A lezione di volo. Noi, tra i segreti dell’Iraq e le acrobazie delle Frecce
I giovani reporter della classe 2ª B hanno incontrato due piloti d’eccezione: Christian Zolli e Fabio Traversa «La missione più emozionante è stata il primo decollo da Herat, in Afghanistan, nel 2010». Emozioni e cronaca
A lezione di volo: tra i segreti dell’Iraq e le acrobazie delle Frecce Tricolori. La classe 2ª B ha incontrato due piloti d’eccezione.
Christian Zolli che è stato comandante di una squadriglia in volo e di un gruppo rischierato in Iraq per operazioni di pace, istruttore di volo e attualmente organizza lo svolgimento delle operazioni aeree in tutta Italia; Fabio Traversa che dopo sette anni al primo reparto a Istrana ed il servizio in provincia di Foggia e quattro anni in Germania, attualmente si occupa di pianificazione e ha l’onore e il privilegio di volare con la Pattuglia Acrobatica Nazionale. Andiamo a leggere il loro articolo sviluppato con la non facile tecnica dell’intervista, una tecnica che si apprende solo con il mestiere.
Che emozione avete provato durante il vostro primo volo? Traversa: «Pilotavo un aereo a elica. Mi ricordo solo che sono arrivato ad accendere il motore e dopodiché mi sono dimenticato tutto.
Sono rimasto come un “pollo davanti al televisore».
Zolli: «Il primo volo è particolare perché uno studia e si prepara; quindi, devi sapere a memoria una sequenza di cose che noi, come piloti, chiamiamo checklist, che è una serie di controlli e comandi che si fanno in una sequenza logica per mettere in moto, spegnere e controllare l’aeromobile. Pensavo di essere preparato ma ho auto un vuoto di memoria che ho superato grazie agli istruttori.” Qual è stata la missione più emozionante o impegnativa della vostra carriera? T: «Oltre al primo volo, la missione più emozionante è stata il primo decollo da Herat, in Afghanistan, nel 2010. Il nostro obiettivo era di difendere le truppe dell’Esercito che agivano a terra in diverse aree dell’Afghanistan. Da una parte c’era la tensione per la minaccia di essere colpiti da terra e dall’altra parte c’era la pressione dovuta alla consapevolezza che la sicurezza di altri uomini dipendeva dal nostro intervento» Z: «Molto emozionanti sono stati i primi voli, soprattutto quando eroda solo e quando facevo l’istruttore di volo negli Stati Uniti. In particolare, ricordo quando ho esaminato e poi autorizzato il mio primo allievo al suo primo volo da solo.
Poi c’è stata una volta in cui pilotavo degli aerei “spia” e si è spento il motore mentre ero in Iraq. Decisi di farlo atterrare nel deserto» C’è mai stato un momento in cui avete avuto paura? T: «Una volta stavo facendo una missione di addestramento in Francia a bassissima quota. Al termine di una manovra sono entrato con l’aeroplano dentro uno stormo di oche. Un paio di esse, mi hanno sfondato il tettuccio. Io non so per quale motivo, quando me ne sono accorto mi sono abbassato, un’oca mi ha spaccato il casco» C’è un episodio curioso che vi è capitato? T: «Gli aeroporti di Istrana, dov’ero io, è molto vicino a quello civile di Treviso. In quella giornata c’era molta nebbia, infatti l’aeroporto lo vedevo proprio all’ultimo chilometro. Ero messo in perpendicolare sulla pista sbagliata, già pronto ad atterrare quando il mio leader mi dice “Girati a sinistra e dimmi cosa vedi”. Mi accorgo di essere sulla pista su cui non dovrei essere. Alla fine, sono riuscito ad atterrare sulla pista corretta».