ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

Scuola Secondaria di I grado Galileo Galilei di Massenzatico (RE) - 3E, 3F

La violenza contro le donne Le insidie sull’uso del digitale

La scuola media Galileo Galilei di Massenzatico riflette sui rischi legati alla piaga dei femminicidi «Non bisogna mai cadere nelle trappole dei messaggi che chiedono di mandare semplici foto»

«Con la violenza puoi uccidere colui che stai odiando, ma non uccidi l’odio. La violenza aumenta l’odio e nient’altro», queste sono le parole di Martin Luther King, che esprime la sua disapprovazione nei confronti della violenza. Al giorno d’oggi accadono episodi di crudeltà sempre più frequenti: violenza domestica, verbale, psicologica, bullismo, femminicidi, revenge porn e guerre. Il 25 novembre ogni anno si celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ed è un tema che ci fa sempre molto riflettere. Infatti quest’anno in occasione di quella giornata ne abbiamo parlato in tutte le classi come attività di educazione civica. La violenza contro le donne, ad oggi, purtroppo è molto diffusa e si può definire tale quando un uomo abusa di una donna, quando ci sono atti sessuali senza il consenso della donna, stupri, molestie verbali o violenze subite sul proprio corpo.

Poi c’è anche la violenza domestica che è l’abuso fisico e psicologico tra persone conviventi. Certi uomini usano la scusa di aver visto la donna vestita in modo troppo scollato, ma se un uomo è sano di mente non lo fa, quindi non è colpa della donna ma dell’uomo. Un fenomeno di ricatto che si sta diffondendo è il revenge porn, fenomeno a nostro parere troppo poco discusso. Si tratta di un esempio di violenza digitale, dove l’aggressore condivide contenuti privati e intimi della vittima sui social senza il suo consenso. L’intenzione è punire e umiliare la vittima per uno scopo di vendetta, ad esempio dopo la rottura tra due persone che prima stavano insieme.

Le vittime di revenge porn sono maggiormente donne: infatti il 90% dei casi riguarda le donne, contro il 10% degli uomini. Questa oppressione psicologica è molto grave, infatti più della metà delle vittime contempla il suicidio. In Italia le vittime sono più di due milioni, dimostrando come questo fenomeno di vendetta si stia diffondendo sempre più velocemente nelle fasce d’età più giovani. Questi dati ci aiutano a capire quanto sia importante non cadere in queste trappole e non farci corrompere da un semplice «mi mandi una fotina?». Anche a scuola abbiamo riflettuto sui rischi collegati all’uso del digitale e alla necessità di fare sempre molta attenzione quando si decide di condividere qualcosa.

Tutti questi episodi accadono ogni giorno nel mondo. L’unico modo che abbiamo per combattere queste ingiustizie è quello di continuare a lottare per la giustizia ed avere il coraggio di parlarne.

Se ognuno di noi, invece di provare a risolvere i propri problemi alzando le mani, il che non porta a nessuna conclusione ma ha come risultato soltanto quello di aumentare la violenza, alzasse la voce per protestare, forse riusciremmo a vincere insieme la violenza e l’odio.

Classi III E e III F

 

Il primo caso di Dca (Disturbo del Comportamento Alimentare) fu diagnosticato nel 1689 dal medico inglese Richard Morton.

In diverse culture, il pasto ha assunto diverse funzioni, tra cui quella di favorire la socializzazione e rafforzare il senso di appartenenza a un gruppo. In Italia, l’anoressia e la bulimia sono tra le principali cause di morte nelle ragazze sotto i 14 anni.

Questo dato ha sorpreso l’opinione pubblica e ha portato l’attenzione su questi disturbi. Nel mondo, 70 milioni di persone soffrono di Dca, di cui 3 milioni solo in Italia. In Italia, l’8-10 per cento delle ragazze soffre di anoressia, mentre la percentuale scende all’1% per i ragazzi. Negli Usa, i casi aumentano fino a interessare il 9,5 per cento della popolazione. I disturbi alimentari più comuni sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating). Dal punto di vista fisico, la malnutrizione può causare danni permanenti ai tessuti dell’apparato digerente, gravi problemi cardia-ci, al fegato e ai reni, problemi al sistema nervoso (con difficoltà di concentrazione e memoria), danni al sistema osseo (con aumento del rischio di fratture), blocco della crescita ed emorragie interne. Un caso famoso è quello dell’attrice Angelina Jolie. La prima volta ha avuto problemi alimentari nel 2007, subito dopo la morte della madre, scomparsa a soli 56 anni a causa di un cancro. Angelina non ha retto al dolore e ha riversato le sue emozioni sul cibo.

Classi III E e III F

 

Quasi tutte le scuole medie di Reggio Emilia hanno partecipato all’evento «Party in Sicurezza», organizzato alla discoteca Italghisa. L’evento è stato organizzato il 27 novembre scorso, con la partecipazione delle forze dell’ordine, il 118 e la protezione civile. «Party in Sicurezza» si è svolto all’Italghisa, perché gli organizzatori hanno pensato che una discoteca fosse il posto più adatto per questa iniziativa: per mettere in guardia i ragazzi dai rischi che in questi luoghi si possono incontrare. Lo scopo di questa uscita è stato infatti quello di far capire ai ragazzi i rischi dell’assunzione di sostanze stupefacenti, dell’abuso di alcol e fumo, e l’importanza della sicurezza stradale. I ragazzi hanno visto come agiscono le forze dell’ordine in caso di incidente e hanno incontrato una persona che ha raccontato la sua testimonianza.

Classi III E e III F

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