Un viaggio oltre gli stereotipi. «Parità di genere sia la norma»
«Ogni persona ha lo stesso valore nella società Abbiamo analizzato la questione attraverso la letteratura, il cinema e alcune testimonianze»
Dalle pagine di un libro alla storia della Nasa, fino all’incontro con due avvocatesse: il percorso della nostra classe per comprendere le disuguaglianze di ieri e di oggi e immaginare un futuro senza barriere. Che cosa significa oggi parlare di parità di genere tra i banchi di scuola? Non è solo un concetto astratto, ma un percorso che la nostra classe ha deciso di affrontare analizzando la realtà attraverso diverse lenti: la letteratura, il cinema e la testimonianza diretta. Un viaggio educativo che ci ha portato a riflettere su quanto, nonostante i progressi, la strada verso un’autentica uguaglianza sia ancora lunga.
Il punto di partenza è stato il nostro libro di antologia, che attraverso testi mirati ha acceso subito il dibattito. La narrazione metteva in scena una dinamica purtroppo comune: al momento di riordinare la sala, il gruppo maschile si tirava indietro, etichettando le pulizie come ‘cose da femmine’. La svolta del racconto, che ha fatto discutere molto in classe, arriva dalla risposta pronta di una delle ragazze: avendo calpestato lo stesso pavimento e partecipato allo stesso divertimento, il dovere di rimediare appartiene a tutti, senza distinzioni biologiche.
Dalla quotidianità siamo passati alla grande storia con la visione del film «Il diritto di contare» di Theodore Melfi. La pellicola ci ha trasportato negli Stati Uniti degli anni Sessanta, dentro i laboratori della Nasa. Lì abbiamo conosciuto le figure di Katherine, Dorothy e Mary, tre brillanti scienziate afroamericane. Il film ha mostrato con cruda realtà la doppia discriminazione subita da queste pioniere: in quanto donne e in quanto persone di colore. Nonostante il loro lavoro fosse vitale per mandare l’uomo nello spazio, dovevano lottare quotidianamente anche solo per essere ascoltate dai colleghi o per usare i servizi igienici. Per capire come si traduce tutto questo nel mondo del lavoro di oggi, abbiamo incontrato due avvocatesse.
Le esperte ci hanno offerto un quadro chiaro: sebbene le leggi garantiscano la parità, la realtà sociale spesso resta indietro. Ci hanno parlato del «gender pay gap» (stipendi più bassi per le donne a parità di mansione) e della persistenza di pregiudizi su quali siano i lavori «da uomo» o «da donna». Il messaggio che ci hanno lasciato è inequivocabile: ogni persona ha lo stesso valore e la società deve impegnarsi attivamente per rimuovere gli ostacoli culturali che frenano il talento femminile. Vorremmo un futuro dove la parità non sia un’eccezione da celebrare, ma la norma. Un mondo dove una donna possa scegliere di essere scienziata, madre, leader o tutto questo insieme, senza subire giudizi.
Nei giorni scorsi, nella sede del Consiglio Comunale di Bagnolo in Piano, si è svolto l’insediamento del ‘Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze’. Un progetto educativo volto ad avvicinare gli studenti al funzionamento delle istituzioni democratiche e alla partecipazione attiva alla vita della propria comunità. L’iniziativa, realizzata con il supporto dei docenti di lettere e in collaborazione con l’amministrazione comunale, ha coinvolto tutte le classi della scuola media in un percorso di educazione civica culminato con le elezioni dei rappresentanti. Gli alunni hanno presentato programmi, discusso proposte e votato, eleggendo il sindaco dei ragazzi e i consiglieri.
Il ‘Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze’ resterà in carica per due anni e avrà il compito di raccogliere idee e suggerimenti su temi di interesse per i giovani, come scuola, ambiente, sport e spazi pubblici, favorendo il confronto e il rispetto delle regole.
Le proposte più significative potranno essere presentate al consiglio comunale istituzionale, quello degli adulti. Noi ragazzi siamo entusiasti di questo progetto che lega la scuola al territorio ed educa, noi futuri cittadini, alla cittadinanza attiva fin dai banchi di scuola.
Durante le ore della nostra insegnante di lettere, abbiamo letto alcuni «Racconti del mistero» di Edgar Allan Poe. Tutti molto attuali, che rispecchiano in molti punti la vita che lui ha vissuto. Abbiamo fatto diverse attività, tra cui questa riflessioni in classe: come ha potuto, una persona come Poe, con un talento e una creatività fuori dal comune, così geniale, sprecare la sua vita in droghe e alcol, non cogliendo le occasioni che si presentavano? Siamo arrivati alla conclusione che i nostri talenti non vanno sprecati ma incoraggiati in famiglia, a scuola e negli ambienti ricreativi. I talenti sono preziosi, il nostro futuro è nelle nostre mani. L’attività è stata interessante: ci ha fatto riflettere sui danni dell’alcol e delle droghe. Inoltre abbiamo vissuto un’esperienza ‘inquietante’ in classe, leggendo i racconti con la sola luce di una torcia.