Il valore della diversità nelle classi. A scuola si impara a vivere insieme
Ogni giorno incontriamo bambini arrivati da altri Paesi, con tradizioni, lingue e abitudini differenti dalle nostre Per la quarta elementare dell’Istituto Sant’Alberto Magno è un’opportunità per aiutarsi e scoprire nuove culture
La diversità oggi non è qualcosa di lontano: è una realtà che viviamo in classe, nei parchi, nelle squadre sportive, nei quartieri. Incontriamo bambini arrivati da altri Paesi, con tradizioni, lingue e abitudini differenti dalle nostre. Spesso gli adulti discutono del tema in modo acceso, concentrandosi su problemi e difficoltà. Noi bambini, invece, partiamo dalle esperienze che viviamo: un compagno che deve imparare l’italiano, una bambina che racconta una festa del suo Paese e i giochi condivisi durante la ricreazione. È vero che le differenze possono creare qualche incomprensione; non sempre ci si capisce e talvolta nascono dei conflitti. Proprio per questo la scuola è importante: qui impariamo che vivere insieme significa rispettare le regole, ascoltare gli altri, aiutare chi è in difficoltà e collaborare. La diversità non vuol dire cancellare ciò che siamo. Al contrario, significa conoscere meglio la propria identità e confrontarsi con quella degli altri. Se fossimo tutti uguali, il mondo sarebbe noiosissimo! Non potremmo scambiarci idee, non faremmo tante scoperte, non esisterebbero molte cose, non ci sarebbe curiosità, perché tutto sarebbe già conosciuto e sempre identico. Invece, proprio perché siamo diversi, possiamo aiutarci, confrontarci, imparare gli uni dagli altri e costruire insieme la vita sul nostro Pianeta. Oltre alle differenze legate al Paese di provenienza, esistono anche quelle fisiche, che a volte possono causare una disabilità. Bologna, la nostra città ricca di storia e tradizioni, si distingue da sempre per l’attenzione all’inclusione e all’accoglienza e continua a crescere grazie all’incontro tra culture diverse, senza però perdere i propri valori. La città propone tante iniziative per non lasciare indietro nessuno.
Nelle biblioteche, per esempio, si trovano tanti libri accessibili anche a chi ha difficoltà di lettura.
Spesso vengono organizzate letture condivise e laboratori creativi, dove i bambini possono stare insieme, giocare e imparare tante cose nuove. Anche gli spazi della città sono pensati per essere usati da tutti. Parchi, piazze e tutti i luoghi pubblici cercano di essere accessibili anche alle persone con disabilità, così che tutti possano incontrarsi e stare insieme senza ostacoli. Noi bambini abbiamo capito che essere diversi non significa essere lontani, ma significa avere qualcosa in più da imparare. Oggi ci sarebbero tante guerre se ognuno di noi apprezzasse e rispettasse i diversi modi di essere?
La Quarta primaria: Bongiovanni Lucia, Bulat Ivana, Calamandrei Orsi Beatrice, Calamandrei Orsi Francesca, Cenacchi Alessandro Giorgio, Chiaro Arianna, Genovese Matilde Pamela, Greco Fioravanti Adele, Melis Federico, Minguzzi Matilde, Pozzolini Stella, Rosa Amelia, Rozumenko Alisia, Tarozzi Stefano Maestra: Gloria Ruffi
Quest’anno l’Italia ha ospitato le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, un evento che ha riunito atleti provenienti da tutto il mondo. Riteniamo che lo sport sia uno degli ambiti in cui la diversità si vede in modo più chiaro e positivo. Ogni atleta ha caratteristiche diverse: c’è chi è più veloce, chi è più resistente, chi ha maggiore esperienza.
Così si impara ad accettare i propri limiti e a rispettare quelli degli altri. Non tutti possono vincere, ma tutti possono impegnarsi e le differenze possono rendere più interessante la sfida e più forte il gruppo. Stare insieme, condividere un obiettivo e rispettare le stesse regole, crea un senso di appartenenza che va oltre la diversità. Forse non tutti sanno che a Bologna viene praticato uno sport nato dalla saga di Harry Potter, il Quidditch, che organizza vari tornei e promuove un forte messaggio di accoglienza e di abbattimento delle barriere.
Nel corso dell’anno scolastico, la nostra classe ha preparato una rappresentazione teatrale ispirata alla saga di Harry Potter, ideata dalla scrittrice britannica J. K. Rowling. Il 2026 è un anno importante perché si celebra il 25° anniversario del primo film, che ci ha dato l’occasione di leggere il romanzo Harry Potter e la Pietra Filosofale, facendo attenzione ai suoi messaggi educativi. In questo mondo fantasy esistono differenze legate alle origini familiari: alcuni personaggi vengono presi in giro perché figli di genitori non maghi; altri vengono offesi con la parola ’mezzosangue’ e perfino il protagonista Harry, nonostante la sua grande fama, cresce sentendosi diverso e spesso solo, senza conoscere la propria storia e ritrovandosi ad affrontare pregiudizi e difficoltà. Ma alla fine, i nostri amici maghi riescono a dimostrare che il valore di una persona non dipende dalle sue origini, ma dalle scelte che compie. Non esiste un solo modo giusto di essere. Ciascuna delle quattro case di Hogwarts si basa su qualità differenti e non ce n’è una migliore delle altre, tutte possono essere positive se usate bene. Preparando la recita, abbiamo voluto mettere in scena proprio questo messaggio: non conta da dove vieni o a quale gruppo appartieni, ma il modo in cui ti comporti.
Rispetto, lealtà e collaborazione sono valori fondamentali non solo nelle storie, ma anche nella vita reale.