ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria I grado San Domenico di Cesena (FC) - 1F

‘Nonno’ Pippo: eroe contro la mafia. «Uscirà presto un film sulla mia vita»

Gli studenti della classe 1ª F della scuola media San Domenico hanno intervistato Giuseppe Giordano direttore di una sezione antiterrorismo della Digos che ha collaborato con i giudici Falcone e Borsellino

L’idea di questo articolo nasce dall’infortunio subito da un alunno di 1ª F che, dopo essersi fatto male, dovendo stare a casa 5 settimane, si è dedicato alla lettura di libri sulla mafia. Tornato in classe, Dario, ci ha parlato di educazione alla legalità con l’aiuto di alcuni compagni, come Donato che ci ha spiegato che «la mafia è un’associazione criminale di origine siciliana che aspira al controllo di un determinato territorio, dei suoi affari e alla gestione di traffici illeciti». Dario ha detto che «questa organizzazione è basata su gruppi stabili (famiglie o cosche) in cui non si può entrare soltanto attraverso una cerimonia iniziatica e un giuramento». Giulio ha chiarito che «i mafiosi, non amano la parola mafia ma preferiscono presentarsi come uomini d’onore, che aiutano i deboli e non approfittano di loro. Esaltano il valore dell’omertà, che nella cultura mafiosa è la virtù dell’essere taciturni, di non concepire il tradimento e il pentimento».

Anche se la tv continua a mostrarci l’immagine tradizionale della vecchia mafia, Marco ha detto che «la mafia oggi spara molto meno e si dedica a grossi affari economici e giri di denaro (alta finanza, lavori pubblici) e viene chiamata la mafia dei colletti bianchi». Grazie alla mediazione di Giulia Biondini, professoressa e mamma di un alunno, i ragazzi di 1ª F hanno fatto delle domande a Pippo Giordano, ex ispettore della Dia e direttore di una sezione antiterrorismo della Digos che ha collaborato con i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Come agisce la mafia nel nord Italia? «La mafia agisce al Nord e al Sud Italia. Al Nord si mimetizza con i colletti bianchi (industria e imprenditoria) giocando persino in Borsa per investire i proventi dei reati».

Ci racconta un caso che ha seguito nella nostra zona? «Durante le mie investigazioni mi sono interessato di un caso nel Ravennate dove dei costruttori mafiosi costruivano dei residence.

Era il 1985 e il dottor Giovanni Falcone mi affidò le indagini a Lido Adriano. Avevano già edificato alcuni immobili e altri erano in costruzione. Mentre investigavo, Cosa nostra a Palermo uccideva il commissario di polizia Beppe Montana e, pochi giorni dopo, il vicequestore Ninni Cassarà e l’agente Roberto Antiochia, di 22 anni. Rimasi scioccato e abbandonai le indagini. Erano miei compagni della squadra mobile di Palermo». Come possiamo contrastare l’omertà, che si avverte anche a scuola? «Nelle scuole si possono anche verificare dei casi di omertà e complicità. Sono casi isolati e marginali.

Direi che sono più atti compiacenti di bullismo. Solitamente invito gli studenti a stare accanto a chi si comporta da bullo, perché proprio lui ha bisogno degli altri. In una scuola superiore in Romagna, tempo fa, i giovani inneggiavano alla camorra e agli omicidi. La preside mi contattò e incontrai le classi dove esaltavano il crimine. Riuscii a far comprendere loro che si sbagliavano. Alla fine della lezione in tanti mi abbracciarono. È necessario avere degli incontri con i giovani, al fine di far capire dove sta il bene e il male.

Può dirci di più del film su di lei che si sta girando in Romagna? «È un film per le scuole, che racconta la mia vita da ragazzo e da poliziotto. C’è una breve apparizione di una delle mie 5 nipotine, ci sono i miei figli, un carabiniere e un poliziotto. Piacerà tantissimo a voi studenti».

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