ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Severino Ferrari di Molinella (BO) - 1E

Massarenti, Altobelli, Kuliscioff. Sulle tracce di tre giganti

Il ’sindaco scalzo’, la sindacalista che lottava per le mondine e la ’dottoressa dei poveri’ Tre esempi da seguire raccontati dagli alunni della 1E delle medie ’Severino Ferrari’ di Molinella

Cosa c’entrano tre personaggi del passato con noi, studenti e studentesse della Scuola Secondaria di I grado di Molinella nel 2026? All’inizio ci sembravano solo nomi appresi attraverso alcuni siti e brochure visionate a scuola, ma grazie ad un percorso di cittadinanza organizzato dal nostro Istituto abbiamo scoperto che sono molto di più. E cosi è cominciato un viaggio nel tempo per conoscere Argentina Altobelli, Anna Kuliscioff e Giuseppe Massarenti. Questi tre ’giganti’ ci hanno lasciato un’eredità importantissima: il coraggio di non stare a guardare.

A volte noi ragazzi e ragazze ci sentiamo piccoli e pensiamo che le decisioni importanti vengano prese solo dagli adulti. Loro ci hanno dimostrato che non è così.

Argentina Altobelli lottava nel fango dei campi insieme alle mondine, perché voleva che le donne non dovessero mai più «chiedere il permesso di esistere». Anna Kuliscioff, chiamata la ’dottora dei poveri’, curava chi non aveva nulla, convinta che aiutare i più fragili fosse il primo compito della politica. E poi c’è il ’nostro’ Giuseppe Massarenti che è stato in passato anche sindaco di Molinella e veniva soprannominato il ’sindaco scalzo’: lui ha costruito biblioteche e cooperative, inventando quel benessere di comunità che noi viviamo ogni giorno a Molinella.

Ma cosa significa tutto questo per noi nel 2026? Significa raccogliere il loro testimone, attraverso la loro conoscenza e la voglia di raccontare e tramandare il passato.

Abbiamo capito che il nostro territorio non è solo un posto dove camminiamo, ma un bene prezioso di cui prenderci cura. Massarenti diceva che chi comanda deve ascoltare chi non ha voce: beh, noi la nostra voce vogliamo usarla per contribuire a costruire un mondo più giusto e inclusivo. Per noi la cittadinanza non è un compito in classe o un concetto astratto: è l’impegno che proviamo a mettere ogni giorno a scuola e fuori per non far sentire nessuno escluso.

Siamo pronti a fare la nostra piccola parte, proprio come hanno fatto loro!

Hussain Muhammad, Marta Padovani, Shanzay Parvaiz

 

Il 24 febbraio noi alunni della classe 1E della Scuola ’S. Ferrari’ di Molinella abbiamo svolto un’ora di storia locale prevista dall’Uda ’Ponti tra generazioni’. Grazie a due studiosi del posto, Alberto Fiorentini e Werter Bondanelli, abbiamo scoperto che il nostro territorio è stato il teatro di un evento incredibile: la Battaglia della Riccardina-Molinella. Iniziò il 25 maggio 1467. In un’Italia divisa, si sfidarono la coalizione di Federico da Montefeltro e l’esercito veneziano del celebre Bartolomeo Colleoni.

Gli studiosi ci hanno spiegato che non fu solo uno scontro militare, ma una prova di forza tra i più grandi condottieri dell’epoca. Ci ha colpito la precisione dei dettagli su tattiche ed equipaggiamenti: corazze pesanti e leggere, armi da fuoco come schioppetti e archibugi, oltre all’artiglieria.

Abbiamo scoperto anche chi sono i mercenari che combattevano per professione.

Il momento clou arrivò il 25 luglio. Fu una battaglia sanguinosissima ma, incredibilmente, finì senza vincitori né vinti: dopo molti scontri, i comandanti erano così stanchi da fermarsi.

Colleoni rimase poi legato alle nostre zone, vivendo a Molinella prima di tornare a Bergamo. È stata un’esperienza bellissima: abbiamo capito che la storia non è un elenco di date o tanto lontana da noi, ma è fatta di persone che hanno calpestato il nostro territorio e di ricercatori che non si stancano di ricostruire il passato e di conservarne la memoria.

 

La nostra classe ha vissuto una mattina speciale. Grazie al progetto Orientamento, siamo stati accolti dall’Assessore alla Cultura, Otella Zappa e dalla Vice Sindaco, Morena Gruppioni, nel cuore del Comune di Molinella. Entrare nella Sala Consiliare ci ha fatto sentire «grandi». Ci siamo seduti su comode poltrone, davanti a bellissimi microfoni. Lo ammettiamo: la voglia di accenderli e parlare alla città era fortissima! Ci hanno spiegato l’organizzazione del Comune, le aree e i progetti di cui si occupa l’Amministrazione e ne abbiamo approfittato per fare tante domande. È stata un’esperienza bellissima che ci ha fatto capire che non dobbiamo aspettare di diventare adulti per occuparci del luogo in cui viviamo. La cittadinanza attiva comincia tra i banchi e quei microfoni, attraversa le nostre idee e la nostra voglia di partecipare. 

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