Noi, tra gossip e pettegolezzo. Vi sveliamo il senso delle parole
I cronisti della 3E di Santa Maria Codifiume. Al loro fianco la professoressa Carolina Rimondi «Rappresentano i nostri sentimenti e le nostre emozioni, rappresentano quello che siamo»
Tra le parole l’inchiesta dei cronisti della 3E di Santa Maria Codifiume (Istituto Bassani, Argenta). I reporter sono seguiti dalla professoressa Carolina Rimondi GOSSIP: NON SOLO PAROLE Il gossip o pettegolezzo è la diffusione di un’ informazione, falsa o vera, tra giovani e anziani, in cui ci si racconta fatti riguardanti altre persone. La parola gossip deriva dalla parola inglese godsib, in italiano ’madrina’, una persona alla quale si affidano i figli e si ha con lei una grande confidenza. Il ricercatore francese Jean-Noel Kapferer, afferma che il legame stretto con la madrina porta a una confidenza eccessiva, assumendo anche un significato negativo. Ci siamo mai chiesti quanto peso possano avere le parole usate in maniera negativa? Abbiamo mai pensato a quanto siano pericolose? Se da una parte il “gossip” è divertente, in alcuni casi può influire negativamente sullo stato d’animo della persona. Le parole, se non usate in maniera corretta, possono creare molto dolore, le vittime possono sentirsi fuori luogo per cose non vere dette sul loro conto. Parlare continuamente della vita altrui, rivelare dettagli riguardanti persone assenti, può portare nel tempo mancanza di empatia e incompetenza emotiva. Chi spettegola manifesta uno scarso senso dei limiti interpersonali e poca autostima.
Questo comportamento è spesso dovuto al fatto di sentirsi inferiori e fragili, e in questo modo ci si sente più forti. Il pettegolo generalmente parla di un tema specifico: tradimenti, inclinazioni sessuali, stato sociale ed economico, la scelta dell’argomento non è mai casuale, ma collegata a difficoltà personali. Quando diffondiamo una notizia dobbiamo sempre pensare alle conseguenze delle parole, perché le notizie girano velocemente e possono essere storpiate a proprio piacimento. Come già Rossini spiegò nella sua celebre aria “La calunnia è un venticello” il pettegolezzo è simile a un lieve venticello che si intensifica fino a diventare distruttivo. Le parole pesano sulla vita delle persone in modi differenti. Ci sono persone diverse, con personalità fragili, che agiscono chiudendosi in loro stesse, autolesionandosi, ce ne sono altre che arrivano a compiere gesti estremi. Le vittime di questi pettegolezzi, poi, fanno fatica a ripulirsi l’immagine e la propria reputazione. Tutto questo ci fa riflettere sul fatto che “il pettegolezzo”, per noi innocuo o usato come una scusa per fare una battuta divertente che perdura nel tempo, per molti è terrificante, è un vero e proprio segno di bullismo o violenza. Pur vivendo in un mondo super tecnologico, un mondo che risulta essere poco empatico nei confronti dell’essere umano, le parole rimangono il nostro vero modo di comunicare. Le parole rappresentano i nostri sentimenti e le nostre emozioni, rappresentano amore ma anche odio. Le parole rappresentano quello che siamo.
IL PESO DELLE PAROLE Vorremmo approfondire una questione e parlare di un pettegolezzo che si è diffuso in modo errato nella nostra scuola e ha rovinato la “reputazione ” di una nostra compagna di classe. Siccome non vorremmo fare nomi, daremo dei soprannomi ai protagonisti di questa vicenda: la vittima si chiamerà Giorgia, mentre le altre compagne saranno Sofia, appartenente alla stessa classe di Giorgia, Laura e Catarina, appartenenti ad un’altra sezione. Una mattina Sofia stava chiacchierando con una sua amica fuori scuola, poco prima che suonasse la campanella che segnava l’inizio delle lezioni, si stavano inventando una storia d’amore tra Giorgia ed un ragazzo dell’altra sezione, quindi nata proprio tra i banchi di scuola. Ad un certo punto arrivò Laura, la quale, origliando solo il finale del racconto, pensò fosse una storia reale, così la modificò a suo piacere, per renderla più intrigante, e la raccontò a Catarina, la sua compagna di classe. Alla fine di una lezione, alcune compagne di Giorgia, le riferirono quanto sentito in giro per la scuola. Quest’ultima, molto preoccupata, ne parlò con una professoressa, la quale decise di convocare fuori dalle rispettive classi, tutte le ragazze coinvolte per sentire quale fosse la realtà dei fatti.
Fortunatamente venne a galla la verità, piano piano tutto tornò alla normalità e nessuno ne parlò più.
Ecco la redazione da dieci e lode.
1. Balla Iside 2. Benvenuti Francesco 3. Campeggio Noemi 4. Castaldini Olivia 5. Federico Melissa 6. Gentili Greta 7. Grassi Lisa 8. Greco Antonio 9. Lervini Aurora 10. Miccio Sara 11. Napoliello Filippo 12. Puscasu Alessia 13. Ruggeri Francesco 14. Saad Aya 15. Saad Mohammed 16. Tahir Zarish 17. Tonioli Michele 18. Turci Alfredo 19. Turra Beatrice 20. Vacca Melissa 21. Zambardi Ambra 22. Zambardi Chiara I cronisti sono stati seguiti dalla professoressa Professoressa Carolina Rimondi