ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC Ponte sul Marecchia di Verrucchio (RN) - 1C, 3C

La popolazione afroamericana. e la battaglia per i diritti civili

I ragazzi hanno lavorato al progetto ‘Che razza di storia’ Da Martin Luther King a Ruby Bridges, ecco le persone che si sono battute nel corso degli anni

«Che razza di storia» è il progetto a cui abbiamo lavorato insieme alla nostra docente di italiano. Dopo la lettura di alcuni libri in classe, abbiamo ragionato insieme e abbiamo capito che il filo conduttore era il razzismo subito dalla popolazione afro-americana e ne abbiamo ricostruito la storia. Uno dei libri che abbiamo letto, «John della notte», parla della schiavitù e dello sfruttamento degli afroamericani. Questa situazione continua, anche dopo l’abolizione formale della schiavitù, con le leggi Jim Crow, che imponevano la segregazione razziale. Basate sull’idea «separati ma uguali», servivano in realtà a mantenere la discriminazione e la supremazia bianca. Furono abolite con il movimento per i diritti civili nel 1964. Abbiamo incontrato le storie di alcuni personaggi che hanno avuto un forte impatto sulla lotta per i diritti civili: M.L. King, Rosa Parks, Claudette Colvin e Ruby Bridges.

In particolare ci ha colpiti la storia di Ruby Bridges, la prima bambina nera a frequentare una scuola per bianchi dopo l’integrazione.

All’inizio per lei fu molto difficile perché doveva essere scortata dagli agenti federali fino a scuola dove subiva le proteste dei bianchi che non la volevano. Grazie all’aiuto della sua insegnante Ruby portò a termine l’anno nonostante tutte le difficoltà. La lotta per i diritti civili non è stata combattuta solo in ambito politico, ma anche in quello sportivo: Tommie Smith e John Carlos hanno lottato duramente sia in pista sia per i diritti civili e, nel 1968, durante le Olimpiadi in Messico nel momento della premiazione, i due hanno alzato il pugno guantato, gesto che significa stop al razzismo.

Questo costò loro la fine della carriera sportiva e il ritiro delle medaglie, ma non se ne pentirono mai.

Così abbiamo percorso la storia del razzismo e questo ci ha fatto riflettere anche su quello che è accaduto negli Stati Uniti con l’I.C.E, un’agenzia federale incaricata di far rispettare le leggi sull’immigrazione del paese. Ciò che si è verificato è un abuso di potere: blitz sui luoghi di lavoro, arresti nelle strade, irruzioni nelle case e violenze verso cittadini con origini straniere.

Questa situazione sembra riportarci indietro nel tempo e ci fa capire quanto ancora conti il colore della pelle. Tutti i personaggi citati prima ci danno un grande esempio di persone che hanno combattuto per i loro diritti e per i propri sogni. Da soli, però, non ce l’avrebbero fatta, perciò tutti dobbiamo fare la nostra parte.

Classe III C

 

Quando parliamo di social come Tik Tok, Instagram o Facebook si pensa ai limiti di età per i ragazzi. In alcuni paesi stanno aumentando: l’Australia ha imposto il limite più severo, cioè 16 anni. In Italia attualmente l’accesso è vietato ai minori di 13-14 anni. Ma siamo sicuri che basti? Molti falsificano l’età e, con la verifica facciale semplicemente usano il viso di amici più grandi, ingannando facilmente il sistema. I pericoli per i ragazzi che usano i social sono vari: cyberbullismo, commenti violenti, contenuti inadatti a minori di 18 anni, furto dei dati personali. Alcuni di questi possono essere fatali come ad esempio le challenge pericolose. Per noi i divieti non stanno funzionando: sarebbe meglio dedicare tempo a scuola all’uso corretto dei social e i gestori dei social potrebbero migliorare i controlli e inserire blocchi per farli diventare un posto sicuro anche per noi minori.

Lilia, Lorenzo, Gioele, Jacopo, Matilda, Arianna, Flavia I C

 

Le strade possono essere molto pericolose. Parliamo del nostro caso più vicino: la via principale, la Statale Marecchiese.

Pensate che solo nel 2025 ci sono stati quasi 70 incidenti, di cui tre mortali. Tra questi ultimi, una ragazza di appena 18 anni, morta a dicembre andando a scuola con lo scooter insieme alla sua amica, che è rimasta gravemente ferita. La Marecchiese è stata definita «maglia nera» a causa dell’elevata incidentalità e della scarsa sicurezza strada-le: è una delle strade più pericolose della provincia di Rimini.

In una strada così trafficata si potrebbero aggiungere delle regole per renderla più sicura. Tra le opzioni, si possono mettere dei limiti di velocità adeguati, insieme ai velox e ai dossi. I controlli della Polizia Locale nel 2024-2025 hanno confermato che l’eccesso di velocità è una delle cause principali dell’aumento del numero di feriti. Inoltre, per far attraversare le persone in sicurezza, si possono costruire dei sottopassaggi pedonali e ponti sopraelevati o aumentare i semafori per i pedoni.

Poi, aggiustare le buche più pericolose, aggiungere piste ciclabili larghe e anche delle arterie alternative per il passaggio dei mezzi più pesanti. Sappiamo però che a volte la cosa più importante resta sensibilizzare le persone che guidano le auto a fare più attenzione e a essere più responsabili, perché è giusto che i cittadini si sentano sicuri e tranquilli nel loro paese.

Iris, Maddalena, Martina Classe I C 

Votazioni APERTE
Chiusura votazioni 24/04/2026 ore 23:59
0

Per votare è necessario registrarsi al sito e accedere
È importante sapere che si può votare la stessa pagina solo 1 volta al giorno.

Pagina in concorso

20260409 c rim 12 pdf image