.

Referente, la professoressa Monia Palombo

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