ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Calamandrei di Sogliano al Rubicone (FC) - 3A

Stessi diritti tra lavoratori e lavoratrici. Anche le donne sono fatte per il calcio

Gli studenti della scuola media Piero Calamandrei fanno una panoramica dei mestieri in cui prevalgono figure maschili e femminili, e puntano a un mondo più giusto senza differenze di trattamenti e stipendi

Attualmente le donne medico sono di più degli uomini, ma non è così per il numero delle donne ‘ministro’ e questo è l’esempio di una professione in cui non c’è parità di genere. È scientificamente provato che, se le donne avessero gli stessi diritti degli uomini, lo sviluppo della società crescerebbe notevolmente. é questo il pensiero di Atanasia, studentessa di 3ª A della scuola media di Sogliano al Rubicone. Gli studenti hanno fatto uno studio approfondito sulla parità di genere tra uomo e donna. Non ancora conquistata del tutto (secondo loro). Francesco ha dato questa definizione: «Parità di genere vuol dire diritti uguali per tutti: niente discriminazioni o stereotipi; stipendi e possibilità di lavoro per tutti; niente violenza o stalking e niente superiorità di sesso. Ad esempio, molti pensano che le donne non siano fatte per il calcio, e così ci sono più maschi, che praticano questo sport, forse perché molte femmine hanno paura di essere insultate o, semplicemente, sanno che non avranno mai un pubblico e un salario pari a quello dei calciatori maschi, indifferentemente dal livello a cui arriveranno. Dove pratico calcio io, tuttavia, ci sono alcune ragazzine e, onestamente, sono fra le più forti della squadra.

Secondo me, è importante rispettare tutti allo stesso modo, indipendentemente dal genere, sia per un mondo più libero e più giusto sia per aiutare quello stesso mondo dal punto di vista economico, perché, se ci fosse più parità di genere, la Terra migliorerebbe molto più velocemente: le donne sono delle ottime lavoratrici! L’uguaglianza tra i sessi dovrebbe essere un concetto scontato – ha aggiunto – eppure vedo che non è così, e penso pure che manchi ancora un sacco di tempo prima che avvenga ovunque, se non mai».

Adam è intervenuto per dire che ‘parità di genere’ è quando qualcuno viene visto come persona – così anche Lucia –, come essere umano, come lavoratore: il genere non è importante; non si deve trattare differentemente una donna da un uomo, solo perché si pensa che le femmine non riescano a fare ciò che fanno i maschi. I tempi sono cambiati! Attualmente non è più possibile, non ha senso fare ‘le differenze di genere’, continuare a giudicare, ritenere ancora le donne inferiori e parlare di lavori da maschi e lavori da femmine. Purtroppo, però, ciò accade ancora in alcuni luoghi del Pianeta».

Linda ha ribadito l’importanza del rispetto, indipendentemente dal genere, per avere un mondo di pace, libertà e dove tutti si possano mostrare per quello che sono ed essere davvero se stessi. Ognuno di noi ha condannato chi si comporta in modo prepotente nei confronti di un altro essere umano – come se fosse una ‘sua’ proprietà –; così, insieme, abbiamo condannato la violenza sulle donne, messa in atto da certi maschi: essa è inaccettabile! È da condannare pure ciò che succede alle donne nell’area Islamica, nell’Estremo Oriente e in alcune zone di Africa e di America Latina, dove sempre le donne vivono una pesante condizione di inferiorità, perché non hanno accesso a cure mediche, a lavori dignitosi, a decisioni a livello politico ed economico, all’istruzione: sono destinate, quindi, all’ignoranza e solo al ruolo di mogli e madri. «Una cosa, che ritengo importante – ha detto – nel percorso di vita di un individuo, sono i valori, che scuola e famiglia, insieme, devono trasmettere a noi adolescenti ed è questo, che, con convinzione, sento fare pressoché quotidianamente dai miei prof e dai miei familiari». Emma è intervenuta, con Martina e Mia, per condividere un esempio di disuguaglianza di genere ossia quello relativo allo stipendio inferiore, che, a parità di compiti professionali, rispetto a un maschio una donna percepisce oppure, durante un colloquio di assunzione, spesso una donna, anche se qualificata quanto un uomo, viene scartata e il posto di lavoro offerto al maschio, perché, probabilmente, il datore di lavoro pensa già a future richieste di permessi per maternità e per problematiche successive, legate ai figli. Si dice che le donne non abbiano niente di diverso, e spesso siano migliori degli uomini, eppure nella realtà la maggior parte delle persone, che hanno successo, sono ancora uomini, e ciò per colpa degli stereotipi e della disparità di genere.

Noi giovani possiamo decidere di non farci condizionare dai pregiudizi e dagli stereotipi di una ormai troppo vecchia società maschilista. Per molto tempo, infatti – ha sostenuto Nathan – tante idee sbagliate sono state trasmesse oralmente; molti hanno fatto credere all’uomo (è avvenuta una sorta di indottrinamento?) che fosse superiore alla donna, fisicamente e mentalmente; invece noi dobbiamo agire parlando di uguaglianza tra i generi, e battendoci, ma solo con le parole necessarie e opportune, per i diritti di tutti.

possono diffondere messaggi di uguaglianza e rispetto tramite i social, e questo sarebbe un ottimo utilizzo, dato che troppo spesso – è innegabile – vengono usati per diffondere odio. Anche con dei piccoli gesti quotidiani si può trasformare la società in una società migliore.

Questi messaggi dovrebbero: ‘asfaltare’ sia credenze del tipo, per dirne solo una «le donne devono stare a casa ad accudire i bambini» sia battute sessiste, prese in giro e discriminazioni, anche quando sembrano fatte per scherzare; spronare (se, appunto, non accade naturalmente) padri e figli ad aiutare le madri in casa; segnalare le ingiustizie in ambito lavorativo. Si possono superare pregiudizi e stereotipi, dimostrando che non esistono cose ‘da maschi’ e cose ‘da femmine’, ma ognuno è libero di seguire passioni e sogni.

Se tuttora persistono certi pregiudizi è a causa di genitori in là con l’età e di nonni e bisnonni, in quanto la maggior parte degli adulti di oggi sta insegnando ai propri figli il rispetto verso il prossimo. È importante rispettare l’altro, qualsiasi sia il suo genere, l’etnia di appartenenza, la religione professata, la lingua parlata e l’orientamento politico scelto.

Siamo convinti che il rispetto porti a delle buone relazioni e, quindi, a una buona vita sociale: ed è questo il primo passo per un mondo sereno e giusto.

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