Dall’alluvione a Crans-Montana. Conoscere i rischi e come affrontarli
Le immagini della tragedia di Capodanno hanno toccato da vicino gli studenti di Rocca San Casciano, che insieme hanno riflettuto sulle loro paure, siano esse le fiamme che divampano o eventi climatici inattesi
Il mondo di oggi non è come il mondo di ieri: tutto è cresciuto, tutto si è evoluto, tutto è diverso e sono aumentati, insieme allo sviluppo industriale e tecnologico, i rischi nei vari luoghi in cui le persone vivono e lavorano. Noi ragazzi di Rocca San Casciano ci siamo resi conto, che ogni giorno, si verificano molti incidenti di vario genere, non ultimo quello che ci ha scosso tantissimo: la tragedia di Crans-Montana, avvenuta nella notte di Capodanno, a causa della quale sono morte molte persone e tante sono state ferite. Molti minorenni, poco più grandi di noi, che erano andati in quel locale, per trascorrere una bella e allegra serata, hanno perso la vita. Tutto questo è accaduto per la mancanza di attenzione alle eventuali situazioni di pericolo, come l’assenza di uscite di sicurezza e la quasi totale assenza di estintori, fondamentali per l’incolumità delle persone all’interno dell’edificio in caso di incendio.
Questo terribile fatto ci ha profondamente colpito, perché non immaginavamo che potesse accadere una tragedia del genere. Spesso quando andiamo in un posto affollato con gli amici, non pensiamo ad osservare l’ambiente circostante, per verificare se l’edificio è a norma e se ci sono vie di fuga, ma abbiamo capito che è importante farlo, perché non si può rischiare di perdere il bene più prezioso che possediamo, cioè la nostra vita, a causa della negligenza altrui.
Abbiamo guardato con attenzione un video di Geopop da cui abbiamo appreso la pericolosità del fuoco che, divampando in pochi secondi, ha mietuto molte vittime a causa delle ustioni e dei fumi sprigionati dall’incendio. L’incendio scoppiato a Crans-Montana non è stato solo un evento di cronaca; per noi giovani è diventato l’immagine vivida di una paura che ci portiamo dentro e di un senso di vulnerabilità, perché quando vediamo le fiamme distruggere luoghi che associamo al tempo libero, alla natura, scatta qualcosa di profondo: la realizzazione che per noi non esiste più un ’posto sicuro’. La nostra paura principale non è infatti legata a una minaccia specifica e identificabile, ma all’imprevedibilità degli eventi.
Per noi, la sicurezza non è più un dato acquisito, ma un equilibrio precario che può spezzarsi per un corto circuito o un cambiamento climatico repentino, come l’alluvione del 2023 che ha riguardato il nostro paese. Essa ha causato frane e dissesti nel territorio con edifici e viabilità danneggiati, i cui lavori per il ripristino sono ancora in corso.
Tutti gli eventi che accadono sono percepiti da noi in modo amplificato: mentre le generazioni precedenti ricevevano le notizie filtrate dai telegiornali, noi l’incendio lo abbiamo visto attraverso le storie Instagram di chi era lì, nei video tremolanti su TikTok, nei messaggi concitati sui gruppi WhatsApp. Spesso ci chiediamo come ci saremmo comportati se ci fossimo trovati coinvolti nell’incendio di Crans Montana e quale sarebbe stata la nostra reazione. La sicurezza diventa quindi un’ansia da prestazione: temiamo di non essere pronti, di non avere gli strumenti per gestire un’emergenza reale in un mondo che ci ha abituati a soluzioni virtuali.
Ben vengano allora gli incontri con esperti, i progetti per discutere di vari temi in ambito di sicurezza come il Progetto IES di educazione stradale, rivolto già da alcuni anni alle classi prime del nostro Istituto, gli incontri con la Protezione Civile per parlare di quali comportamenti adottare in caso di alluvione o terremoto e quelli con la Polizia di Stato per trattare i temi del cyberbullismo, dell’identità digitale e dell’intelligenza artificiale.
Grazie agli insegnanti e agli esperti, che ci spiegano i pericoli e i rischi legati a varie situazioni, impariamo come proteggerci, come essere più sicuri ed evitare incidenti di vario genere. La sicurezza non è data dalla costruzione di un muro dietro al quale ci si protegge, ma è una pratica quotidiana di cura e attenzione, di trasparenza dei rischi, di manutenzione, di interventi adeguati e di protocolli chiari e sicuri.
Scuola di Rocca San Casciano