Nieling: «Ho sempre sognato il calcio. Credete in voi stessi e lavorate duro»
Le classi prime dell’IC Pievepelago e Fiumalbo hanno visitato il Braglia e intervistato il giocatore del Modena Fc «Bellissima esperienza. Siamo entrati in tribuna e sala stampa, inoltre abbiamo scoperto la storia dello stadio»
Nonostante la pioggia di lunedì 13 aprile, noi alunni delle classi prime dell’Istituto comprensivo di Pievepelago e Fiumalbo siamo riusciti a calpestare l’erba dello stadio Braglia! È stato bellissimo! Tutto ha avuto inizio con la partenza da scuola al mattino, pieni di entusiasmo. Arrivati allo stadio di Modena, siamo stati accolti dalle nostre guide Massimo Paroli, responsabile ufficio stampa del Modena FC, e Luca Benedetti. Così il nostro tour ha avuto inizio. Siamo saliti in tribuna e abbiamo visto il campo dall’alto e gli skybox. Siamo entrati nelle sale ’Club Canarini’ e ’Gialloblù Lounge Kerakoll’, dove abbiamo potuto fare merenda e incontrare Enea Corsi, responsabile tecnico del settore giovanile del Modena FC. «Ai nostri ragazzi diciamo che la priorità è il loro percorso scolastico, ancora prima di quello sportivo – ci ha detto Enea –. La scuola dà un metodo che serve per tutta la vita, anche nello sport. Scuola e sport devono andare avanti insieme in modo parallelo. Quindi date il massimo in quello che fate quotidianamente, sia a scuola sia nello sport». Abbiamo imparato anche delle notizie storiche: Massimo Paroli ci ha, infatti, raccontato la storia dello stadio, dedicato ad Alberto Braglia, ginnasta modenese che conquistò tre medaglie d’oro alle Olimpiadi. Ci ha, inoltre, mostrato la targa dedicata a Fausto Coppi, che proprio allo stadio vinse la sua prima maglia rosa nella tappa Firenze-Modena del Giro d’Italia del 1940.
Pochi giorni dopo l’Italia sarebbe entrata in guerra. Siamo poi entrati nella galleria che contiene le foto più salienti della storia del Modena e, sotto la pioggia, siamo riusciti anche a entrare in campo. Il momento più emozionante della mattinata, però, si è svolto appena siamo arrivati allo stadio: ci hanno fatto accomodare in sala stampa e lì abbiamo incontrato e intervistato – come veri giornalisti – il giocatore Bryant Nieling, 23 anni, olandese, che ci ha firmato anche tantissimi autografi.
Quando è nata la sua passione per il calcio? «È iniziata quando ero bambino, mentre giocavo con mio padre. Poi è cresciuta sempre di più».
A che età ha iniziato a giocare? «Quando ho iniziato a camminare, ho iniziato anche a giocare a calcio!».
A quale età ha partecipato alla sua prima partita? «A quattro anni ho giocato la mia prima partita. La mia prima partita da professionista, invece, l’ho giocata a 19 anni».
In quali squadre ha giocato? «Ho giocato in Olanda in serie B, nelle squadre Fortuna Sittard, SC Cambuur e MVV Maastricht. Poi sono approdato al Modena la scorsa estate».
Perché è entrato nella squadra del Modena FC? «Quando ho parlato con i dirigenti di questa squadra ho avuto subito sensazioni positive e importanti. Così ho scelto di entrare. Sono soddisfatto della scelta fatta. Mi trovo molto bene».
Che legame ha con i suoi compagni? «All’inizio non è stato facile, per il problema della lingua. Ma oltre ad allenarmi a calcio, ho frequentato fin da subito anche corsi di italiano per migliorare. Così ora inizio a parlare un po’ in italiano e le cose vanno meglio».
Cosa si aspetta dal futuro? «Sicuramente voglio chiudere al meglio questa stagione calcistica con il Modena. Poi ho altri due anni con il Modena FC, qui mi trovo bene. Poi vedremo».
Quando era piccolo, che progetti aveva per il suo futuro? «Fin da quando ho iniziato a giocare a calcio da piccolo ho pensato che sarei voluto diventare un giocatore professionista. Il mio sogno è sempre stato quello. E l’ho realizzato».
Com’è stato lasciare famiglia e amici e venire a Modena? «Molto difficile, perché sono giovane, e la mia famiglia e i miei amici sono in Olanda. Per fortuna a volte vengono a Modena a trovarmi e a volte torno a casa io: è successo tre volte da questa estate».
Cosa le piace di più dell’Olanda e dell’Italia? «Dell’Italia il cibo, dell’Olanda le strade».
Se potesse esprimere tre desideri, cosa chiederebbe al genio della lampada? «Prima di tutto chiederei la salute, secondo il successo nella carriera calcistica, e come terzo desiderio una Lamborghini».
Come gestisce la pressione dei tifosi? «Quando si gioca in casa, i tifosi del Modena ci aiutano e ci danno la carica. Quando giochiamo fuori, ci sono i tifosi avversari che a volte ci fanno pressione. Ma noi siamo concentrati sulla partita».
La partita più difficile della sua carriera? «Nella prima partita con la maglia del Modena non sapevo cosa aspettarmi, perché il calcio italiano è diverso da quella olandese. È stata contro il Torino in Coppa Italia. Abbiamo perso 1 a 0, ma è stata una bella partita.
Abbiamo giocato bene».
Il suo primo gol con la maglia del Modena? «Un gol incredibile a 30 metri, non mi aspettavo di segnare, è stato quasi uno shock. Sono stato felicissimo!».
Quali consigli darebbe a chi vuole seguire la sua strada? «Credete in voi stessi, lavorate duro, non dubitate mai delle vostre qualità e insistete: guardate l’obiettivo fino alla fine e credete nei vostri sogni».
1ª C: Marta Almeida, Leonardo Assifi, Anna Baiocco, Giulia Barsotti, Lorenzo Barsotti, Sara Berti Pagliai, Beatrice Biondi, Daria Carjodeanu, Alessandro Delnista, Camilla Gifuni, Caterina Michelini, Alberto Monari, Gaia Nardini, Adele Niccolai, Giada Nizzi, Dafne Ori, Lisa Palandri, Alice Piacenza, Giorgia Ricchi, Linda Roncarati, Ismaila Sambe, Gioia Santi, Margherita Santi, Arianna Storchi, Alfredo Torrini, Michele Zinanni. Classe 1ª A: Xhelil Afizi, Desirè Contri, Emanuele Crovetti, Andrea Gianni, Alice Lenzini, Youseff Mansouri, Leonardo Micheli, Denis Stefan Motroc, Krisma Singh, Ryan Toma, Sara Touil. Prof Milena Vanoni.