ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado E. Fermi di Rubiera (RE) - 1B, 1D, 2D

L’importanza delle parole. «I giovani vanno ascoltati»

La scuola media Enrico Fermi di Rubiera ha incontrato e intervistato la psicologa Maura Manca «Ognuno di voi ha delle caratteristiche uniche, dovete imparare a gestire l’altalena emotiva»

Nella nostra scuola il tema dell’educazione civica relazionale e digitale è molto sentito: durante il triennio vengono organizzati progetti, incontri, attività per sensibilizzare noi alunni riguardo ai rapporti tra di noi in questo momento così particolare. Tra le diverse attività, è stato organizzato un incontro tra gli studenti con la psicologa Maura Manca, grazie all’intervento dell’Avis di Rubiera. È stata un’importante occasione per riflettere su temi davvero importanti per noi: le parole ‘piuma’ e ‘ponte’, la differenza tra i lividi fisici ed emotivi (che permangono più a lungo), l’effetto delle parole gentili o cattive sulle nostre cellule. Abbiamo poi potuto constatare tramite video e infografiche come queste possano reagire diversamente alla stimolazione: di fronte a stress, rabbia, ansia, odio e negatività le cellule del nostro corpo è come se invecchiassero a ritmi più veloci. Ascoltare la psicologa e vederlo con i nostri occhi è stato davvero significativo. Abbiamo avuto anche modo di farle qualche domanda.

Perché ha scelto questo lavoro e in che cosa è specializzata? «Quando avevo la vostra età non sapevo ancora bene che strada prendere. Però sicuramente ero molto incuriosita dal perché delle cose, ad esempio come mai ci comportiamo in un modo, perché facciamo questo o quell’altro e a un certo momento ho deciso di studiare psicologia». Come si svolge una giornata di lavoro di una psicologa? «Adesso lavoro con le neuroscienze applicate, sia con le persone sia con le aziende. Per cui ci sono delle giornate che sono molto movimentate in cui mi muovo da una parte all’altra con treni e aerei: mi collego, faccio le interviste, scrivo tanto e sto a contatto con tante persone. Poi ci sono delle giornate più calme».

Qual è l’aspetto più gratificante di questo lavoro? «Quando riesci a fare funzionare le cose, quando vedi che quello che dai con tutta te stessa arriva all’altra persona. Oppure quando le persone mi dicono: “Ce l’ho fatta“. Quella è la parte più bella».

Quali sono le principali difficoltà emotive che riscontra negli adolescenti? «Avete bisogno di essere visti e ascoltati per le persone che siete.

Ognuno di voi ha delle caratteristiche uniche. Tante volte si parla più di compiti, di esami e di risultati, ma un po’ meno di come vi sentite e di come state. Alla vostra età c’è un’ altalena emotiva: si deve imparare a gestirla e quando si capisce si vive meglio ed è possibile usare questa consapevolezza come punto di forza».

Sofia Compagni I D, Benedetta Gallo I B

 

In questo periodo si sente tanto parlare di intelligenza artificiale e di come questa cambierà il nostro modo di studiare.

Sappiamo che questa tecnologia ha grandissime potenzialità, ma temiamo che un uso sbagliato possa far peggiorare la qualità dello studio. Perciò abbiamo proposto un sondaggio tra i compagni delle terze della scuola per farci un’idea più precisa: conoscono il tema, utilizzano AI, quale piattaforma preferiscono e perché vi ricorrono? Su un campione di circa 125 interviste, il 95% ha risposto che conosce il tema e che utilizza regolarmente l’IA ogni giorno, per circa 30 minuti di media.

Gli studenti le utilizzano principalmente per generare testi e immagini e per spiegazioni relative ai compiti per casa. Alcuni hanno ammesso, però, di generare testi per rispondere ad alcune domande e risparmiare tempo. Ed è proprio questo quello che noi temiamo: che l’AI non sia utilizzata come un aiuto per ricerche e attività, ma come una scorciatoia: ciò potrebbe ridurre le nostre capacità o curiosità.

Noi della II D siamo una classe molto digitalizzata: abbiamo un pc a testa e lo utilizziamo giornalmente a scuola per alcune attività didattiche a fianco di libri e quaderni, quindi non siamo contrari alla tecnologia a scuola, ma siamo consapevoli che un utilizzo sbagliato sarebbe molto dannoso per il nostro apprendimento.

 

Ascoltare musica è importante e può aiutarci a liberare la mente dai pensieri negativi, a conoscere nuove persone, a star bene e a esprimerci. Purtroppo alcuni ragazzi ne sottovalutano le potenzialità e non si rendono conto di quanto possa aiutarci ad uscire dai momenti più bui della nostra vita.

La musica può essere il riflesso del nostro carattere e della nostra personalità: per questo motivo è facile trovare amici tra chi ascolta gli stessi generi musicali.

Alcuni generi vanno per la maggiore: quello più ascoltato secondo noi nella nostra generazione è il rap, poi c’è il pop italiano e straniero, infine il rock e il K-Pop, che ha generano una vera e propria passione per tantissimi fans tra noi ragazzi.

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