Frankenstein: un romanzo moderno. Ecco il percorso multidisciplinare
I ragazzi della Sforza hanno intrapreso la lettura dell’opera di Mary Shelley attraverso diversi linguaggi espressivi Insieme agli insegnanti di religione e scienze si sono interrogati anche sugli aspetti legati alla bioetica e alla genetica
Nel corso del secondo quadrimestre, la classe 3ªB del corso d’inglese potenziato della scuola media Caterina Sforza ha intrapreso un percorso pluridisciplinare, interessante e accattivante, oltre le lezioni tradizionali, alla scoperta di un’opera ottocentesca quanto mai attuale: Frankenstein o il moderno Prometeo di Mary Shelley. Il progetto ha coinvolto diverse discipline (italiano, inglese, scienze e religione) configurandosi come un laboratorio di apprendimento attivo, riflessivo e partecipato.
Laboratorio di lettura espressiva.
Con la docente di italiano, è stato letto in modo integrale il romanzo in classe e a casa, per comprendere la complessa struttura narrativa dell’opera scritta in forma epistolare che utilizza tre narratori diversi (Victor, la creatura e il capitano Robert Walton). La lingua del romanzo non è risultata subito immediata e semplice, ma il lavoro che successivamente è stato svolto ha permesso di entrare nel testo. In un secondo momento, all’interno del progetto ’Lettura ad alta voce’ a cura delle associazioni Aula 9 e Orto del Brogliaccio, in classe, due esperti hanno svolte attività di lettura espressiva lavorando sul testo, sull’uso della voce e sui personaggi. Il 25 marzo alla Fabbrica delle Candele, all’interno del Festival In-Visibile, l’esperienza per alcuni studenti è proseguita oltre l’aula, ed è diventata uno spettacolo teatrale dal titolo ’Creatore e creatura’. Insieme ad altri alunni delle scuole secondarie di secondo grado di Forlì, i personaggi hanno preso vita sul palco grazie alla voce degli studenti-lettori.
Teatro in lingua inglese. Nelle ore di inglese, è stata affrontata la genesi del romanzo, com’è nata l’idea di scrivere il testo da parte di Shelley nei giorni di vacanza in Svizzera coi poeti romantici Byron e Percy B.
Shelley. In seguito, sono stati visionati materiali in lingua come introduzione al romanzo e alla successiva partecipazione ad uno spettacolo teatrale in inglese presso il teatro ’Perla’ di Bologna dal titolo Frankenst (AI), con un chiaro riferimento all’intelligenza artificiale (AI = artificial intelligence). La metodologia interattiva utilizzata dalla compagnia teatrale Materlingua ha chiamato in scena gli spettatori chiedendo loro di decidere chi assolvere, se Frankenstein o il mostro. É stato un percorso di potenziamento della lingua inglese attraverso il teatro e il coinvolgimento emotivo, ma soprattutto tale momento ha fatto capire come è possibile una rilettura in chiave moderna dell’opera.
Genetica e bioetica. Nelle ore di scienze, affrontando la genetica sono stati operati collegamenti indiretti al romanzo. Pensando all’ingegneria genetica e alla possibilità di modificare il dna, la classe ha compreso quanto il potere della scienza sia cresciuto nel tempo e quanto richieda attenzione e consapevolezza etica. Nel dialogo sono emerse diverse riflessioni degli studenti che si possono riassumere in questa frase: «In Frankenstein, l’assenza di responsabilità dello scienziato porta a conseguenze molto gravi; è un avvertimento sui rischi di una conoscenza non guidata da limiti morali». Nelle ore di religione, il confronto è continuato con la docente sempre utilizzando gli spunti ricevuti dal romanzo. Gli studenti si sono chiesti se fosse giusto che un essere umano possa intervenire nella vita di un altro. A questa domanda hanno risposto che per loro non era giusto che un comune essere umano dovesse sovrastare l’onnipotenza divina e quella di un altro essere umano. L’intero percorso pluridisciplinare, quindi, ha coinvolto in modo attivo e partecipato tutta la classe e molti docenti del consiglio nell’affrontare l’opera della Shelly da vari punti di vista e metodi. A partire dal romanzo, si sono aperte piste di riflessione collegate all’attualità facendo dialogare gli studenti non solo sui limiti morali dell’ingegneria genetica, ma anche sulle future conseguenze e applicazioni dell’AI.
classe 3ªB scuola media Sforza