ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Pietro Zangheri di Forlimpopoli (FC) - 3E

Scampia, legalità e pari opportunità. Rispettiamo il principio d’uguaglianza

Gli alunni della scuola Zangheri hanno incontrato Nicola Proscia, volontario dell’associazione Libera contro le mafie «Abbiamo compreso che non tutti hanno le stesse opportunità per costruire il proprio futuro. Noi siamo liberi»

Come far comprendere l’art. 3 della nostra Costituzione a noi ragazzi? Nicola Proscia, volontario di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, ci ha spiegato molto bene l’art.3 della nostra Costituzione attraverso l’esempio dei due arcobaleni. «Dovete disegnare due arcobaleni. Un gruppo ha a disposizione tutti i colori necessari. Mentre un altro gruppo deve disegnarlo solo coi colori rosso, marrone e nero». Questo ci ha proposto Nicola. E questo ci ha fatto comprendere che non tutti hanno le stesse possibilità, gli stessi mezzi, gli stessi colori per costruire il proprio futuro. «L’esempio degli arcobaleni ci fa capire le opportunità che noi possiamo avere. Noi abbiamo un arcobaleno formato da tanti colori. Siamo nati in un posto accogliente, abbiamo tutte le possibilità di utilizzare i colori dell’arcobaleno». (Irene-Giada). «Noi, che abbiamo tutti i colori, siamo liberi. I ragazzi a Scampia hanno solo tre colori perché si trovano a subire un sistema mafioso che non vuole farne utilizzare altri». (Filippo-Andrea M.) «Possono solo unirsi ai colori della Camorra» (Axel). «Mi è piaciuta molto questa attività». (Martina). «Quelli del nord nascono con tutti i colori, mentre quelli di Scampia se li devono creare». (Giacomo).

Come ha fatto Nicola a farci riflettere sulla nostra possibilità di scelta? Parlandoci, semplicemente, di come vive un ragazzino della nostra età a Scampia. «Io non sapevo neanche dell’esistenza del quartiere di Scampia: pensavo fosse un posto meraviglioso visto che è vicino a Napoli. Invece è un posto con molta criminalità. Non avevo mai sentito parlare delle ’sentinelle’. Una sorta di spie che possono essere reclutate dalla mafia anche dall’età di 13 anni. Controllano le zone della Camorra e segnalano le persone che entrano in quegli spazi. Facile giudicare dicendo: Io non lo farei mai! Ma lì non hai diritto a scegliere il tuo futuro». (Linda). «Questi ragazzini della nostra età ricevono dei soldi. Sono attratti da questo lavoro perché a casa non hanno una situazione economica delle migliori e quindi, per aiutare la famiglia, accettano questi incarichi. Una volta che entri nel sistema non puoi più uscire, altrimenti la Camorra verrà a cercarti». (Gabriele). «Più ragazzi accettano di entrare nella Camorra, più questa si espande». (Iacopo). «Nonostante lavorino per la Camorra e guadagnino molti soldi, fanno tutti una vita da schiavi». (Veronika). Ma Scampia non è solo questo.

L’art. 3 della nostra Costituzione afferma che «tutti i cittadini sono uguali e che lo Stato deve rimuove-re gli ostacoli economici e sociali che impediscono questa uguaglianza». Nicola ha anche sottolineato che Scampia rappresenta un esempio importante di lotta a favore della legalità e delle pari opportunità.

Come? Negli ultimi anni associazioni, scuole e realtà sportive e culturali stanno offrendo nuove esperienze alle persone che abitano questo quartiere. Lo stesso Nicola con la cooperativa sociale Paolo Babini, per cui lavora, ha attuato uno scambio operativo con la coop sociale ’Obiettivo Uomo’ di Napoli, per studiare come si opera coi ragazzi di un territorio così difficile. «Un ragazzo che vive lì, per stare lontano dalla Camorra, dovrebbe studiare molto per avere maggiori competenze rispetto alle altre persone di Scampia, poi deve andare via». (Nicolas).

Come si può uscire dalla criminalità organizzata? Come dare a tutti le stesse opportunità? «Pagando le tasse: se non paghi le tasse lo Stato è più povero e la mafia si sostituisce allo Stato. Se paghi le tasse lo Stato aiuta i più deboli e in questo modo la mafia non può intervenire». (Virginia). «Pagando le tasse i soldi vanno alle scuole, agli ospedali, alle forze dell’ordine: in questo modo si migliora la società». (Irene). «L’importante è essere consapevole di ciò che accade attorno a noi». (Giada).

«Possiamo combatterla stando uniti, avendo lo stesso obiettivo e le stesse idee, pagando le tasse allo Stato». (Eleonora). «Riflettere sulle nostre possibilità ci ha fatto capire cosa significa essere nati a Forlì e poter essere liberi di scegliere cosa diventare nella nostra vita».

Classe 3ªE scuola media Zangheri 

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