ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC San Felice e Camposanto di San Felice sul Panaro (MO) - Redazione

Pezzolato, portiere gialloblù. «Un ruolo impegnativo»

Gli studenti hanno intervistato il giocatore del Modena: «Non è solo un lavoro, è una passione Il mio idolo? Buffon. Se non fossi diventato un professionista avrei fatto il pescatore di vongole»

Il Modena è una squadra di Serie B, fondata nel 1912 da Giuseppe Salotti, Ferruccio Testi, Odoardo Gandolfi, Claudio di San Donnino, Gaetano Zerbini, Luigi Casini e Guido Urbini. Il simbolo della squadra è il Canarino con la Ghirlandina.

Il Modena ha vinto due Coppe Anglo Italiane, un Torneo Internazionale dell’Amicizia di Ginevra e due Supercoppe di Serie C. Attualmente il presidente è Carlo Rivetti, mentre l’allenatore è Andrea Sottil. Lo stadio del Modena prende il nome da Alberto Braglia, uno dei più grandi ginnasti italiani.

Situato accanto al campo di allenamento, presenta spalti piuttosto alti, dove tifosi e ultras sostengono la squadra con grande entusiasmo. Le sedie, blu e gialle, sono disposte in modo da formare la scritta ’Modena’ su un lato; sul lato opposto si trovano invece le zone VIP, le sale di accoglienza per gli spettatori e i tunnel utilizzati dai cronisti per raggiungere la sala interviste.

Osservando il campo, si notano inoltre due rientranze sotterranee parallele, dalle quali i giocatori escono dagli spogliatoi per entrare in campo e dare il meglio di sé. Qualche settimana fa abbiamo avuto l’opportunità, grazie alla collaborazione tra la nostra scuola, Il ’Resto del Carlino’ e il Modena FC, di visitare lo stadio Braglia e di intervistare il portiere Michele Pezzolato. È stata un’esperienza davvero entusiasmante.

Ecco la nostra intervista al giovane portiere Michele Pezzolato (età: 22 anni, altezza: 1,97 m).

Da quanto tempo giochi nel Modena? «Gioco nel Modena da questa stagione».

In quante squadre hai giocato? «Ho giocato in sette squadre».

In quali squadre hai giocato prima del Modena? «Ho giocato nel Riccione e nel Forlì, prima di arrivare al Modena FC».

Come ti sei sentito quando il Modena ti ha scelto? «Sono rimasto molto sorpreso quando il Modena ha deciso di scegliermi».

Com’è fare il portiere? «Fare il portiere è impegnativo».

A che età hai iniziato a giocare a calcio? «Ho iniziato a giocare a calcio a quattro anni. Mi avevano messo in porta e ho capito subito che quello era il mio punto di forza».

Qual è stato il primo campo su cui hai ’consumato i tacchetti’? «A Porto Tolle».

Chi era il tuo idolo da piccolo? «Il mio idolo, fin da piccolo, era Buffon».

Vai d’accordo con i tuoi compagni? «Sì, vado molto d’accordo con i miei compagni; se ci sono fraintendimenti, cerco di risolverli il prima possibile».

Quando state perdendo, come vi incoraggia il mister negli spogliatoi? «Negli spogliatoi il mister ci incoraggia molto, soprattutto quando siamo in svantaggio».

Cos’è il calcio per te? «Per me il calcio non è solo un lavoro, ma una passione».

Cosa avresti fatto se non fossi stato portiere? «Se non fossi stato portiere, sarei stato un difensore centrale».

Se non fossi diventato calciatore, cosa avresti fatto? «Avrei fatto il pescatore di vongole, come faceva mia madre: è anche la mia seconda passione».

Se dovessi scegliere una squadra con cui giocare, quale sceglieresti? «Il Real Madrid».

Cosa ti piace fare nel tempo libero? «Mi piace confrontarmi con i più giovani, dando loro consigli quando possibile».

Mirea Daria Andreea, El Nazer Giona, Samuele Balboni Ic San Felice-Camposanto

 

La storia dell’informazione coincide con il tentativo dell’uomo di comprendere e organizzare la realtà. Dalle prime forme di comunicazione orale fino all’invenzione della stampa a caratteri mobili nel XV secolo, ogni epoca ha sviluppato strumenti diversi per raccontare il mondo. Proprio grazie alla stampa, le notizie hanno iniziato a diffondersi su larga scala, aprendo la strada alla nascita dei quotidiani moderni.

A partire dai fogli d’élite del XVII secolo, la stampa ha subito profonde trasformazioni. Nel Novecento si è affermata come una vera e propria industria culturale, mentre oggi, nell’era digitale, si presenta come un sistema interattivo e costantemente aggiornato, capace di passare dalla carta ai siti web e alle piattaforme online.

Un quotidiano è organizzato in sezioni specializzate, come politica, economia, cronaca e sport, ed è caratterizzato da un ampio uso di fotografie.

La prima pagina, spesso definita ’la vetrina’, ha il compito di attirare l’attenzione e presentare le notizie principali.

La funzione principale della stampa non è solo quella di informare, ma anche di aiutare i lettori a interpretare la realtà e a sviluppare un pensiero critico. Attraverso articoli di approfondimento, infatti, non si limita a raccontare i fatti, ma ne spiega le cause e le conseguenze, offrendo una visione più completa della società. In un contesto dominato dai social media, dove le informazioni circolano rapidamente e non sempre sono attendibili, i quotidiani rappresentano ancora un punto di riferimento importante per la verifica delle notizie e il contrasto alle fake news.

Nel corso dei secoli, i giornali hanno contribuito a formare l’opinione pubblica, raccontando eventi storici, scoperte scientifiche e aspetti della vita quotidiana. In Italia, alcune testate sono diventate vere e proprie istituzioni, accompagnando intere generazioni di lettori. Tra queste si distingue Il Resto del Carlino, fondato a Bologna nel 1885 da quattro giovani giornalisti. Diffuso soprattutto in Emilia-Romagna e nelle Marche, è uno dei quotidiani più antichi del Paese. Il nome deriva da un’usanza dell’epoca: nei tabaccai, chi acquistava un sigaro riceveva come resto un ’carlino’, una moneta da dieci centesimi. Da qui nasce anche l’espressione ’dare il resto del Carlino’, che significa ’dare a ciascuno il suo’.

Fin dalla sua nascita, il giornale si è distinto per l’intento di raccontare i fatti in modo diretto, prendendo le distanze dalla stampa fortemente politica del tempo. Ancora oggi continua a rinnovarsi: è diretto da Agnese Pini e fa parte del gruppo Monrif, avvalendosi del lavoro di numerosi giornalisti e redattori.

La lettura del quotidiano non è soltanto un’abitudine informativa, ma anche un gesto ricco di significato. Si può immaginare, ad esempio, un nonno che ogni mattina acquista il suo giornale, lo sfoglia con calma e segue sempre lo stesso percorso tra le pagine: prima la cronaca locale, poi lo sport. In questo rituale quotidiano si riflette il legame tra informazione e vita di comunità.

Oggi il panorama informativo è profondamente cambiato: le notizie sono immediate, accessibili ovunque e continuamente aggiornate. Questo ha portato grandi vantaggi, ma anche nuove difficoltà, come la diffusione di contenuti poco affidabili. Per questo motivo, il ruolo della stampa resta fondamentale, anche se destinato a evolversi ulteriormente. È probabile che in futuro il formato cartaceo perda sempre più spazio, mentre crescerà l’importanza delle versioni digitali. Tuttavia, il bisogno di comprendere il mondo e di avere informazioni di qualità non scomparirà. Che si tratti di carta o di schermo, ciò che conta davvero è la capacità di leggere in modo consapevole. In fondo, ogni tanto, può essere ancora piacevole tornare a un gesto semplice: aprire un giornale e lasciarsi guidare tra le sue pagine, riscoprendo un modo più lento e riflessivo di informarsi.

Mirea Daria Andreea, Uzun Rabia, Casciello Melissa, Virginia Vitali, Beatrice Tassi

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