Scuola Media Sandro Pertini di Reggio Emilia (RE) - Classi 3A e 3G

Noi adolescenti tra pregiudizi e stereotipi

Non è giusto che la nostra gioventù sia paragonata a quella di genitori o nonni: il mondo è cambiato e la vita è molto diversa

I pensieri degli adolescenti tra pregiudizi e stereotipi.

«Sacrificio»: vorrei concentrarmi su questa parola, così breve, così utilizzata. Eppure pochi sanno cos’è il senso del sacrificio, in un certo senso fortunatamente. Alcuni sostengono tuttavia che questa parola cadrà in disuso, a causa degli adolescenti, sempre meno propensi a utilizzarla. Numerose sono anche le opinioni per le quali questi siano al mondo solo per spendere e, detto molto schiettamente, per causare problemi. Sentendo quanto dicono alcuni adulti, noi adolescenti risultiamo sordi e ciechi vero il mondo che ci circonda, e assolutamente non disposti ad aprire gli occhi alla realtà. Vorrei chiedere allora a tutti coloro che vedono noi adolescenti come l’ultima ruota del carro della società di fare un piccolo ‘sacrificio’ e di provare a immedesimarsi: un giorno vi trovate a giocare spensierati in un prato verde e poi così, all’improvviso, venite catapultati in un mondo, che allora sì ignoravate, con tutti che si aspettano qualcosa da te. E in breve tempo il vostro bel praticello diven-ta una lunga strada fatta di dubbi, preoccupazioni e aspettative infrante. C’è poi chi tenta invano di forare la strada per raggiungere nuovamente la sua infanzia, e chi più o meno ci convive. Il fatto è che questo mondo ci è stato presentato così improvvisamente che tuttora non ho ancora ben capito come funziona, e prima di lanciarmi in conversazioni su politica o economia estera, vorrei imparare a gestire la fetta di mondo che mi riguarda personalmente, con i miei piccoli, sicuramente insignificanti, problemi quotidiani.

Quindi, per tutti quegli adulti che ritengono che gli adolescenti s’interessano solo del loro piccolo mondo, notizia dell’ultima ora, è vero, perché per noi è una novità, come un tempo lo è stata per voi, ma sembra che ve lo siate dimenticato. Dicono che sia il periodo più importante della vita, ma alcune persone non si fanno scrupoli a rovinartelo. Non mi sembra giusto, quindi, continuare a paragonare la nostra adolescenza con quella dei nostri genitori, per esempio, o addirittura dei nostri nonni, perché i tempi sono cambiati e continueranno a cambiare anche in futuro. A quanto dicono loro, sembra, inoltre, che non abbiano fatto mai niente che disapprovasse chi gli stava intorno, che non abbiano mai commesso degli errori e che fossero praticamente nati con il senso di responsabilità degli adulti. Ma allora mi chiedo: c’è davvero qualcosa da invidiare nella loro infanzia? Perché se comportandomi come loro intendono, preoccupandomi di questioni causate da adulti stessi, che però si aspettano vengano risolte dalla cara nuova generazione, rischiassi di perdere la ‘mia’ infanzia, allora no grazie, preferisco rimanere quell’adolescente ignorante e indifferente, cosciente però di vivere la propria vita, e non quella di un adulto consumato dal rimorso e dall’invidia.

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