Giornata mondiale della terra. Il suo futuro è nelle nostre mani
Gli studenti della 2ª B analizzano, in termini ecologici, la filiera produttiva. E di come, se fatta in maniera sbagliata, sia molto dannosa per l’ambiente
Il 22 aprile prossimo sarà la Giornata mondiale della Terra, una giornata dedicata all’ambiente e alla protezione del pianeta. La prima edizione della Giornata della Terra venne organizzata nel 1970, negli Stati Uniti. Questa è nata anche in seguito al 28 gennaio 1969, data di un incidente successo su una piattaforma petrolifera in California.
Oltre dieci milioni di litri di petrolio grezzo si riversarono nell’Oceano formando una chiazza gigante.
Le persone furono prese da una sensazione di sconforto e sconcerto per colpa degli effetti negativi sull’ambiente. E quindi ci fu un gruppo numeroso di persone che decise anche di partecipare alla manifestazione del 22 aprile.
In seguito molti Paesi decisero di per sensibilizzare alla tutela dell’ambiente. La nostra scuola si impegna molto a educare noi studenti alla salvaguardia del nostro pianeta perché il suo futuro è nelle nostre mani. La scuola invita anche esperti che approfondiscono ulteriormente la nostra conoscenza su argomenti come il riciclo, l’economia circolare e l’inquinamento e ci fa partecipare annualmente anche a gare e progetti su questi argomenti. Nel corso di quest’anno scolastico abbiamo parlato in particolare della filiera produttiva e dell’impatto di questa sulla nostra vita e su quella della Terra. La filiera produttiva è un processo con cui si trasformano le materie prime in prodotti finiti che arrivano in commercio e include diverse fasi che sono: produzione, trasformazione in prodotto, imballaggio, trasporto e vendita.
Parliamo di filiera produttiva perché non tutte le aziende produttrici rispettano il territorio e la salute del nostro pianeta, per questo dobbiamo imparare anche con i nostri piccoli gesti a fare la differenza. La fase di produzione è importante per l’ambiente perché se fatta in maniera sbagliata può essere molto dannosa. Spesso le aziende usano concimi, fertilizzanti e mangimi dannosi per l’ecosistema. Noi non possiamo agire a riguardo, però possiamo affidarci a piccoli produttori che usano metodi ecosostenibili.
Poi c’è il trasporto, un altro passo cruciale per avere una filiera “green”. Capita molto frequentemente che il prodotto di cui noi usufruiamo provenga da Paesi esteri e quindi abbia bisogno di trasporti molto elaborati che sfruttano l’utilizzo di diversi mezzi che inquinano l’ambiente. E noi per evitare questo dobbiamo cercare di comprare prodotti a chilometro zero. Infine prima di essere venduto il prodotto deve essere imballato.
Da parecchio tempo si discute su quale sia l’imballaggio più sostenibile, però non esiste un vero imballaggio più “green” dell’altro ma la cosa importante è la modalità di riciclo perché se li ricicliamo bene l’impatto sull’ambiente sarà positivo.
Classe 2ª B
Durante quest’anno scolastico abbiamo trattato dell’importanza della raccolta differenziata e dell’economia circolare. L’economia circolare, a differenza dell’economia lineare, aiuta l’ambiente, perché gli oggetti dopo essere stati prodotti ed usati vengono riciclati e da lì ricomincia la loro vita. Inoltre aiuta più l’ambiente perché per fabbricare oggetti si usano molte risorse e energia e l’aria viene inquinata. Praticare la raccolta differenziata è quindi importante per il riuso e per evitare l’inquinamento. Secondo il report «Sulle tracce dei rifiuti» di Marche Multiservizi, nei territori serviti nel 2024 è stato riciclato il 57% di carta, verde, organico, plastica, vetro, legno, ferro e metalli presenti nei rifiuti dei cittadini. Potremmo fare di più conoscendo qualche regola, per esempio non buttare nella carta: carta oleata o da forno, carta pergamena e da parati, fazzoletti usati.
Classe 1ª B
In occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, abbiamo cercato nel nostro percorso di letteratura di conoscere più da vicino la figura di questo piccolo- grande uomo e di interpretare le parole delle sue opere in chiave contemporanea. Attraverso i versi del Cantico delle Creature abbiamo analizzato l’attuale e delicata relazione tra uomo e natura, le problematiche che affliggono l’ambiente e individuato la presenza di obiettivi sosteni-bilicontemplatinell’agenda2030 e che oggi sono parte integrante dell’educazione per la difesa dell’ambiente: biodiversità, acqua, clima ed economia circolare.
Siamo tornati indietro di centinaia di anni per leggere il presente e guardare al futuro. San Francesco amava e proteggeva la natura, il paesaggio e gli animali al punto tale che può essere a ragione definito il primo ambientalista della storia dell’uomo. Il suo “Cantico delle Creature” è infatti una famosa lode alla natura; è un grande esempio di amore per Dio e per il prossimo.
Per lui il mondo non è un oggetto da sfruttare o un ammasso di materia inerte, ma un bene prezioso da difendere ad ogni costo. Francesco d’Assisi è una figura che ha operato una rivoluzione culturale e spirituale che, dopo otto secoli, continua ad affascinare e influenzare non solo i credenti ma anche i laici di tutto il mondo.
classe 2ª A