ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

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IC Pirandello di Pesaro (PU) - 3A

Medaglia d’oro a Mombaroccio. Il grazie di Miriam da Tel-Aviv

I ragazzi della 3ª A rievocano la giornata trascorsa in Prefettura in occasione della giornata della memoria. E della famiglia ebrea salvata dalla comunità

Il 27 gennaio 2026, Giornata della Memoria, gli studenti della Scuola secondaria di primo grado “F. Barocci” di Mombaroccio si sono recati in Prefettura a Pesaro, per assistere alla consegna della Medaglia d’Oro al Merito Civile voluta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mombaroccio è il primo paese marchigiano a ricevere questo significativo riconoscimento, grazie alle centinaia di vite salvate dai cittadini durante il Secondo conflitto mondiale, all’epoca delle persecuzioni nazifasciste e dei bombardamenti. Gli studenti sono arrivati a Pesaro con lo scuolabus, accompagnati dagli insegnanti: Simone Luchetti, Letizia Antico, Annalisa Ballarini, Eleonora Ridolfini, Maria Luigia La Corte, Elisa Buoncompagni e Valeria Telera. Erano presenti i rappresentanti delle Istituzioni, il sindaco di Pesaro, il sindaco di Mombaroccio, il Prefetto il Presidente della provincia e, in collegamento da Israele, la signora Miriam Sarano, componente della famiglia Sarano, nascosta durante la guerra nel Convento dei frati del Beato Sante e protetta dalle famiglie del borgo.

Il primo intervento è stato del Prefetto, Emanuela Saveria Greco, che ha ringraziato tutti per la presenza e ha celebrato il coraggio della popolazione di Mombaroccio nel salvare gli ebrei e i perseguitati tra il 1943- 1944. Poi ha tenuto un discorso il sindaco di Mombaroccio, Emanuele Petrucci, che ha sottolineato l’eccezionale lezione dei cittadini del borgo, che misero a rischio la propria vita per salvare altre persone. In collegamento da Tel-Aviv, ha avuto la parola la signora Miriam Sarano: ha ringraziato tutta la comunità per aver protetto la sua famiglia, elogiando in particolare il coraggio degli abitanti e di padre Sante Raffaelli, nonché dell’ufficiale tedesco Eric Eder, che, pur sapendo della presenza degli ebrei nel Convento del Beato Sante, rimase fedele ai suoi valori umani e non denunciò. Il giornalista Luminati ha poi letto una lettera scritta dalla Senatrice a vita Liliana Segre, in cui vengono ringraziati tutti i cittadini mombaroccesi per il coraggio, la determinazione, la solidarietà donata ai Sarano.

Infine gli studenti di terza hanno letto parti tratte dal diario di Alfredo Sarano, “Siamo qui, Siamo vivi”, concludendo con la condivisione di intense e sentite riflessioni sull’esempio di solidarietà, democrazia e resistenza rappresentato dal loro Paese – considerazioni realizzate durante le ore di storia con la prof.ssa Ballarini. Il sindaco ha coinvolto gli studenti, donando la sua fascia alla più giovane allieva della scuola, simbolo di un passaggio di testimone e auspicio che la storia di Mombaroccio continui ad essere caratterizzata dai valori del coraggio e della solidarietà.

Mia Borgogelli, Chiara Iacomucci III A prof.sse Letizia Antico, Elisa Buoncompagni Referente progetto: prof.ssa Alice Lambertelli

 

Cosa penso della Seconda guerra mondiale? Nella mia testa risuona sempre la stessa risposta: un momento orribile della nostra storia. Questi eventi hanno sempre suscitato in me il desiderio di approfondire. Dopo aver letto e conosciuto la storia di coraggio avvenuta nel borgo in cui vivo, sono rimasta stupita e orgogliosa. Credo che se mi fossi trovata a vivere in quel contesto, io stessa avrei agito come la Famiglia Ciaffoni; non sono mai stata una persona egoista, ho sempre cercato di rendermi utile nelle mie possibilità. Anche oggi dobbiamo essere uniti, ma a volte il coraggio manca. Magari ci si ferma a valutare le conseguenze di un evento, ma pochi agiscono davvero per il bene altrui. Per questo il coraggio dell’Ufficiale Eder, di Padre Raffaelli e di tutto il paese di Mombaroccio sono stati esemplari. La frase “non avevo altra scelta” non è sempre vera, perché si può decidere di stare dalla parte del male o da quella del bene, dipende tutto da noi.

Nel giorno della Memoria dobbiamo ricordare le persone che davvero non hanno potuto scegliere. Spero che questa giornata non resti solo un appunto sul calendario, ma venga compresa nel profondo, soprattutto tra noi cittadini di Mombaroccio, perché io sento di essere parte attiva di un cammino verso la democrazia e libertà.

Chiara Linzalone III A prof.sse Letizia Antico, Elisa Buoncompagni Referente del progetto: prof.ssa Alice Lambertelli

 

Oggi siamo qui come studenti e cittadini di Mombaroccio, un piccolo borgo di cui tutti si sentono orgogliosi di far parte. Negli anni della guerra, mentre ovunque imperversava la violenza, a Mombaroccio qualcuno non rimase a guardare, ma aprì le porte delle proprie case a sconosciuti in cerca di aiuto. Padre Sante Raffaelli, la Famiglia Ciaffoni e tanti altri cittadini non hanno fatto gesti clamorosi, ma scelte profonde che avrebbero potuto costare loro la vita.

Anche la storia dell’ufficiale tedesco Eder è significativa: lui ha deciso di seguire la propria coscienza, proteggendo la Famiglia Sarano, invece di denunciare o cedere alla violenza. Sapere che tutto questo è accaduto nel borgo dove sono nato e cresciuto mi fa sentire orgoglioso, ma anche responsabile di dover mantenere viva la memoria di quanto è stato.

Giacomo Pandolfi III A prof.sse Letizia Antico, Elisa Buoncompagni referente progetto prof.ssa Alice Lambertelli

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