ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Don Milani di Cusercoli (Civitella di Romagna) (FC) - 2B

Artigiani per un giorno a S. Sofia. Viaggio alla stamperia ’Peromatto’

I ragazzi di Cusercoli hanno visitato l’attività di Giulia e Antonio, scoperto tessuti e colori naturali e si sono cimentati loro stessi nella realizzazione di prodotti fatti a mano tra lavoro in classe e in bottega

In tutta la Romagna ci sono poche stamperie che realizzano prodotti in modo artigianale, precisamente undici: tra queste c’è ’Peromatto’, una piccola bottega a Santa Sofia che noi ragazzi abbiamo avuto l’opportunità di visitare, diventando ’artigiani per un giorno’. La prima fase del nostro progetto si è svolta a scuola: in due mattinate abbiamo ricevuto la visita di Giulia, titolare della bottega insieme ad Antonio; lei ci ha spiegato i vari passaggi da seguire per la realizzazione dei prodotti artigianali, dal disegno alla stampa su tessuto. Inizialmente abbiamo disegnato ognuno un fungo a partire da un modello che ci ha fornito Giulia, in seguito lo abbiamo ricalcato su un foglio di carta lucida per poi ripassarlo, ribaltato, in un foglio bianco; successivamente abbiamo colorato con due tinte diverse rispettivamente le parti da scavare con la sgorbia (un piccolo scalpello) e quelle da mantenere in rilievo.

Una volta finito questo passaggio, Giulia ci ha dato un quadrato di linoleum ciascuno, che con la sgorbia abbiamo lavorato. Nella terza e ultima giornata siamo stati noi a far visita a Giulia e al suo compagno Antonio nella loro bottega, dove abbiamo svolto l’ultima fase del nostro lavoro: la stampa su tessuto con dei timbri ottenuti incollando i nostri quadrati di linoleum su tavolette di legno, che sono state poi pucciate (imbevute nella ruggine) e martellate con il mazzuolo (martello a manico corto). In bottega, Antonio ci ha descritto nel dettaglio il modo in cui si produce la famosa ruggine, il colore che caratterizza i loro prodotti artigianali: è qualcosa di naturale, che si ottiene mescolando aceto, farina e ruggine del ferro (solfato di ferro), quindi tre ingredienti di scarto; la farina serve come colla, mentre l’aceto di vino rosso fissa il colore sul tessuto. La ruggine così ottenuta è inizialmente color del fango, e ha un forte odore di aceto. Inoltre, Antonio ci ha detto che ci sono altri colori che loro solitamente utilizzano in bottega e che sono per lo più estratti dalle piante: per esempio, il blu si ottiene dal guado (pianta simile al cavolo), l’indaco dall’infusione di alcune foglie, il rosso da un’altra pianta che ha un pigmento di colore rosso nelle radici; il nero è estratto dal carbone, il bianco dal titanio.

Antonio e Giulia li comprano da un artigiano specializzato nella produzione di colori naturali. Durante il processo di stampa, che è stato seguito da Antonio, Giulia ha risposto volentieri a tante nostre curiosità.

Giulia, quella della stamperia è una passione personale o te l’ha trasmessa qualcuno? «Si tratta di una passione personale perché io ed Antonio non l’abbiamo ereditata dalle nostre famiglie. A Santa Sofia una volta c’era una stamperia di proprietà di un signore di nome Olivetti, dal quale siamo andati per curiosità ed abbiamo imparato molte cose da lui».

Da piccola pensavi che un giorno avresti lavorato in una stamperia? «Quand’ero bambina non pensavo che da grande avrei fatto l’artigiana; solo dopo ho capito che quello era il mio vero obiettivo».

Da quanto tempo pratichi la stampa romagnola? Cosa facevi prima? «Dal 2017. Sono sempre stata molto curiosa, ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Milano ed ho insegnato Arte a Londra; in seguito ho deciso, per mia scelta, di lasciare l’insegnamento, anche se non avrei mai pensato di aprire una stamperia tutta mia».

Da quanto esiste la vostra stamperia? L’avete rilevata dal precedente stampatore di Santa Sofia? «Esiste dal 2018. No, Olivetti chiuse la sua bottega, mentre noi l’abbiamo aperta in un’altra zona di Santa Sofia; quindi, non abbiamo ereditato nulla da lui, timbri compresi».

Vendete molto i vostri prodotti? «Abbastanza, ma realizzarli è un lavoro lungo, lento ed impegnativo, nulla a che vedere con le modalità di oggi in cui con un semplice click si compra e arriva tutto subito».

La stampa più impegnativa che avete fatto? «Abbiamo fatto per un’azienda una tovaglia lunga ben 9 metri».

Classe 2ªB scuola media di Cusercoli 

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