ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Secondaria di I grado Giovanni XXIII di Castellarano (RE) - 2F, classi Terze

Le fiamme della memoria. Il docufilm sul rogo del 1944

Le classi terze della scuola media Papa Giovanni XXIII Castellarano e la storia locale Gli studenti hanno potuto assistere alla proiezione dell’opera diretta di Francesco Tincani

Lo scorso 24 marzo, le classi terze della scuola secondaria dell’Istituto Comprensivo di Castellarano hanno dedicato una mattinata alla storia locale, recandosi al Circolo Arci per assistere alla proiezione del docufilm ’Castellarano brucia’, diretto da Francesco Tincani in collaborazione con il Centro Studi Storici Castellaranesi. Il docufilm è stato girato interamente a Castellarano da alcuni cittadini, con la partecipazione dell’attrice professionista Roberta Biagiarelli, e racconta gli avvenimenti accaduti il 20 luglio 1944: giornata che ha dato nome alla piazza del Comune.

Nel 1944 Castellarano era occupata dalle armate tedesche e faceva parte di un territorio particolarmente strategico sia per i tedeschi che per i partigiani, in quanto si trovava in collina, lungo via Radici, un’importante via di comunicazione. Il 20 luglio di quell’anno i soldati tedeschi arrivarono a Castellarano seminando terrore e distruzione come vendetta e ammonimento contro la Resistenza partigiana.

I soldati incendiarono molte abitazioni del centro, a partire da quelle più in collina per poi scendere verso la Chiesa e la Rocchetta, il castello simbolo del borgo. I soldati tedeschi radunarono gli abitanti nella piazza, un tempo conosciuta con alcuni nomi legati alla sua funzione commerciale e, in quel periodo, nominata ’Piazza del littorio’. Questi separarono gli uomini dalle donne e dai bambini, terrorizzando i castellaranesi e puntando loro addosso i fucili: alcuni uomini vennero caricati sulle camionette e trasportati a Sassuolo per essere interrogati o arrestati e condannati ai campi di lavoro, ma il resto dei cittadini venne lasciato andare, anche se la maggior parte di loro non aveva un’abitazione in cui ritornare e si portava dietro il terrore dei rastrellamenti.

Oggi, anche grazie al supporto dei Comuni vicini che quel giorno videro Castellarano schiacciata sotto una colonna di fumo nero, la piazza è stata sistemata ed è bellissima, ma il suo nome, Piazza XX luglio, serve a non dimenticare quel giorno. Negli anni del dopoguerra, infatti, la piazza di Castellarano è diventata simbolo della rinascita e ancora oggi è un luogo d’incontro per cittadini e turisti in cui si organizzano eventi e manifestazioni culturali che mantengono viva la memoria storica del luogo. Piazza XX luglio non è solo il centro geografico di Castellarano, ma anche il cuore della sua identità e camminare in questa piazza significa fare un viaggio nella storia e nel coraggio della nostra città.

Classe III D

 

In un’epoca in cui siamo costantemente connessi, l’isolamento sociale sta diventando un’emergenza, soprattutto nelle piccole città. Secondo recenti studi, molti ragazzi preferiscono la sicurezza di uno schermo al rischio del contatto umano. Ma è veramente così? Noi ragazzi e ragazze abbiamo capito che c’è un desiderio che nessun algoritmo può soddisfare: quello di trovarsi e condividere esperienze.

Se i giovani stanno sempre in casa con il telefono o altri schermi, è forse perché non ci sono abbastanza attività da fare all’aperto tra di loro. Ricucire il tessuto sociale richiede uno sforzo collettivo: più spazi di ascolto reale con giochi di società, cacce al tesoro, laboratori creativi potrebbero essere adattati a stimolare la nostra mente e a reinsegnarci a stare insieme.

Classe II F (succursale Roteglia)

 

Noi ragazzi della II F ci siamo recati al Circolo di Roteglia per intervistare Paola Debbi, titolare della Pro Loco. Nato nel 1987 come «Circolo San Donnino Martire», lo spazio è stato per anni riferimento per la comunità, gestito solo da volontari. Dopo la chiusura nel 2019, per mancanza di personale e costi elevati, nel 2023 un nuovo direttivo della Pro Loco di undici membri ha deciso di riaprirlo. Oggi il progetto vive grazie all’impegno quotidiano dei volontari: una presenza fissa, Paola, affiancata da Silvia Botti e da un gruppo di ragazzi e signore della comunità. È aperto tutti i giorni, con orari che variano stagionalmente, ed è frequentato da diverse fasce d’età a seconda dell’orario: nel primo pomeriggio da persone della terza età che giocano a carte, dalle 17 da ragazzi e alla sera o nel weekend da giovani, specialmente per tornei, partite o momenti di socialità. Non un semplice bar, è un vero centro comunitario che offre attività culturali, laboratori creativi, svago e iniziative condivise con le realtà locali. L’obiettivo è chiaro: fare comunità, offrendo un’alternativa concreta all’isolamento sociale e riportando il paese a essere un centro vivo, fatto di relazioni, idee e partecipazione. Il Circolo è amicizia e impegno civico: un luogo dove il valore dello stare insieme torna ogni giorno a essere il cuore della vita del piccolo paesino.

Classe II F (succursale Roteglia)

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