ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Guido Reni di Bologna (BO) - 3B

Viaggio tra i valori dello sport. L’insegnamento del ’fair play’

L’approfondimento della 3B delle Guidi Reni in occasione delle Olimpiadi di Milano-Cortina La classe ha incontrato la docente Stéphanie Pascali per una lezione sul ’gioco corretto’

In un periodo così importante per lo sport e per l’Italia, legato alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, abbiamo avuto il piacere di incontrare Stéphanie Pascali, docente di educazione fisica, esperta di storia dello sport e anche autrice di libri. Insieme abbiamo trattato molti argomenti e in particolare ci siamo soffermati sul fair play e sull’etica sportiva. Da praticanti di sport, e anche tifosi, quali tutti noi siamo, abbiamo riflettuto su come affrontare la prima competizione, che è innanzitutto con noi stessi, per superare i nostri limiti e cercare di migliorare, e poi quella con gli altri. Il fair play significa ’gioco corretto’ ed è un termine nato nell’Ottocento in Inghilterra. Prevede una ’carta’ con alcuni punti essenziali: ogni incontro costituisce un momento speciale, indipendentemente da quanto sia importante. Il rispetto delle regole e quello degli avversari è fondamentale, così come lo è accettare le decisioni di arbitri e giudici, sapendo che anche loro possono sbagliare.

Offese o comportamenti aggressivi sono banditi, come gli imbrogli per vincere. La correttezza deve essere un valore sia nella vittoria sia nella sconfitta, così come l’aiuto a chi si fa male.

Il codice di etica sportiva nel Consiglio dell’Europa riconosce lo sport come un’attività socioculturale, che arricchisce la società e aumenta l’amicizia tra le nazioni. Ed è proprio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a ribadirlo nel discorso di apertura delle Olimpiadi invernali il 6 febbraio, quando si riferisce allo sport come espressione di libertà di misurarsi con sé stessi e di mettersi alla prova, confrontandosi con gli altri sulla base di valori e regole condivise. A tutti lo sport offre l’opportunità di esprimersi, raggiungere soddisfazioni e successi personali, acquisire capacità tecniche e dimostrare abilità, interagire socialmente, divertirsi, e, non ultimo, raggiungere un buono stato di salute.

Oggi più che mai lo sport è una via per connettere persone di culture, generi, età e abilità diverse, abbattendo stereotipi e pregiudizi. I suoi valori fondamentali come il rispetto e l’onestà, sia durante la competizione sia nei momenti fuori dal campo, insegnano disciplina e resilienza, la gestione della fatica e la gioia di raggiungere obiettivi attraverso l’impegno.

Lo sport ha il potere di unire le nazioni, creando ponti di amicizia e comprensione reciproca.

Studenti e studentesse della 3B:Abe, Ettore, Fabio, Federico, Francesco, Jacopo, Laurence, Michele, Patrizia, Riccardo, Safwan, Tommaso.

 

Il libro di Stéphanie Pascali racconta la storia delle Paralimpiadi, attraverso le biografie e le parole dei protagonisti.

Tra questi ci hanno colpito due atleti italiani: Roberto Marson e Francesca Porcellato. Alla tenacia del primo, diventato paraplegico a causa di un incidente sul lavoro all’inizio degli anni Sessanta, dobbiamo il primo passo verso la nascita del Comitato Italiano Paralimpico.

Porcellato, che nel 1972, a soli due anni, perse l’uso degli arti inferiori, è un grande esempio di forza: dopo la riabilitazione, lontana dalla famiglia, in anni in cui c’erano ancora pregiudizi e barriere nei confronti della disabilità, con il passaggio alla carrozzina ritroverà la fiducia in sé stessa, fino alla vittoria ai mondiali di Stoke Mandelville del 1987, con l’argento nei 200 metri e l’oro nei 100 metri.

Anita, Anna, Daryna, Leonardo, Ludovica, Samuele

 

Le Paralimpiadi sono una competizione sportiva e una testimonianza di determinazione e dignità. Gli atleti portano in campo il talento e sfide affrontate e superate. Il loro valore supera le medaglie: insegnano che il limite non è una barriera definitiva e ricordano che lo sport è davvero universale quando diventa inclusione e celebrazione delle capacità di ognuno. Con Stéphanie Pascali abbiamo conosciuto Ludwig Guttmann, l’ideatore, che inizia a lavorare da medico durante la Grande Guerra, creando poi percorsi per la riabilitazione dei reduci con lesioni spinali, prima lasciati con poche cure e nessuna speranza.

Guttmann vede nello sport una possibile strada e nel 1948, mentre si svolge la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici di Londra, dà vita a Stoke Mandeville a una competizione con 14 uomini e due donne, una festa per tutti. Nel 1952 una squadra di veterani di guerra olandesi partecipano ai giochi di Stoke Mandeville, dando inizio a un cammino internazionale. Nel 1960 a Roma nascono le Paralimpiadi moderne, ma il termine ’Giochi Paralimpici’ è riconosciuto ufficialmente solo nel 1984.

Oggi le Paralimpiadi si svolgono subito dopo e nelle stesse sedi dei Giochi: quest’anno vedremo i XIV Giochi Paralimpici invernali, dal 6 al 15 marzo, dopo le olimpiadi invernali di Milano Cortina.

Carolina, Nicolò, Sofia, Stefano, Teo, Viola

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