ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado A. Caro di Civitanova (MC) - Redazione

Immersi nei luoghi leopardiani. Qui sono nati i versi immortali

Visitati dagli studenti la Casa del poeta e il Colle dell’Infinito «Con la sua immaginazione, Giacomo ha trasformato ciò che lo circondava in qualcosa di universale»

Se prima tutto quello che avevano studiato sembrava solamente un mucchio di frasi scritte sui libri, dopo la visita a Casa Leopardi i ragazzi hanno compreso l’importanza e l’influenza che i luoghi possono avere su un poeta. Gli alunni delle terze, infatti, si sono immersi nel mondo dell’autore visitando l’abitazione e il celebre «Colle dell’Infinito», chiarendosi così le idee su tutto ciò che avevano affrontato in classe. La giornata, in realtà, è iniziata con la visita al vicino Museo delle Missioni dei Frati Cappuccini, un’occasione per immergersi nelle diverse culture in cui quest’ordine opera; una tappa significativa, anche perché da anni i ragazzi hanno in adozione a distanza un bambino in Etiopia. Dopodiché si sono diretti al Monte Tabor, famoso come il «Colle dell’Infinito», per ammirare il paesaggio dalla prospettiva di Leopardi. Mentre alcuni sono rimasti stupiti dal posto e dal panorama, altri sono rimasti un po’ delusi, avendo immaginato una vista più spettacolare; evidentemente, non avevano considerato che è stata proprio quella particolare visuale a stimolare la potente immaginazione del poeta.

Successivamente, il gruppo si è recato nella famosissima biblioteca dove Leopardi trascorreva le giornate a studiare e dove ha concepito molti dei capolavori che ancora oggi leggiamo nelle scuole. Infine, hanno visitato il museo a lui dedicato, che custodisce alcuni manoscritti delle sue opere più famose e vari oggetti personali, tra cui la culla, la tombola e i soldatini di piombo. Questa esperienza ha fatto loro capire che quanto studiamo sui libri non è qualcosa di distante o inutile, ma nasce da esperienze reali, luoghi concreti ed emozioni profonde. Leopardi non è più solo un nome associato a poesie difficili, ma una persona che, attraverso la sua sensibilità e immaginazione, è riuscita a trasformare ciò che lo circondava in qualcosa di universale.

Questo ci ha insegnato che anche noi, osservando la realtà con maggiore attenzione e riflessione, possiamo cogliere significati più profondi in ciò che viviamo ogni giorno.

Nina Antonelli e Pietro Blarasin, 3ª E

 

Le classi seconde della scuola secondaria di primo grado Annibal Caro di Civitanova hanno avuto la possibilità di fare una visita guidata alla sede nazionale della Lega Del Filo D’oro a Osimo. Questa associazione è stata fondata nel 1964 e negli anni diventata un punto di riferimento nazionale per l’assistenza, l’educazione, la riabilitazione, il recupero e il sostegno per la ricerca di una maggiore autonomia delle persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale. I ragazzi hanno visitato l’intera struttura e hanno conosciuto volontari che dedicano il loro tempo e se stessi per fare compagnia ed aiutare tutti i pazienti. Lo slogan dell’associazione e «insieme oltre al buio e al silenzio». È questa la domanda da cui insegnanti e ragazzi sono partiti. È possibile davvero comunicare qualcosa di se stessi se non si può parlare, sentire o vedere? L’esperienza e stata toccante e ricca per i ragazzi che si sono interrogati sul dono della vita. Conoscere persone per le quali non è scontato poter dire una singola parola ha permesso ai ragazzi di porre l’attenzione sul fatto che ogni singola parola che si sceglie di dire deve avere un valore da trasmettere e che un sorriso, uno sguardo già comunicano molto.

 

All’Auditorium del liceo Leonardo da Vinci i ragazzi delle terze dell’Annibal Caro, si sono ritrovati con altri coetanei per la commemorazione del «Giorno del Ricordo». I ragazzi hanno letto delle riflessioni che aiutavano ad immedesimarsi nei fatti accaduti tra il 1945 e il 1947. Negli anni dopo la seconda Guerra mondiale nei territori italiani confinanti con la Jugoslavia partigiani comunisti di Tito scatenarono un’offensiva contro gli italiani.

Gli abitanti vennero torturati e gettati vivi in voragini di roccia tipiche dell’altopiano tra Friuli Venezia Giulia, Croazia e Slovenia chiamate foibe. Per sfuggire c’è chi tentò la fuga dando origine a un esodo. I ragazzi hanno letto dei brani che aiutassero ad immedesimarci negli esuli costretti a fuggire. La riflessione ha spinto i ragazzi a rappresentare i corpi gettati nelle foibe attraverso le sagome ispirate alle opere dell’artista Keith Haring. Ricordare significa immedesimarsi e raccontare con consapevolezza i fatti accaduti per far sì che il futuro non abbia simili pagine di storia. 

Votazioni APERTE
Chiusura votazioni 06/05/2026 ore 23:59
0

Per votare è necessario registrarsi al sito e accedere
È importante sapere che si può votare la stessa pagina solo 1 volta al giorno.

Pagina in concorso

20260421 c mac 13 pdf image