ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC Govoni di Ferrara (FE) - 4B

A lezione tra re, regine e pedoni. La mossa giusta dei giovani reporter

Gli alunni della classe 4ª B della scuola Govoni raccontano la loro grande avventura sulla scacchiera Ecco la cronaca della loro partecipazione ai laboratori speciali promossi dal Circolo Scacchistico Estense

Appuntamento di fronte alla scacchiera con il re in scacco matto e la regina in azione. Gli alunni della classe 4ª B della scuola Govoni di Ferrara partecipano ai laboratori speciali del Circolo Scacchistico Estense.

Dimenticate il calcio, i canestri o le corse nei corridoi. L’ultima grande passione della 4^B non fa sudare, non richiede scatti da atleti e non provoca ginocchia sbucciate.

Qui si allena un altro muscolo: il cervello. Parliamo degli scacchi, un gioco antico e affascinante che, grazie ai laboratori del Circolo Scacchistico Estense, è entrato nelle nostre mattinate trasformandole in un momento silenzioso, pieno di concentrazione e sorprendentemente emozionante

Appena si sistemano le scacchiere, cala un silenzio quasi magico.

La maestra, abituata al chiacchiericcio continuo della classe, a volte lancia uno sguardo sospettoso: “Tutto bene?”. Sì, tutto benissimo.

Stiamo solo cercando la mossa perfetta, quella che potrebbe cambiare il destino della partita. C’è chi osserva i pezzi come un detective che analizza una scena del crimine, chi stringe le labbra per la concentrazione e chi, con aria da comandante consumato, muove un pezzo con la sicurezza di un generale… salvo poi scoprire di aver aperto la strada all’attacco avversario. I maestri del Circolo Scacchistico Estense ci guidano passo dopo passo: ci insegnano a riconoscere le aperture più famose, a non sprecare i pezzi, a proteggere il Re come fosse un tesoro prezioso. Ci mostrano che ogni partita è una storia diversa, fatta di scelte, rischi e colpi di scena. E soprattutto ci ricordano che negli scacchi non vince sempre chi è più veloce, ma chi sa osservare meglio.

Il vero eroe della scacchiera, però, è il Pedone. Piccolo, lento, senza possibilità di tornare indietro. È il soldatino che avanza mentre i pezzi più importanti restano al sicuro.

Eppure, proprio lui custodisce il segreto più incredibile: se arriva in fondo alla scacchiera, si trasforma in una Regina. Un cambiamento che sembra uscito da una fiaba. È la rivincita dei piccoli, la dimostrazione che anche chi parte svantaggiato può ribaltare la partita. Il Cavallo è il ribelle del gruppo. Non va dritto, non segue linee, non rispetta regole geometriche. Lui salta.

Fa percorsi strani, imprevedibili, e quando meno te lo aspetti compare accanto a un tuo pezzo e… zac, lo cattura. È quello che manda in crisi anche i giocatori più sicuri. Il Re, pur essendo il pezzo più importante, è anche il più attaccabile.

Avanza piano, un passo alla volta, e spesso si rifugia dietro le Torri come un nonno che cerca la poltrona più comoda. Quando finisce sotto scacco, tutti trattengono il fiato.

E quando arriva il temuto “Scacco Matto!”, la partita si chiude tra esultanze, sospiri e richieste continue di rivincita. Abbiamo scoperto un’altra cosa: giocare a scacchi non significa solo ’vincere’. Significa imparare a perdere con eleganza, a non arrendersi, a riprovare. Significa capire che ogni errore è un’occasione per migliorare. E che la pazienza, la calma e la capacità di prevedere le mosse dell’avversario sono abilità che servono anche fuori dalla scacchiera. Abbiamo imparato a rispettare il turno e a non toccare i pezzi senza motivo. Abbiamo scoperto che esistono tornei, campionati, campioni giovanissimi che hanno iniziato proprio come noi: con una scacchiera, un avversario e tanta voglia di mettersi alla prova. Grazie ai laboratori del Circolo Scacchistico Estense, stiamo scoprendo che la logica e la fantasia possono stare insieme, che la strategia può essere divertente e che la concentrazione può diventare un superpotere. Ogni partita è una storia nuova, un’avventura fatta di intuizioni, sorprese e piccoli trionfi personali. E allora, compagni di classe, lucidate le Torri e raddrizzate gli Alfieri! La prossima mossa spetta a voi. Chissà: forse il prossimo campione di scacchi nascerà proprio qui, tra i banchi della nostra 4^B.

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