C’è parità di genere nel mondo?. «Fino a oggi l’Italia è rimasta indietro»
La classe 3ª A della scuola media di Sogliano al Rubicone ha affrontato le differenze tra uomini e donne Gli studenti sono partiti dall’analisi della nostra Costituzione, addentrandosi negli obiettivi futuri dell’agenda dell’Onu
Tra gli argomenti di Educazione civica, affrontati a scuola, ce n’è uno, in particolare, che abbiamo seguito e studiato con grande interesse, e che ci ha spinti a un vivace dialogo, portandoci a confrontare le nostre opinioni.
Innanzitutto, ci siamo chiesti, dato che se ne sente parlare tanto, che significhi ‘parità di genere’, se nel mondo sia presente e, in caso negativo, cosa si possa fare per diffonderla.
Abbiamo appreso che l’espressione ‘pari opportunità’ indica uno dei principi giuridici sanciti dalla Costituzione italiana (articolo 3: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».) per il cui raggiungimento l’Italia si impegna («è compito») a rimuovere ogni ostacolo discriminatorio allo scopo di favorire la partecipazione delle persone alla vita politica, sociale e al mondo del lavoro.
Il concetto di ‘pari opportunità’ si lega a quello di uguaglianza giuridica e sociale fra uomini e donne. È, infatti, fondamentale in una società, che si definisce ‘Civile’, che le donne abbiano la possibilità di compiere le proprie scelte sia nella vita privata sia in quella professionale, ma questo non sempre accade. Infatti, nonostante esista l’articolo 3 della Costituzione, la parità nel nostro Paese non è completamente raggiunta.
Nel mondo del lavoro le donne incontrano più difficoltà rispetto agli uomini; spesso guadagnano meno facendo lo stesso mestiere dei maschi, trovano lavori meno stabili, e raramente arrivano a ruoli di grande responsabilità. Questo, ha sostenuto Malak, succede a causa del ‘soffitto di vetro o di cristallo’ cioè a causa di ostacoli generati da stereotipi e pregiudizi, che impediscono alle donne di fare carriera, l’utilizzo – in un’organizzazione lavorativa o, in genere, nella società – di barriere invisibili ma insormontabili, basate per lo più su pregiudizi, che impediscono avanzamenti di carriera; poi, ha condiviso un esempio di pregiudizio, subìto da un’amica, che pratica, nonostante ‘tutto’, la boxe: la sua amica si è sentita consigliare più volte da certi conoscenti maschi di fare danza o pallavolo, perché giudicata più adatta. Uno stereotipo come questo genera situazioni dolorose e altri pregiudizi, addirittura, odio. La donna ne esce sottovalutata, perché l’uomo la crede debole, non capace quanto lui, e le donne di alcuni Stati finiscono per crederci, accettando il concetto di inferiorità.
La parità di genere è anche uno degliobiettividell’Agenda2030dell’ONU (il quinto), che riguarda, appunto, il raggiungimento dell’uguaglianza di genere e l’emancipazione di tutte le donne e le ragazze. La parità di genere non è solo un diritto fondamentale, ma è anche la condizione necessaria per un mondo sostenibile, che goda di pace e benessere, e la sua piena realizzazione produrrà un miglioramento sociale di cui potrà godere l’umanità intera.
«Se parità di genere significa donne e uomini uguali sotto tutti gli aspetti – così ha proseguito il confronto Gloria –, allora certi pregiudizi andrebbero superati come ‘donne al volante, pericolo costante’, perché non è una frase da duri, bensì da immaturi; del resto, se guardiamo le statistiche, sono sì gli uomini a parcheggiare più velocemente delle donne, ma queste ultime fanno molti meno incidenti. Bisognerebbe eliminare ogni preconcetto che si ha sulle donne e fare in modo che la quota rosa sia presente in ogni ambito (da quello socio-economico a quello politico), cosicché la leadership femminile possa aumentare». Pure Atanasia ha parlato di pregiudizi e frasi offensive nei confronti delle donne. «Fino a oggi l’Italia è rimasta indietro rispetto alle nazioni del Nord Europa ossia solo una donna su tre ha un lavoro di rilievo in ambito politico, economico o sanitario».
Classe 3ª A scuola media di Sogliano al Rubicone