Imparare la legalità: il nostro percorso. tra storie, incontri e podcast
Il progetto dell’Istituto Comprensivo 8 di Modena si è concentrato sugli 80 anni della Costituzione Tra i momenti più significativi, letture di gruppo e la testimonianza dei familiari di Rechichi, vittima di mafia
Giustizia, rispetto, diritti. Sono queste le parole che guidano il nostro percorso sulla legalità. Parole importanti, che a scuola cerchiamo di trasformare in esperienze concrete, incontri e momenti di riflessione.
Da anni la nostra scuola, l’Istituto Comprensivo 8 di Modena, si impegna a promuovere la cultura della legalità attraverso letture, testimonianze, interviste e confronti. Quest’anno il progetto si è concentrato sulla Costituzione italiana, scelta non a caso: nel 1946 è nata la nostra Repubblica e, a ottant’anni da quel momento storico, abbiamo voluto approfondire il documento che ne rappresenta il pilastro fondamentale.
Per raccontare ciò che abbiamo imparato, realizzeremo la seconda edizione del podcast ’Paoli – Connessi alla legalità’: otto puntate, una per ogni classe coinvolta, ciascuna dedicata a un articolo della Costituzione.
Il podcast sarà pubblicato sul sito della scuola, così da condividere il nostro lavoro con la comunità.
Approfondire la Costituzione ci ha fatto capire che la legalità non è fatta solo di regole scritte, ma anche di scelte concrete. Per questo il nostro percorso è proseguito con attività dedicate alla lotta contro la mafia, che rappresenta una delle principali minacce ai diritti e alla democrazia su cui si fonda lo Stato italiano. Tra i momenti più significativi del progetto c’è stato l’incontro con Annarita Rechichi e Beatrice Bonora, rispettivamente figlia e nipote del professor Giuseppe Rechichi, che venne ucciso dalla mafia il 4 marzo del 1987, mentre rientrava nella scuola in cui insegnava.
Le vittime innocenti di mafia, come lui, vengono ricordate anche nel sito ’Vivi Libera’, un archivio digitale che custodisce le loro storie e ne mantiene viva la memoria. L’incontro è stato molto toccante e ci ha fatto riflettere su quanto la mafia possa essere vicina a noi, anche quando pensiamo che sia una realtà lontana. Un altro momento importante è stata la messa a dimora, nel cortile interno della scuola, dell’albero Falcone, un olivo giunto da Palermo. Questo gesto simbolico ha rappresentato non solo la lotta contro la mafia, ma anche un messaggio di pace, particolarmente significativo in un momento storico segnato da numerosi conflitti.
Il progetto si concluderà con un incontro con il Movimento Agende Rosse, che ripercorrerà la vita e l’impegno dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Vivere queste esperienze, raccontarle e ascoltarle è un modo per non rimanere in silenzio, per far sì che la storia non si ripeta. Peppino Impastato affermava: ’La mafia uccide, il silenzio pure’. Questa frase ci è particolarmente cara, perché riassume l’idea alla base del nostro percorso.
Per noi ragazzi, questo progetto ha significato comprendere che le regole sono il punto di incontro della società e che la responsabilità di rispettarle è nostra. Crescere nella legalità significa diventare cittadini consapevoli, capaci di costruire un futuro più giusto.
Il 25 marzo, nel giardino dell’istituto ’P. Paoli’ di Modena, si è svolta una cerimonia speciale alla presenza della dirigente scolastica e dell’assistente del sindaco Irene Baraldi: la messa a dimora dell’Olivo di Falcone, arrivato da Palermo. Un momento ricco di emozione che ha coinvolto alcune classi dell’Istituto Comprensivo 8.
L’iniziativa rientra nel progetto Legalità e ha rappresentato molto più della semplice piantumazione di un albero. È stato un gesto simbolico, pensato per ricordare il valore della giustizia e della responsabilità civile.
Alcuni alunni della classe 2^B hanno colto l’occasione per intervistare la dirigente scolastica Flavia Capodicasa, ponendole alcune domande sul significato dell’iniziativa.
Alla domanda su quale messaggio sperasse che gli studenti cogliessero prendendosi cura dell’albero, la dirigente ha risposto: «Il coraggio di denunciare ciò che non è giusto, dentro e fuori dalla scuola. Il cambiamento globale parte da noi stessi. Insieme, la comunità può crescere e cambiare».
Gli studenti hanno poi chiesto come immaginasse l’albero tra dieci anni. «Lo immagino cresciuto, più forte. L’olivo è un albero che si irrobustisce nel tempo e mi auguro che cresca insieme a voi, accompagnando la vostra maturità. Diventerà un simbolo che aiuterà a riflettere anche i futuri studenti. Non è infatti una pianta qualunque, ma l’Olivo di Falcone, il magistrato che ha dato la propria vita per la giustizia: averlo nella nostra scuola è un grande onore».
Tra i momenti più emozionanti della cerimonia, la dirigente ha ricordato l’interramento della capsula del tempo: «Quando avete affidato alla terra le lettere con i vostri sogni e desideri, li avete in qualche modo concretizzati, consegnandoli al futuro». La piantumazione dell’Olivo di Falcone resterà così un segno concreto nel giardino della scuola e nella memoria degli studenti: un piccolo albero che, crescendo, ricorderà ogni giorno l’importanza della legalità, del coraggio e dell’impegno civile.
Alunni della classe 2BScuola Secondaria di I grado’ Pasquale Paoli’ Modena