Il calcio, sogno e passione. «I tifosi ci danno la carica»
Pedro Mendes racconta il suo esordio e l’arrivo a Modena, «un’ottima scelta ricca di nuove sfide» Il momento più bello in gialloblù è stato, per lui, il gol nel derby storico contro la Reggiana
Classe 1999, Pedro Mendes è un giocatore portoghese, attaccante del Modena F.C., cresciuto nel settore giovanile del Moreirense, passato poi allo Sporting Lisbona dove esordisce in prima squadra nel 2019; ha giocato nell’Ascoli due anni e poi è passato al Modena il 16 luglio 2024.
«Modena due anni fa è stata una bellissima scelta» dice Pedro Mendes, «per il calcio, per la Società, lo stadio e anche per la città, c’è un bellissimo rapporto con i tifosi del Modena, sono molto calorosi con me, hanno una grande passione per la squadra e ci seguono con entusiasmo, la curva è sempre piena quando giochiamo in casa e ci spinge a dare il massimo».
Pedro Mendes ci ha raccontato di avere iniziato a giocare a calcio a 6 anni, è da sempre stata la sua più grande passione e l’unico sport che ha praticato; inseguire il suo sogno lo ha anche portato ad uscire di casa molto giovane, a 16 anni, per andare a Lisbona e poi in Spagna, «sono cambiamenti rapidi e non sempre facili, richiedono continuo adattamento e saper gestire diverse situazioni, uscire dalla zona di comfort dei genitori e della famiglia ti fa però crescere molto più velocemente, e questo è il destino dei calciatori, ciò che ci stimola a superare sempre nuove sfide».
«Il ricordo più bello legato agli inizi della mia carriera calcistica è sicuramente il goal fatto in esordio, in Europa League a 19 anni, un sogno!» invece il momento più bello con il Canarino sul petto ci ha confessato essere stato il Derby al Mapei contro la Reggiana con il suo goal che ha portato la vittoria di 1-0 dopo 74 anni che la squadra non vinceva e facendo la storia con la vittoria fuori casa.
«Quando gioco sento il peso della Maglia, sento una grande responsabilità che mi spinge a dare il massimo; senti la pressione ma è una sensazione positiva, ti porta a rispettare la Squadra e la Maglia e il modo migliore per farlo è quello di dare tutto in campo. Quello che ti spinge è anche quello che hai dietro di te e che ti ha fatto di-ventare calciatore, i tanti sacrifici che hai fatto e la voglia di inseguire il tuo sogno fin da quando eri piccolo, quella voglia di sacrificio e di fare bene e poter tornare dalla mia famiglia contento di quello che ho raggiunto».
Ora la squadra guarda avanti con forza alle prossime sfide, l’obiettivo dei Playoff sarebbe molto importante e la squadra sta lavorando compatta in questa direzione.
«Nelle ultime prestazioni il Modena sta giocando con una maturità diversa che ci piace molto» dice il Mister «più ordinata e organizzata, ha un’identità forte e nelle ultime partite ha guadagnato punti ancora più importanti e pesanti, d’ora in avanti le partite che ci troveremo a giocare saranno tutte delle finali e le finali vanno vinte e non giocate!».
È anche un importante esempio e stimolo da lasciare in eredità al settore giovanile e a tutti noi ragazzi, quello di credere nei propri sogni e lavorare con impegno per raggiungerli, dando sempre il massimo nello sport così come in ogni aspetto della vita.
Selvaggia, Marco, Luca, Melissa, Rajaa, Gabriele, Giorgia F., Raoul, Jasmeet, Sebastiano, David, Federico, Erison, Emma, Ginevra, Noemi, Jusuf, Gursimer, Giorgia T., Elio Leone Classe 2^ C di Fanano IC Sestola
Il 26 marzo, una giornata ricca di emozioni per la nostra classe 2C di Fanano, IC Sestola! Abbiamo avuto la meravigliosa opportunità di visitare lo stadio Braglia sede del Modena Calcio, un luogo ricco di storia e che è una grande realtà, vivace e coinvolgente, nel presente della città e di tutta la provincia. Partiti dalle nostre montagne con lo stupore dell’ultima meravigliosa e abbondante nevicata di stagione, le emozioni sono continuate con l’accoglienza speciale ricevuta allo stadio, accolti dalle nostre guide, Massimo Paroli, responsabile ufficio stampa, e Luca Benedetti che ci hanno spiegato l’origine del nome dello Stadio, dedicato al grande ginnasta olimpionico Alberto Braglia e ci hanno mostrato le sale ’Canarini Club’ e ’Club 1912’.
Ci siamo poi recati nella sala stampa dove abbiamo avuto l’onore di metterci nei panni di veri giornalisti sportivi ed intervistare, microfoni alla mano, il calciatore Pedro Mendes. Ha risposto a tutte le nostre domande e curiosità, ha firmato autografi, magliette e cappellini, abbiamo scattato molte foto con lui, ed è stato di grande ispirazione per tutti noi. Abbiamo poi proseguito il tour con la visita alle tribune dello stadio, agli spogliatoi per i giocatori e arbitri, alla lavanderia per le divise; abbiamo ammirato la parete gialla con tutte le foto della squadra dal 1912 ad oggi! Abbiamo anche assistito alla stampa delle magliette che i giocatori indossano in partita per poi entrare proprio all’interno del campo, passando per lo stesso tunnel dal quale passano i giocatori che ammiriamo in TV. Infine abbiamo potuto assistere in assoluto silenzio ad una parte dell’allenamento della squadra nel campo Zelocchi, «una sensazione indimenticabile» commenta Federico, «l’esperienza più emozionante tra le uscite didattiche di questi anni di scuola» aggiunge Raoul, che «ci ha fatto sentire dei veri giornalisti sul campo» dicono Noemi e Luca.
Tutta la seconda C ringrazia di cuore tutte le persone che hanno reso possibile questa giornata ricca di emozioni!