ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria I grado Orsini di Imola (BO) - 3B

I tesori nascosti di Imola. «Sotto i nostri marciapiedi gioielli ancora da scoprire»

La 3B delle Orsini è andata a caccia delle meraviglie archeologiche della città dal "gigante addormentato" all'anfiteatro: cosa riserva l'antica Forum Cornelii

Ti sei mai chiesto quali segreti si nascondono sotto le strade, i marciapiedi e le mura di Imola? Fondata come Forum Cornelii lungo la via Emilia, la città ha vissuto per secoli: è stata un centro romano, poi un borgo medievale e infine una città moderna che custodisce tracce di tutte queste epoche. Anche alcune nascoste e ancora poco conosciute dagli imolesi. Per esempio, pochi sanno del “gigante addormentato”. Così viene chiamato il Teatro Sotterraneo, uno dei tesori segreti più nascosti di Imola. Posto sotto il centro, nacque intorno agli anni Trenta del secolo scorso, quando il regime fascista decise di realizzare un’imponente trasformazione urbanistica e costruire un teatro in grado di ospitare più di mille persone. Quando l’Italia entrò in guerra, i lavori furono sospesi e l’opera rimase incompiuta. Negli anni ‘50, Francesco Balducci acquistò a un’asta creata dal Comune il grande scheletro. Il suo sogno era di finire il progetto, ma non ci riuscì. L’architettura di questo colosso è ancora leggibile: la platea declina verso il proscenio e la galleria sovrasta l’invaso, definendo un perimetro di rara suggestione. Il dettaglio più magnetico? La presenza di un pozzo al centro della futura platea. La particolarità della struttura continua ad alimentare curiosità in chi lo conosce.

Più volte si è parlato di ristrutturazione e valorizzazione, con l’idea di trasformarlo in uno spazio culturale, espositivo o in un teatro alternativo. Tuttavia, la complessità della struttura, i costi elevati e i vincoli tecnici hanno sempre rallentato ogni progetto concreto. Oggi la struttura non è del demanio, ma è proprietà privata ed è visitabile solo in occasioni speciali per ragioni di sicurezza.

L’altro “gigante nascosto“, sotto le vie Casoni e Guidaccio, si trovano i resti di un antico anfiteatro romano, portato alla luce nel 1870 durante lavori agricoli: gli scavi mostrarono un’ellisse imponente. Le fotografie e i rilievi degli anni ’20 e ‘30 documentano un monumento ben conservato, con numerosi ingressi e fondamenta costruite con ciottoli del fiume Santerno. Negli anni ‘50 il piano regolatore e i progetti di lottizzazione permisero la costruzione di abitazioni proprio sull’area dell’arena; nel 1961 l’edificazione fu completata e gran parte dei resti furono interrati o coperti. Per decenni il monumento è rimasto “sepolto”, visibile solo in alcune fotografie d’epoca e in pochi frammenti ancora riconoscibili in cantine o muri. Negli ultimi anni associazioni locali, storici e consiglieri regionali hanno chiesto studi e interventi di valorizzazione: inserire il sito nel catalogo del patrimonio regionale, effettuare indagini non invasive e installare pannelli informativi per mantenere viva la memoria.

Due antiche strade romane possono essere viste ancora oggi a Imola da chi le sa trovare.

Una è parte dell’antica Via Emilia e si può vedere nel Verziere delle Monache, vicino alla scuola di musica Vassura Baroncini e alla Rocca. L’altra, invece, è al livello -1 del Parcheggio del Mercato Ortofrutticolo. A pochi passi dal centro di Imola, c’è poi l’area archeologica di Villa Clelia. La scoperta avvenne in modo casuale nel 1978: durante alcuni lavori per l’espansione edilizia della zona, le ruspe portarono alla luce resti umani e strutture murarie, che imposero il blocco dei cantieri e l’avvio di uno scavo tra i più importanti del territorio imolese. Emersero una vasta necropoli cristiana con oltre 300 sepolture e la Basilica di San Cassiano, sorta proprio sul luogo del martirio del patrono.

Sofia Cassani, Youssef Achouri, Martino Montanari, Antonio Taroni, Francesco Nanni e Francesco Vedele IIB Orsini (I.C. 7 Imola) 

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