Prendersi cura dell’ambiente. L’importanza dell’eco-volontariato
Gli studenti dell’IC Leopardi di Castelnuovo hanno ripulito una parte del torrente Tiepido con guanti e pinze «Abbiamo trovato di tutto, rifiuti e anche biglietti della lotteria». La volontaria Brunella: «Giovani motivati»
Nel nostro Istituto Comprensivo da vari anni è attiva una collaborazione tra le docenti di scienze e un’associazione locale per sensibilizzare noi giovani a prenderci cura dell’ambiente. In particolare, ogni classe prima della Scuola secondaria di primo grado ’G. Leopardi’ ha trattato l’argomento attraverso una serie di lezioni teoriche per poi fare un’esperienza diretta di service learning: ripulire una parte dell’argine del torrente Tiepido. L’uscita sul territorio è cominciata con l’arrivo al torrente insieme a un gruppo di eco-volontarie che ci hanno fornito un paio di pinze, guanti e un sacco per raccogliere i rifiuti. Dopo aver misurato alcuni valori dell’acqua (temperatura, acidità e velocità di scorrimento) utili per un successivo lavoro in aula, le eco-volontarie ci hanno accompagnato lungo il percorso stabilito mentre ci spiegavano perché fosse stato costruito l’argine. Poco dopo ci siamo messi all’opera. Con nostro grande stupore abbiamo trovato di tutto e di più: bottiglie di plastica, pezzi di vetro, cibo abbandonato, lattine, mozziconi di sigarette, lastre di pavimento, biglietti della lotteria e tanto altro.
Eravamo davvero sconvolti da ciò che abbiamo visto perché è stata la prima volta che ci siamo veramente fermati a guardare quello che viene gettato nell’ambiente.
Da questa esperienza abbiamo imparato che buttare rifiuti a terra è una cosa sbagliata poiché inquina e rende brutto il nostro pianeta.
Inoltre abbiamo potuto porre alcune domande a Brunella, una delle volontarie, per conoscere meglio la loro attività. Da quanti anni fa la volontaria e perché ha scelto di avvicinarsi a quest’attività? «Sono stata un’insegnante, ma ora sono pensione. Faccio volontariato da circa quindici anni. All’inizio ho continuato a frequentare la scuola primaria, da volontaria appunto, poi sono arrivate le restrizioni a causa della pandemia e ho dovuto cambiare attività. Cinque anni fa, grazie ad alcune conoscenti che già ne facevano parte, sono entrata nel gruppo di eco-volontarie».
In quante siete? Quanto tempo dedicate alla pulizia dell’ambiente? «Circa una quindicina di persone, ma costantemente attive più o meno una decina. Di solito andiamo a pulire i parchi una volta a settimana, poi facciamo interventi in classe per coinvolgere i giovani».
Come mai siete così poche? «Nel nostro territorio ci sono molti gruppi che svolgono volontariato in vari ambiti. Per l’ambiente in effetti siamo poche, perciò è bene diffondere la voce, soprattutto coinvolgendo voi giovani. Infatti partecipiamo a molti incontri nelle scuole e lavoriamo anche con i ragazzi più grandi all’interno dei PCTO (l’ex alternanza scuola-lavoro). È bello stare a contatto con voi giovani che siete il futuro!».
Qual è il suo obiettivo nel portare avanti questa attività? Vede dei miglioramenti? «L’obiettivo principale è far capire che l’ambiente è la casa di tutti e a nessuno piacerebbe abitare in un posto sporco. Devo dire che negli anni sto vedendo piccoli miglioramenti: pian piano si capisce che è importante prendersi cura dell’ambiente e ciò stimola a continuare».
Qual è il rifiuto più strano che ha trovato? E quali sono i più frequenti? «I più frequenti sono sicuramente mozziconi di sigarette, lattine, plastica e resti di cibo. A volte si trovano anche scarpe, portafogli e documenti, ma il più strano credo sia quello che ho trovato con voi: un grande pezzo di formaggio ancora incartato e sottovuoto».
Ha fiducia nel futuro e in noi giovani? «Il contesto attuale è complesso, ma bisogna rimanere ottimisti per cercare di migliorare o almeno tamponare la situazione. L’ambiente è molto delicato e fragile, perciò è bene esserne consapevoli. Dobbiamo fare qualcosa per salvare la Terra, a partire dal nostro piccolo (sprecare poco, fare la raccolta differenziata).
Inoltre, fare volontariato con voi giovani è un piacere perché si vede che partecipate in maniera attiva e siete molto motivati!».
Il 21 marzo 2026 i rappresentanti della nostra classe si sono recati a Torino insieme agli altri membri del CCRR (Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze) per partecipare alla marcia in ricordo delle vittime innocenti della mafia. Quest’anno la XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno, organizzata dall’associazione ’Libera’, si è svolta nel capoluogo piemontese e la nostra scuola ha voluto far sentire la sua presenza mandando i rappresentanti degli alunni e delle alunne accompagnati da alcuni docenti, dalla dirigente Cerrato e dalle assessore Bonacorsi e Zagnoni del Comune di Castelnuovo Rangone.
Dopo essere arrivati nel punto di ritrovo con un nostro cartellone, ci hanno consegnato delle bandiere colorate e delle spille con il simbolo della pace. La manifestazione, organizzata dall’associazione ’Libera’, è durata circa tre ore ed è stata accompagnata da cori, slogan e bolle di sapone. Abbiamo percorso molte zone famose della città insieme a tantissime altre persone da tutta Italia per far sentire la nostra voce contro la mafia e ogni forma di illegalità. Il cammino è terminato in Piazza Vittorio, dove il sindaco Stefano Lo Russo ha introdotto la lettura dei nomi delle vittime innocenti che hanno perso la vita per mano della mafia. Sul palco sono saliti anche alcuni parenti che hanno ricordato i propri cari e raccontato le emozioni provate dopo i tragici eventi che hanno colpito le loro famiglie. Il programma è terminato con l’intervento conclusivo di Luigi Ciotti, fondatore di ’Libera’.
È stata un’esperienza molto importante per noi giovani, non solo perché ci ha permesso di ricordare tutti le persone innocenti che hanno perso la vita per colpa delle organizzazioni mafiose, ma anche poiché ci ha trasmesso l’importanza di agire, di essere cittadini attivi e non rimanere indifferenti davanti alle ingiustizie.