ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado E. Fermi di Rubiera (RE) - Redazione

A tu per tu con Manlio Castagna. «La mia passione per l’horror»

La scuola media Enrico Fermi di Rubiera ha incontrato lo scrittore e regista al teatro Herberia «Ho scritto il primo romanzo a 13 anni, mi sono appassionato grazie ai capolavori di Stephen King»

Lo scorso 15 aprile abbiamo incontrato lo scrittore per ragazzi, regista, sceneggiatore, critico cinematografico italiano: Manlio Castagna, noto per il libro – tra gli altri «Petrademone» e per i suoi film e fumetti. Ci siamo incontrati al teatro Herberia di Rubiera, dove si è svolta un’iniziativa tra diverse classi della scuola, che avevano letto uno dei suoi libri, e l’autore. Noi abbiamo avuto l’opportunità di intervistarlo: si è mostrato amichevole, simpatico e molto disponibile. Abbiamo iniziato chiedendogli perché hai scelto il genere horror per scrivere la maggior parte dei suoi libri. Lui ci ha risposto dicendo che non l’ha scelto lui, ma sono state le sue esperienze di vita a trascinarlo verso questo genere. Già da ragazzino era appassionato alle storie horror: infatti il primo libro che ha letto è stato proprio «It» dello scrittore Stephen King.

Poi gli abbiamo chiesto da dove è nata la passione per la scrittura. E ci ha confidato che è nata dalla passione di raccontare storie in tanti formati diversi, che possono essere la regia di un film, la scrittura, oppure i disegni. Manlio, fin da quando era bambino, aveva la passione di raccontare storie e il suo primo romanzo lo ha scritto a 12 anni. Lui ci ha poi raccontato che ha sempre scritto storie, ma l’attività da professionista è iniziata per caso, scrivendo una storia sul cane che aveva perso e a cui era estremamente legato. Scrivere il libro «Petrademone» infatti era l’unico modo per ricordarsi di lui e sfogare il dolore che provava. Questo libro ha avuto un grandissimo successo. Eravamo poi curiosi di sapere più informazioni sul finale aperto, ma lui è stato molto vago sulla risposta anche perché non poteva anticipare nulla.

Infine gli abbiamo domandato da dove è nata l’idea del libro «Nessuno verrà a prenderti? E ci ha risposto che il libro nasce da una sua fobia per gli insetti e per le crepe, che ha da quando è piccolo, per uno spavento preso durante una visita a un cimitero, quando fu sorpreso da un grosso insetto all’interno di una crepa. Ci ha detto ancora che non scrive mai libri per mandare messaggi, non è interessato a simbolismi. Scrive per raccontare storie, poi ognuno di noi può trovare nei libri un proprio significato, ed è questo il bello della lettura. Questa esperienza è stata per noi molto bella e consigliamo a tutti la lettura di questo libro così ricco di spunti e significati nascosti.

Emanuele Castellano

Giulia Gibertini Sofia Monniello Giada Sozzi

 

Abbandonare un animale è un gesto che fa soffrire tantissimo. La scuola sta per finire e si avvicinano le vacanze: è un momento molto bello per noi, ma il nostro pensiero va ai nostri amici animali: all’arrivo dell’estate tantissime persone purtroppo decidono di abbandonarli. Ma non sono giocattoli che si possono buttare quando non ci interessano più: sono esseri viventi che provano paura e dolore, proprio come noi. Loro ci regalano un amore infinito e non ci tradirebbero mai.

Per questo noi dobbiamo essere i loro supereroi e proteggerli. Prima di adottare un cucciolo, bisogna essere sicuri di avere tempo e voglia di stare con lui. Esistono strutture e modalità di cura anche per loro durante l’estate: basta informarsi per trovare luoghi e modi per evitare questi terribili abbandoni. Proteggere gli animali è un segno di grande civiltà e gentilezza.

Loudijene Adjadj Cecilia Maio

 

Noi studenti della I D abbiamo intervistato lo chef Roberto Bottero della Clinica Gastronomica Arnaldo di Rubiera scoprendo tante curiosità sul locale e sulla sua esperienza nel mondo della cucina. Lo abbiamo incontrato durante un progetto che la nostra scuola sta svolgendo sulle ricette tradizionali del territorio: ci si riunisce con alcuni chef per cucinare alcune ricette in prima persona. È stato molto gentile e disponibile con noi. Gli abbiamo chiesto quando fosse nata la sua passione, e ci ha racconta-to che fin da piccolo trascorreva molto tempo in cucina con i suoi genitori nel loro ristorante.

La vera passione, però, è sbocciata intorno ai 18-19 anni, quando ha iniziato a dedicarsi come professionista a questo mestiere. Eravamo molto curiosi di sapere dello strano nome del ristorante e ci ha spiegato che negli anni ’60 suo nonno lo scelse perché molti medici frequentavano il locale. Gli abbiamo chiesto cosa avesse provato durante la partecipazione alla trasmissione Masterchef e ci ha detto che è stato molto emozionante soprattutto perché non è abituato a stare in televisione. In quell’occasione ha portato con sé il suo famoso carrello dei bolliti e degli arrosti, cibi simbolo della sua cucina. Infine ci ha rivelato che non ha un vero e proprio piatto preferito, ma le tagliatelle gialle al ragù e la sua spugnolata potrebbero esserlo.

Beatrice Cretella Isabella Magnani Tommaso Montanari Federico Moscardini Tommaso Zini

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