Marconi, l’autrice che ha dato. nuova vita alle grandi opere
Scrittrice e traduttrice di classici della letteratura mondiale, è stata ospite dell’IC Lama Mocogno «Ci ha raccontato la sua passione per i testi e la sua esperienza, un incontro indimenticabile»
Il 19 marzo 2026, nella palestra del nostro istituto, abbiamo vissuto un’esperienza davvero speciale: l’incontro con Sara Marconi, un’autrice torinese, scrittrice e traduttrice di classici della letteratura mondiale. È stato un momento emozionante e coinvolgente, che ci ha fatto entrare ancora di più nel mondo dei libri. Prima dell’incontro avevamo letto il suo libro in classe: ’Canto di Natale e altri racconti’, testo già molto famoso nella versione prima di C. Dickens, poi in quella animata della Walt Disney. La lettura è stata molto piacevole, appassionante e umana. Le parole scelte da Sara, semplici ma intense, ci hanno fatto immergere nella storia e ci hanno permesso di capire meglio i personaggi e i loro sentimenti.
Quando l’autrice è arrivata, ci ha colpito subito per la sua simpatia e per il suo aspetto originale, con i capelli blu. Ci ha messo a nostro agio e ha iniziato a raccontarci della sua esperienza. Successivamente abbiamo fatto un’intervista, durante la quale le abbiamo posto alcune domande. Alla domanda su cosa l’avesse spinta a diventare scrittrice, ha risposto che le è sempre piaciuto leggere e scrivere. Ha iniziato a25 anni, dedicandosi soprattutto ai libri per ragazzi. Ci ha raccontato che questa passione era già presente quando era piccola e ha voluto ringraziare la sua maestra, che le ha insegnato a scrivere storie. Un’altra domanda riguardava il libro che avevamo letto: le è riuscito al primo tentativo? L’autrice ci ha spiegato che all’inizio le piaceva molto, ma arrivata a un quarto del libro non ne era più convinta e alla fine non le piaceva affatto.
Dopo averlo lasciato da parte per un mese, lo ha ripreso, ha sistemato alcune parti e alla fine è rimasta soddisfatta del risultato.
Dopo l’intervista c’è stato il momento degli autografi: ognuno di noi ha potuto far firmare il proprio libro e scambiare qualche parola con lei.
È stata un’esperienza indimenticabile che ci ha fatto capire quanto impegno e passione ci siano dietro la scrittura di un libro. Ringraziamo la nostra Dirigente Scolastica, la dott.ssa Laura Lami, per aver permesso questo incontro, offrendoci un’occasione di crescita culturale che farà brillare chi tra noi ha l’anima di inchiostro.
Classe 1^A, secondaria I grado I.C. Dossetti, Lama Mocogno Prof. Vincenzo Imperato
Il 22 gennaio 2026, l’ex militare dell’Arma dei Carabinieri Alessandro Canovi, appassionato di storia, è venuto a scuola per presentare alcuni oggetti storici e raccontare testimonianze di soldati provenienti dall’Appennino modenese agli alunni della classe 3B di Polinago.
Questo incontro è stato importante per ricordare lo sforzo e i sacrifici fatti dai nostri antenati durante la Prima Guerra Mondiale. La guerra iniziò nel 1914, dopo l’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria da parte dello studente Gavrilo Princip. Dopo questo fatto, l’Impero austro-ungarico dichiarò guerra alla Serbia e iniziò il conflitto.
Durante la guerra si formarono due alleanze: la Triplice Intesa (Francia, Russia e Regno Unito) e la Triplice Alleanza (Germania, Impero austro-ungarico e Italia, che però all’inizio non entrò subito in guerra). Questo conflitto causò milioni di morti.
La vita dei soldati era molto dura: vivevano nelle trincee, cioè dei fossi scavati nel terreno dove si combatteva e ci si difendeva. Bastava poco per perdere la vita e molti attacchi erano molto pericolosi. Durante la guerra furono usate nuove armi come i carri armati, i gas tossici, gli aerei da guerra e anche la propaganda, usata per influenzare le persone. L’Italia entrò in guerra nel 1915 insieme alla Triplice Intesa, perché le erano stati promessi territori come Trento e Trieste in caso di vittoria.
Durante l’incontro, Canovi ha mostrato diversi oggetti; Elmetti: servivano anche per riconoscere i soldati. Quello italiano derivava dal modello francese Adrian del 1915 ed era riconoscibile per il simbolo davanti. Quello americano aveva una rete sopra e una parte interna estraibile per essere più comodo.
Divise e coperte: le divise erano leggere e non proteggevano dal freddo, quindi i soldati usavano anche delle coperte. Bandiere: come la cisalpina e la valpadana.
Armi: non potendole portare, Canovi ha mostrato delle immagini di armi come la mitragliatrice e la baionetta, spiegando che venivano usate soprattutto nelle trincee.
Questo incontro ha aiutato i ragazzi a comprendere meglio com’era la vita dei soldati e quanto sia importante ricordare la storia.
Classe 3B Polinago, Prof. Nicola Frascadore