Il fast fashion e l’importanza di dare una seconda possibilità
L’economia circolare e il rispetto del pianeta passano dai comportamenti di ogni individuo. L’esperienza dal mercatino dell’usato ’Il Vecchio e l’Antico’
I miei genitori da sempre mi insegnano l’importanza che hanno le seconde occasioni, del fatto che non bisogna mai arrendersi di fronte alle difficoltà che ci si pongono durante la vita, che ci si può rialzare dopo una caduta e cominciare una seconda volta, sia nel lavoro, nello sport, così come nei rapporti di amicizia e nelle relazioni affettive in generale.
In linea di principio questo concetto mi trova d’accordo, ma una cosa che non riuscivo a comprendere fino a poco tempo fa è come si potessero indossare degli indumenti di seconda mano: ogni volta che mi imbattevo in un mercatino dell’usato, come ad esempio ‘Il Vecchio e l’Antico’ che ogni mese viene allestito a San Giovanni in Marignano, io storcevo un po’ il naso, provando una sorta di repulsione e disgusto alla vista di capi di abbigliamento usati che venivano rivenduti. Non capivo come qualcuno avesse il coraggio di mettersi addosso dei vestiti tanto vecchi e usati da sconosciuti.
Di recente però, grazie a una maggiore sensibilizzazione su questo tema e anche a quanto stiamo studiando in Tecnologia sulla crisi climatica e i problemi di inquinamento che affliggono il pianeta, mi sono avvicinata sempre di più all’idea di economia circolare e al concetto di riutilizzo in tutte le sue declinazioni. La generazione Alpha, di cui faccio parte, ha grandi sfide davanti a sé, primariamente quella di contrastare il riscaldamento globale combattendo gli sprechi, rigettando il modello ‘usa e getta’ legato alle generazioni precedenti e puntando ad allungare il ciclo di vita dei prodotti, ad esempio riparando gli oggetti di uso quotidiano invece di buttarli o dando una seconda possibilità ad indumenti datati, ma ancora validi da un punto di vista qualitativo, scoraggiando così anche il sistema del fast fashion, una delle principali fonti di inquinamento su scala globale e valorizzando la qualità dei tessuti.
Può sembrare una cosa difficile o astratta, ma in realtà ognuno di noi può avere un impatto ecologico concreto, infatti i grandi cambiamenti vengono sempre dalle scelte del singolo individuo, attuate giorno dopo giorno. Io voglio lasciare la mia traccia tangibile, nel mio piccolo voglio essere parte attiva della sostenibilità ambientale.
È importante che noi tutti comprendiamo che i rifiuti non sono scarti di cui disfarsi, ma risorse preziose per il pianeta Terra, perché tutto merita una seconda chance, le persone come gli oggetti e quando all’utile si aggiunge il buono ogni cosa si riveste di bellezza.
C’è un manga da me finora più amato: One Piece di Eiichirō Oda. Parla di una ciurma di pirati con poteri e storie diverse alle spalle, spesso tristi e difficili.
Questo equipaggio, capitanato da Luffy, deve affrontare varie avventure per trovare il tesoro tanto agognato. Con questo manga l’autore scende nel profondo dei personaggi che, sebbene un po’ strambi e imperfetti, riescono grazie all’unione a realizzare il loro sogno. Anche nelle più grandi avversità, quando tutto sembra perduto, non perdono mai la speranza perché sanno di poter contare sui propri compagni. In questo fumetto giapponese vengono trattati argomenti importanti come il valore dell’amicizia e della fiducia reciproca, il credere nei propri sogni, l’importanza di essere diversi ma speciali e il rischio a cui ci espone la solitudine. A me piace pensare che quando mi troverò in difficoltà, proprio come nel manga, potrò contare sui miei amici e allo stesso tempo vorrei che loro sapessero che su di me potranno sempre contare. L’amicizia è un valore prezioso di cui avere cura e che bisogna coltivare come una pianta, innaffiandola con lealtà, empatia, sostegno e amore. Non è sempre facile, perché siamo persone diverse ma è proprio la diversità che ci unisce e rende più forti. «I tuoi amici sono là fuori che ti aspettano, tutto ciò che devi fare è trovarli.
Condividi la tua vita con loro e non lasciarli mai andare».
Lo stalking è un insieme di comportamenti irrispettosi e possessivi nei confronti di una persona. In Italia è illegale. Anche a scuola potrebbe succedere, quindi dobbiamo stare attenti. Come facciamo a riconoscere uno stalker? Se qualcuno continua ripetutamente a mandarti messaggi, a cercarti sui social, a seguirti per strada anche se gli hai chiesto più volte di smettere, si tratta di uno stalker. Se dovesse succedere, bisogna parlarne subito con genitori e professori, non rispondere ai messaggi ma tenerli come prova per mostrarli a un adulto, in caso di pericolo chiamare il 112 o il 1522.
Oggi è più frequente con le nuove tecnologie e sui social. Se lo stalking avviene online con messaggi insistenti, minacce o commenti anche con profili falsi, si chiama cyberstalking.