Fenicotteri e granchi sulle pareti. Così i murales raccontano la città
I giovani cronisti dell’istituto comprensivo di Comacchio presentano il loro reportage sulla street art I ragazzi della scuola Zappata si sono anche cimentati con lo stile dell’intervista. Protagonista un artista
Ecco in campo i giovani cronisti della 1 C del comprensivo di Comacchio Zappata. I reporter sono guidati dal prof Leonardo Romani.
Comacchio, la Street Art che racconta la città e la sua identità lagunare Dal 2018 Comacchio ospita il Manufactory festival che, anno dopo anno, è diventato un appuntamento atteso. L’iniziativa, ideata da Riccardo Buonafede e organizzata insieme all’associazione Spazio Marconi guidata da Piparo Antonello, ha trasformato diversi angoli della città in un percorso artistico diffuso, capace di dialogare con il territorio e con la sua storia. Non si tratta solo di decorazione urbana, ma di un progetto culturale che intreccia creatività, memoria e rigenerazione. Il festival nasce in parallelo alla realizzazione dello skate park, luogo simbolico per molti giovani comacchiesi. La scelta non è casuale: la cultura skater e quella dei graffiti condividono da sempre un linguaggio comune fatto di libertà e movimento. A Comacchio questo legame si è tradotto in un ambiente vivo, dove sport e arte convivono e si alimentano a vicenda. Gli artisti invitati, provenienti da tutto il mondo, hanno scelto di raccontare la città attraverso immagini che ne esaltano l’identità. Molti murales raffigurano le valli e la fauna che le abita: l’anguilla, simbolo gastronomico e culturale e i fenicotteri rosa, ormai presenza stabile ed affascinante. Le opere non si limitano a rappresentare la natura, ma invitano a riflettere sulla sua tutela, trasformando i muri in messaggi visivi immediati e potenti. Non manca il riferimento alla storia più antica. Un graffito raffigura un’anfora etrusca, realizzata in onore della nascita del Museo del Delta Antico. L’opera crea un ponte tra passato e presente, dimostrando come la Street Art possa diventare un mezzo efficace per avvicinare anche i più giovani al patrimonio archeologico del territorio. Il festival svolge un ruolo importante nella rigenerazione urbana. I muri dipinti restituiscono vitalità a zone poco frequentate. A Comacchio ogni intervento è pensato in relazione alla laguna, alla sua storia e alle sue tradizioni. Oggi il percorso di Street Art rappresenta una di mappa emozionale della città: un racconto visivo che unisce natura, memoria e contemporaneità. Un progetto che continua a crescere e che dimostra come l’arte, quando nasce dal territorio e per il territorio, possa diventare strumento di identità e partecipazione.
Risposte di Riccardo Buonafede A che età ha iniziato a fare i murales? Da ragazzino come voi, avevo 12 anni. All’inizio erano prove, esperimenti, scritte fatte sul diario di scuola fatte di nascosto durante le lezioni.
Ma già allora sentivo che quel gesto, aveva qualcosa di liberatorio.
Quando è diventata una passione? La passione è esplosa qualche anno dopo, quando ho capito che disegnare non era solo una forma d’ arte, ma un modo per parlare ed esprimere concetti ed emozioni, ho capito che non stavo solo disegnando.
Che tipo di studi ha fatto? Dopo le medie ho studiato al Dosso Dossi di Ferrara, ma la mia vera scuola è stata la pratica quotidiana e la curiosità.
Suo figlio ha ereditato la passione? Direi di sì, è cresciuto tra colori e bombolette. Ha un suo modo di vedere il mondo, e questo mi piace.
Se un giorno vorrà continuare, sarò felice; se farà altro, lo sarò lo stesso.
L’opera a cui è legato di più? Difficile scegliere. Un artista solitamente non ama commentare o giudicare le proprie opere o farne una classifica, sono come figli.
Il suo primo graffito? Una disegno semplice, dedicato all’ altra mia passione: la musica. Tecnicamente nulla di speciale, ma per me è stato un rito di passaggio.
Ha mai pensato di aprire una scuola di graffiti ? Difficile da realizzare, la street art non può essere rinchiusa dentro a quattro mura, ma spesso mi è capitato di poter entrare nelle scuole per progetti legati all’ arte e alle emozioni che esse riesce a comunicare. Magari un giorno accadrà.
Classe 1 C Istituto comprensivo Comacchio – Zappata prof Leonardo Romani Abouel Enein Hasan MOhamed Salah Ahmed, Braian Bellotti, Melissa Ben Feguira, Matteo Boccali, Yosmany Bocchi, Cecilia Cavalieri, Leonardo Cavallari, Sarah Felletti, Francesco Ferioli, Ginevra Fogli, Mattia Jimmy Mantovani, Ettore Mari, Eva Mercuri, Selma Ginevra Mizin, Stefano Guido Pandolfi, Plonska Mila, Modou Seck, Nelly Takiyakwaa, Elena Tonnicchi, Federico Zarattini