«Il giornalista non ha timori». «Fumetti e libri sono nutrimento»
Roberto Damiani, storico cronista del ’Carlino’, spiega i segreti del mestiere ai ragazzi della Pirandello. Dall’intervista alla regina Maria José del Belgio allo scoop su Melania Rea
Quando è nata la sua passione per il giornalismo? Cosa lo ha ispirato a diventare un giornalista? «Intorno ai 14/15 anni, età in cui scrivevo la cronaca delle mie partite di calcio e le appendevo nei bar del paese. È importante, alla vostra età, sviluppare una passione per qualcosa: è come una melodia che si sente in sottofondo e a cui bisogna prestare ascolto».
Qual è il primo articolo che ha pubblicato? In quale quotidiano? «A 19 anni, sul settimanale ’Cronaca 80’ grazie al giornalista Alvaro Coli. Poco dopo ho iniziato con il Resto del Carlino, assunto all’età di 26 anni. Ho collaborato anche con altri giornali, tra cui Il Messaggero, e ricoperto il ruolo di radiofonico a Radio Urbino Montefeltro.
In seguito, ho lavorato presso l’emittente locale Tele2000.
Ha mai intervistato un personaggio famoso? «Sì, avevo circa 22 anni e collaboravo con Il Messaggero. Una sera alle 21 ricevetti una chiamata da Roma. Il giornale mi informò che la regina Maria José del Belgio era appena arrivata a Urbino e mi incaricò di intervistarla. Mi precipitai all’Hotel e chiesi al receptionist di poterla incontrare. Non fu facile superare le sue resistenze, ma decisi di insistere e alla fine la spuntai: d’altronde, fare giornalismo significa non avere paura di niente».
Qual è stato il suo più grande scoop? «Era il 2011. Fui inviato a Somma Vesuviana per assistere al funerale di Melania Rea: avevano bisogno di un cronista di giudiziaria che ricostruisse i fatti. Mi ritrovai al cimitero a parlare con il padre della vittima e in quell’occasione mi rivelò, per la prima volta, che sospettava del genero. La notizia ebbe una risonanza mediatica talmente ampia che una nota trasmissione televisiva fece interpretare a due attori la conversazione avvenuta tra me e il signor Rea».
Qual è stata la notizia più bella e quale quella più brutta? Il Resto del Carlino di Pesaro ha sempre accolto il racconto di drammi familiari. Mi ricordo di quando una signora tunisina venne a farci visita: aveva due figli, aveva perso la casa e non aveva lavoro. Pubblicammo la notizia e subito almeno quattro lettori le offrirono un tetto; un altro, invece, la fece lavorare».
Che tipi di letture la ispirano? «Per chi fa questo mestiere, la lettura non deve mai essere circoscritta. Sono un grande appassionato di Simenon, di cui apprezzo la scrittura semplice e i periodi brevi. Non bisogna poi tralasciare i fumetti, che alimentano il serbatoio della fantasia».
Le capita spesso di andare nelle scuole? «In realtà, non mi succede quasi mai di incontrare ragazzi della vostra età. Di solito partecipo a convegni destinati a professionisti o mi rivolgo agli studenti della Scuola di giornalismo di Urbino».
La mia prima esperienza Erasmus a Cracovia, in Polonia è stato un viaggio che mi ha permesso di imparare molto, sia a livello scolastico che sociale.
Ho scoperto curiosità sulla Polonia, fatto nuove amicizie e consolidato legami storici.
Il primo giorno ero eccitata ma impaurita, essendo la prima volta senza famiglia; poi mi sono sentita sempre più felice, fino all’ultimo giorno, divisa tra la tristezza della fine e la gioia del ritorno a scuola in Italia. L’esperienza nella scuola di Zagorje è stata stupenda e tutti i ragazzi e gli insegnanti sono stati gentili e accoglienti nei nostri confronti.
Devo dire che dopo questa settimana ritorno arricchito sotto tutti i punti di vista: emotivo perché ho potuto socializzare con ragazzi stranieri e rafforzare i legami con quelli che già conoscevo; culturale in quanto ritorno da questa esperienza consapevole che non in tutti i Paesi europei hanno gli stessi tipi di culture e tradizioni.
Ringrazio l’Istituto Pirandello per questa opportunità del progetto Erasmus+. Sabato 18 aprile torniamo a casa dopo aver vissuto momenti magici, come il giro in traghetto e la festa a scuola. È stata un’esperienza indimenticabile: una stella, nel cielo notturno, che non si spegne mai.
Gruppo Erasmus 2026, Secondaria Pirandello
Il 29 marzo ci siamo svegliati con l’adrenalina in corpo. Il motivo? Era la giornata della gara di ballo. Con la scuola infatti abbiamo partecipato al progetto “Olimpiadi della danza” accompagnati dall’istruttrice Laura Lanci che, per dieci lezioni, ci ha guidato alla scoperta dell’hip-hop. C’erano tante scuole che partecipavano, soprattutto medie e superiori. Il Pala Megabox era enorme e gremito di persone. La nostra coreografia era spettacolare, con capriole in aria, rondate e ruote senza mani. Sono scoppiati gli applausi generali del pubblico e noi eravamo già famosi.
Al termine della gara siamo risultati vincitori e ci hanno premiato con la coppa più prestigiosa.
Ci siamo abbracciati e abbiamo saltato tutti insieme. È stata un’esperienza fantastica e memorabile.
Ora parteciperemo alle nazionali che si terranno il 10maggio.Bologna,aspettaci, arriviamo!
5B e 5C, Primaria Rodari maestre Milena Moroni, Sandra Tonelli