ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC di Misano di Misano Adriatico (RN) - 2A

Con Sgr a lezione di civiltà: più dialogo e rispetto per l’altro

Il laboratorio ha diviso la classe in due squadre che si sono confrontate su vari temi: cambiamento climatico, cibo nelle mense e valutazione scolastica. Un’esperienza formativa

A scuola tutti a lezione… di civiltà.

L’esperienza è stata bellissima: partecipare al laboratorio ‘Introduzione al Debate e principi guida della Costituzione: imparare a confrontarsi in modo costruttivo’, promosso e finanziato dall’Sgr nell’ambito del progetto ‘Da spettatori a protagonisti’. In sintesi: siamo stati a lezione di civiltà perché in una società civile, ci si confronta con le ‘armi’ del dialogo, del rispetto e dell’ascolto dell’altro.

Durante le sei ore del nostro percorso, tenuto dall’esperta A. Buda, abbiamo appreso cos’è un ‘Debate’, ovvero una metodologia didattica nuova in cui due squadre esprimono la propria opinione su una mozione partendo da due posizioni opposte su uno stesso tema. La professoressa Buda con modi altamente efficaci ci ha insegnato in cosa consista ‘l’arte del Debate’ e ci ha allenato a costruire in modo corretto, efficace e documentato le mozioni su cui avevamo scelto di affrontarci: ‘il cambiamento climatico’, ‘la valutazione scolastica’, ‘ il cibo sano nelle mense scolastiche’.

A coronamento del percorso, ci siamo affrontati, raggruppati in squadre, in una vera e propria sessione di Debate con un vero pubblico che ci ha valutato: la nostra dirigente scolastica professoressa S. Menichella, la vice della dirigente scolastica professoressa A. Falzarano e P. Lucarelli che, insieme a N. Renzi è referente del progetto Sgr, società che ci regalato questa meravigliosa esperienza formativa che ha davvero lasciato il segno in tutti noi.

Sin da subito, ci siamo resi conto che una mozione può non coincidere con le nostre reali idee su qualcuno/qualcosa e va preparata documentandone i dati per verificarne l’attendibilità e citando, sempre, fonti ufficiali perché non può assolutamente fondarsi sui ‘sentito dire’. Dobbiamo essere precisi e circostanziati se vogliamo essere tenuti in considerazione.

Oltre al lavoro di ricerca, la difficoltà è stata lavorare in gruppo integrando metodi e fragilità diverse, imparare a sostenersi a vicenda per far fruttare le competenze di ognuno. La sfida più grande, però, è stata sostenere tesi che non coincidevano con il nostro pensiero: un esercizio che ha allenato la mente ad ascoltare gli altri e a capire che non sempre abbiamo ragione noi.

Da questa esperienza, abbiamo imparato che per confrontarsi con gli altri non serve urlare, ma bastano le parole giuste, il modo giusto e documentare in modo puntuale e preciso la propria opinione, riuscendo così a superare le nostre paure andando oltre le semplici idee personali.

A. Trehub, M. Para, F. Longo, M. Tentoni, C. Bordoni, A. Nicodemo, E.Kolossov, G. Capanni, M. Bejaoui, O. Bejaouie V. Kiko II A

 

Le emozioni non sono una colpa da nascondere.

Noi che abbiamo problemi a confrontarci con gli adulti da cui non ci sentiamo compresi e nascondiamo emozioni.

Quali sono i nostri problemi? Gli adulti ci dicono che siamo fortunati: abbiamo tutto ma, spesso, quel tutto non basta e non parliamo di uno smartphone in più. I nostri problemi sono le parole che ci mancano, il tempo dei nostri genitori che non ci comprende, l’urgenza di dover diventare ‘qualcuno’. A volte, non riusciamo a contenere le nostre emozioni ed esplodiamo in modo sbagliato, reagendo in modo eccessivo. Ci piace pensare che la soluzione sia essere noi stessi imparando ad amare le nostre fragilità e rispettando quelle degli altri.

M. Maccagli, A. Sobreira, N. Rossi, G. M. De Pascale, T. Ndiaye II A

 

Formazione e sostenibilità, disabilità e integrazione. Queste le tematiche al centro del progetto di Pmg Italia, società benefit che, insieme agli enti locali, ha presentato anche al nostro istituto il progetto didattico ’Città ad Impatto Positivo’.

Non è stata una semplice lezione teorica, gli operatori ci hanno coinvolto e fatto sentire protagonisti. L’attività è partita con un gioco dell’oca a tema Agenda 2030, molto formativo. Abbiamo poi conosciuto gli Insuperabili, una squadra di calcio speciale, i cui membri sono persone con disabilità. Ci hanno messo alla prova, facendoci giocare a modo loro, simulando vari tipi di disabilità: abbiamo corso con una stampella, giocato bendati e con le orecchie tappate. Abbiamo compreso quanto siano bravi questi atleti che superano i propri limiti, sempre. Ci è risultato chiaro che possiamo fare la differenza ed essere noi il motore del cambiamento sociale. La disabilità non è un limite ma anzi può diventare un nuovo punto di partenza, qualcosa che ci rende speciali e che non ci impedisce di fare ciò che desideriamo, perché con la forza di volontà, l’aiuto e il sostegno di persone e società come quelle che abbiamo incontrato tutto è possibile.

G. Pasqualini, C. Muccioli, E. Moroni, E. Angelini K. Baldarelli, D. Balloni II A

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