Gli 80 anni del voto alle donne in Italia. Un passo importante verso la parità
Nel 1946 anche loro furono chiamate al referendum istituzionale per scegliere tra monarchia e repubblica Da allora sono state diverse le lotte per ottenere diritti fondamentali anche nel mondo del lavoro
Per molti secoli, in quasi tutto il mondo, le donne sono state considerate inferiori agli uomini ed erano prive di molti diritti fondamentali tra cui quello di voto; si pensava infatti che dovessero occuparsi esclusivamente della famiglia e della casa senza intromettersi in questioni politiche di interesse esclusivamente maschile. È soprattutto a partire dall’Ottocento, però, che le donne iniziarono a credere nelle proprie possibilità e a organizzare proteste per ottenere l’uguaglianza. Nacquero così, nel Regno Unito, le suffragette, donne come Emmeline Pankhurst, che si battevano per il diritto di voto e che ottennero dopo un po’ di anni nel 1928. Può sembrare strano, ma questi cambiamenti furono accelerati durante la prima guerra mondiale, quando molte donne iniziarono a lavorare nelle fabbriche e in altri settori importanti per sostituire gli uomini partiti per combattere, dimostrando così di avere le stesse capacità e di poter ricoprire un ruolo fondamentale nella società. Dopo il conflitto, a seguito di queste conquiste, diventò più difficile negare loro i diritti politici, ma per ottenere il pieno riconoscimento saranno necessari ancora parecchi anni, almeno in Italia, dove le donne ottennero il diritto di voto nel 1946. Per alcuni Paesi non è stato un percorso facile e in altri ci sono ancora difficoltà e limitazioni. Nonostante la Svizzera sia oggi considerata tra i Paesi più avanzati, in realtà è stato uno degli ultimi Stati in Europa a ottenere il suffragio universale che comprendesse quindi anche le donne. Si parla del 1971, ma in alcuni cantoni addirittura fu concesso solo nel 1991: molti furono gli uomini che scesero in piazza per sostenere le proprie donne, ma tanti furono anche quelli che si sentivano minacciati e, pensando di essere spodestati dal loro ruolo, si ritenevano contrari affermando addirittura che il cambiamento potesse mettere in discussione le tradizioni. La conquista del voto femminile è quindi una tappa fondamentale nella storia dei diritti umani, perché rappresenta il riconoscimento dell’uguaglianza tra uomini e donne e la partecipazione di tutti alla vita politica.
Tra qualche anno ragazze della nostra età si recheranno ai seggi per votare e nella maggior L’80° anniversario del voto alle donne rappresenta un momento importante per riflettere sul lungo percorso di conquiste, sfide e trasformazioni che hanno segnato la storia femminile. Non si tratta solo di una celebrazione simbolica, ma di un’occasione per riconoscere il ruolo fondamentale che le donne hanno avuto e continuano ad avere nella società, nella cultura, nella politica e nell’economia. In questi ottant’anni, le donne hanno lottato per ottenere diritti fondamentali, come il voto, l’accesso all’istruzione, la parità nel lavoro e il riconoscimento della propria dignità.
Molti di questi traguardi, che oggi possono sembrare scontati, sono il risultato di battaglie coraggiose e spesso difficili. Tuttavia, il cammino verso una reale uguaglianza non è ancora concluso: persistono disparità salariali, stereotipi di genere e forme di discriminazione che richiedono attenzione e impegno costante, per non parlare poi di paesi in cui questi diritti vengono ancora negati.
Tra qualche anno ragazze che ora hanno la nostra età si recheranno a votare e nella maggior parte dei casi lo considereranno un dovere e non un diritto, per questo è importante continuare a ricordare e pensare che ogni voto è importante, proprio come quello di 80 anni fa che ha decretato il passaggio dalla monarchia alla repubblica nel nostro Paese e ci piace pensare che sia stata proprio la presenza delle donne ai seggi a far accadere questo.