ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Antonio Fontanesi di Reggio Emilia (RE) - 1F, 2B, 3E

Agenda 2030, il futuro è adesso. «Possiamo salvare il pianeta»

Scuola media Antonio Fontanesi di Reggio: il piano dell’Onu per la sostenibilità energetica «Occorre ridurre gli sprechi, nel nostro piccolo anche spegnere la luce può essere importante»

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è un piano d’azione sottoscritto dai 193 Paesi dell’Onu, composta da 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030. Il ‘goal’ numero 7 riguarda il risparmio energetico e l’accesso a sistemi di energia più economici, affidabili, sostenibili e moderni. Come realizzarlo, o come poter rendere l’energia, che è essenziale per la vita, accessibile a tutti? Dopo averne parlato in classe, fatto approfondimenti e partecipato a un laboratorio, possiamo dire che l’energia, oltre a non dovere essere sprecata, bisognerebbe produrla utilizzando fonti rinnovabili. Ancora oggi la maggior parte dell’energia consumata dall’uomo è prodotta dal petrolio e dal carbone. Queste fonti però non sono inesauribili ed inquinano: se bruciati, producono dei gas, in particolare l’anidride carbonica che accelera l’effetto serra. I pannelli solari, ad esempio, convertono le radiazioni del Sole in energia termica: si possono installare ovunque, soprattutto nei deserti dove i raggi solari arrivano perpendicolari.

Abbiamo letto un testo che ci ha spiegato che il deserto del Sahara potrebbe soddisfare oltre 7000 volte il fabbisogno elettrico europeo riducendo le emissioni di carbonio quasi a zero grazie alla sua vicinanza all’Europa.

Nel deserto, inoltre, non essendoci città, nessuno potrebbe dire che rovinano il paesaggio. Naturalmente non è così semplice a causa dei costi molto alti di realizzazione, della scarsità d’acqua e della pulizia di tali pannelli dalla sabbia.

Un’altra fonte di energia è il vento attraverso l’azione delle pale eoliche che possono essere installate lontano dai centri abitati, ma c’è sempre chi le critica affermando che sono rumorose e visivamente sgradevoli.

È meglio salvare la Terra e avere un ambiente meno inquinato e vivibile o non turbare la vista di chi vuole ammirare il paesaggio? Un’ultima fonte energetica è quella nucleare delle centrali: non inquina l’atmosfera, viene prodotta continuamente, ha un impatto paesaggistico minore. C’è chi dice che non è rinnovabile perché l’uranio si esaurirà, inoltre produce scorie radioattive e purtroppo potrebbero avvenire, come già successo a Chernobyl, degli incidenti con conseguenze gravi per l’uomo.

E noi, cosa possiamo fare sia a casa, sia a scuola per contribuire al risparmio di energia? Spegnere la luce quando si esce da una stanza, utilizzare alcuni elettrodomestici nelle ore notturne, regolare il riscaldamento, spegnere i monitor, staccare le spine, sfruttare la nostra energia per gli spostamenti privilegiando l’uso della bicicletta, dei mezzi pubblici o semplicemente andando a piedi. Utilizzare energie rinnovabili, evitare gli sprechi e cercare di garantire energia a tutti è pertanto un dovere se vogliamo salvare il nostro pianeta sempre più malato.

Classe III E

 

Lo scorso 16 marzo abbiamo lasciato i banchi e siamo andati al Teatro Valli.

Una guida ci ha mostrato platea, palchi e quinte, ma il vero viaggio è iniziato nei luoghi nascosti: la Sala dei Pittori e la Stanza dell’Astrolampo. La Sala dei Pittori, che risale a metà Ottocento, è enorme e senza colonne: qui gli artisti dipingevano i grandi fondali di tela che poi avrebbero incantato il pubblico.

La vera sorpresa è stata la Stanza dell’Astrolampo: al centro del pavimento c’è una botola, sospesa sopra la platea, usata ancora oggi per pulire il maestoso lampadario di cristallo. Guardare verso il basso e pensare al vuoto sotto i nostri piedi è stato davvero da brividi. Un consiglio? Se ne avete l’occasione, andate a sbirciare: il teatro è magico anche quando le luci della ribalta sono spente.

Nicolò II B

 

La nostra scuola dal 2022 ha adottato il metodo Dada. Per i boomer che si stanno chiedendo di cosa stiamo parlando, si tratta di un modello organizzativo-didattico innovativo, in cui le aule sono dedicate alle singole discipline, mentre gli studenti si spostano in base all’orario. In classe l’alunno adesso è un po’ più protagonista e gli spazi, anche con banchi ad isole, favoriscono la collaborazione, la creatività e il pensiero critico. Ogni alunno è stato dotato di una sacca che riporta la frase «L’educazione è l’arma più potente che si può usare per cambiare il mondo».

La sacca serve quando ogni due ore ci rechiamo agli armadietti e vi riponiamo dentro libri e materiali necessari alle ore successive. Questo metodo ci permette di effettuare due pause formative, dove abbiamo la possibilità di andare in cortile a sgranchirci le gambe e riempire lo stomaco. Per realizzare un cambio ora ordinato i nostri professori hanno sottolineato l’importanza di mostrare la nostra maturità. In questo modo tutto avviene senza intoppi.

Abbiamo imparato a dare la giusta importanza alle cose e avere più tempo per l’intervallo è di estrema importanza. Per chi fosse interessato a conoscere il metodo che la scuola adotta e a vedere personalmente i vari ambienti creati, la scuola organizza ogni anno l’open day: noi saremo a vostra disposizione per qualsiasi aiuto e consiglio.

Classe I F

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