ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Oriani di Casola Valsenio (RA) - 1A, 3A

Oltre lo sport: una storia da raccontare. «Il mio podcast ‘made in Casola’»

La classe 3^A della scuola media ‘Oriani’ ha ascoltato Matteo ‘Blicco’ Mogardi, autore di ‘Storia&Pallone’, per una riflessione sul legame tra attività sportiva e storia

«Usciremo dal terreno di gioco entrando nella grande Storia, quella con la S maiuscola, quella che non si ferma davanti a un portone e nemmeno dentro a una porta, parlando di guerre e rivoluzioni, elezioni e cambi di governo». Comincia così il trailer di ‘Storia&Pallone – Oltre il novantesimo’, prima stagione del podcast di Matteo Mogardi, casolano, appassionato di calcio e storia, che abbiamo ospitato a febbraio, grazie al nostro insegnante Filippo Tassi. Parlando di fascismo, apartheid, boicottaggi, processo di integrazione europea, ha collegato una materia di studio a un hobby che ci accomuna tutti, lo sport, facendolo diventare uno specchio delle continue evoluzioni del ‘900.

Strumentalizzato a fini politici, doveva mostrare al mondo la forza del Paese e fare da collante per unire il popolo durante il regime fascista. Così, Vittorio Pozzo e Annibale Frossi ai Berlino ‘36 portarono l’Italia alla conquista dell’unica medaglia d’oro olimpica della sua storia calcistica, diventando un simbolo per la propaganda. Gli atleti della Germania Est dovevano rappresentare la superiorità dell’ideologia socialista e furono obbligati a prendere steroidi e ormoni, pagando un prezzo devastante per la loro salute. A Heidi Krieger, campionessa di getto del peso, furono somministrati così tanti ormoni maschili che il suo corpo si trasformò: non riconoscendosi più allo specchio, dovette cambiare sesso e oggi si chiama Andreas.

In altri casi è stato veicolo di pace e speranza. Nella cosiddetta “Tregua di Natale” del 25 dicembre 1914, in Belgio, soldati tedeschi e inglesi festeggiarono il Natale in armonia, fermandosi per giocare una partita di pallone. Un gesto di ribellione fu quello attuato da Tommie Smith e John Carlos alle Olimpiadi di Messico ‘68: il loro pugno alzato sul podio divenne simbolo della reazione politica contro la discriminazione razziale.

Incuriositi dalla capacità di Matteo di divulgare la sua passione, lo abbiamo intervistato.

Come ha avuto l’idea del podcast? «Ho sempre avuto voglia di scrivere e raccontare, ma non trovavo la forma adatta. Poi ho scoperto i podcast, ne ho ascoltati moltissimi e non tutti mi son piaciuti; così ho deciso di farne uno sulle mie passioni: calcio e storia».

Quanto tempo le occorre per preparare una puntata? «Per la scrittura poco, un paio d’ore, perché mi viene molto naturale; per registrare e fare l’editing molto di più. Registro, ascolto, poi magari mi dico: “Questa potevo farla in altro modo”; la rifaccio, taglio, poi metto l’inserto audio, mi chiedo se la musica ci stia bene, e rifaccio. Sono tempi morti che con l’esperienza si perdono, ma per ora la difficoltà maggiore è proprio l’editing».

Quali fonti usa? «La prima sono i libri. Ho una libreria vasta, non tanto fisica quanto su Kobo: leggo moltissimo sulla storia dello sport, calcio in particolare, e sulla storia in generale. Internet permette anche di accedere a documentari, film, servizi giornalistici, ma bisogna discernere fra quelli che hanno un senso e quelli che non ce l’hanno. Poi guardo tantissime partite di epoche differenti».

Come sceglie gli eventi sportivi? «Parlo essenzialmente di calcio e scelgo qualcosa che accomuni tutti gli eventi: nella prima stagione sono partite finite negli ultimi minuti, supplementari o recupero; nella seconda incontri finiti ai rigori, che conoscevo già o che ho cercato in quanto legati a grandi eventi storici. Quindi mi sono dato un criterio “calcistico” e poi ho trovato un collegamento con la storia».

Quello che emerge, pensiamo al Sudafrica di Mandela o ai boicottaggi, è anche il ruolo dello sport come strumento di unificazione o protesta. Potrebbe essere un messaggio positivo? «Nel periodo della guerra fredda quello del boicottaggio era uno strumento di politica estera, nella diplomazia lo sport era fondamentale. Tuttora potrebbe servire a unificare e costruire un dialogo fra popoli in contrasto: è stato in passato un veicolo di pace, perché non potrebbe esserlo anche adesso?».

 

Il 21 marzo la classe 1^A della scuola media ‘Oriani’ ha preso parte a un incontro online con Antonella Riillo, esperta di giurisprudenza, che ha parlato del tema della solidarietà sociale nella Costituzione italiana. Il titolo dell’incontro era ‘Guardare oltre’ ma al centro di tutto sono state messe le parole. Già prima dell’incontro la classe aveva ricevuto una lettera in cui Antonella si era presentata e aveva chiesto a ciascun alunno di fare lo stesso. Il giorno dell’incontro abbiamo parlato della nascita della Costituzione, del referendum del ‘46, del fatto che per la prima volta votarono le donne italiane e di come i padri e le madri costituenti abbiano guardato oltre le loro differenze, per perseguire il bene della comunità. Abbiamo ascoltato Antonella senza vederla, fino a quando la bolla colorata sullo schermo della Lim è stata sostituita dalla sua immagine. Solo a quel punto abbiamo scoperto che lei è una donna non vedente e che farci ascoltare solo le sue paro-le è stato un modo per farci cambiare punto di vista e capire il valore che le parole hanno per lei.

Questo incontro ci ha spronato ad andare sempre oltre: oltre i limiti, oltre le incomprensioni, oltre le differenze e a farlo seguendo i valori della solidarietà e del rispetto, proprio come insegna la Costituzione. Per concludere, ognuno di noi ha scelto una parola. Tra quelle che ricordiamo ci sono pace, amicizia, rispetto, reciprocità, uguaglianza, partecipazione e solidarietà. Le condividiamo qui con l’augurio che anche per chi legge siano uno spunto per guardare oltre.

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