Consiglio comunale dei ragazzi, un’opportunità per crescere
L’esperienza all’interno del progetto voluto dal Comune: generazioni diverse collaborano tra loro, facendo emergere il proprio punto di vista
Il nostro istituto ci ha offerto l’opportunità di partecipare agli incontri del Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi, un’iniziativa nuova che il Comune di Rimini ha realizzato per noi giovani, che siamo stati invitati così a dare il nostro contributo alla vita della città.
Prima sono stati eletti i rappresentanti di ciascuna classe che, tutti insieme, hanno dato vita alla Consulta degli studenti. Tra questi sono poi stati scelti i quattro consiglieri (oltre a me: Federico Gianfreda, Serena Giondi e Davide Vallorani) che partecipano al Consiglio comunale.
È un’opportunità unica per conoscere il punto di vista dei giovani che vivono la città, spesso in modo diverso dagli adulti, e trovo che sia molto importante la collaborazione tra generazioni diverse.
Il primo incontro in Comune è stato dedicato alla presentazione di ciascuno di noi e dei vari progetti messi a punto da diversi Istituti. Inizialmente non è stato molto semplice esprimersi davanti a persone che non conoscevo, ma pian piano, facendo qualche piccolo sforzo, sono riuscita a esporre le mie idee liberamente.
La proposta della nostra scuola prevedeva l’organizzazione di una giornata in cui gli studenti si sarebbero riuniti per effettuare la raccolta dei rifiuti in spiagge e nei parchi comunali. È piaciuta ed è stata adottata e realizzata lo scorso 10 aprile, per la Giornata del mare.
Nonostante l’impegno richiesto, la possibilità di rappresentare le idee dei ragazzi della scuola Bertola mi ha motivata: il risultato finale è stato molto interessante e divertente grazie all’organizzazione di attività realizzate sotto forma di gioco, e alla possibilità di conoscere altri ragazzi che, nonostante vivano nella nostra stessa città, hanno necessità e idee leggermente differenti in relazione alla zona in cui vivono e agli spazi che frequentano abitualmente.
Questo progetto mi ha aiutato da molti punti di vista, come a superare la timidezza e a ragionare per trovare delle soluzioni, data l’importanza della partecipazione di ogni consigliere. Durante gli interventi, ho avuto anche modo di vedere come gli altri affrontavano le proprie paure e insicurezze e devo dire che mi ha fatto sentire compresa, perché eravamo tutti ragazzi che, nonostante i loro limiti personali, cercavano di dare il loro meglio.
Per questo lo consiglio vivamente ai miei coetanei di sfruttare l’opportunità offerta dal Comune di Rimini di essere ‘cittadini attivi’, che si impegnano per il bene comune, diventando sempre più consapevoli dei problemi e dei punti di forza della nostra meravigliosa città.
Anna Benzi III E
Oggi il mondo ha bisogno di noi giovani, siamo noi il futuro! Mi sono stancato di sentire gli adulti che parlano di guerra, di politici che non vogliono migranti in Italia, che negano i problemi climatici, che non vogliono dare il giusto spazio a noi ragazzi.
Ho solo 12 anni, non posso risolvere tutti questi problemi e limitarmi a criticare, però posso aiutare con dei piccoli gesti quotidiani, come non lasciare il rubinetto aperto mentre lavo i denti; tenere spenta la luce e alzare le serrande; non sprecare il cibo della colazione; non usare la macchina, ma preferire la bicicletta o l’autobus; avere cura del materiale scolastico e fare ogni giorno la raccolta differenziata, a scuola e a casa… Presto però sarò un adulto e allora non basteranno più questi gesti piccoli ma importanti: dovrò pensare in grande, impegnandomi per la mia città, per l’Italia e per il mondo, studiando e lavorando.
Federico Rinaldi I B
Avete mai provato quella strana sensazione prima di una partita? Il cuore che batte forte, le mani un po’ sudate e lo sguardo che cerca i compagni di squadra. Che sia calcio, basket, pallavolo o rugby, lo sport di squadra è molto più di una semplice sfida per segnare un punto.
In uno sport individuale sei solo con il tuo talento e con i tuoi errori, ma in squadra la tua debolezza può essere coperta dalla forza di un amico: «Il talento vince le partite, ma il lavoro di squadra e l’intelligenza vincono i campionati», ha detto Michael Jordan, il grande campione di basket americano. E infatti, se tu non corri, ci sarà qualcuno pronto a correre anche per te.
Lo sport ci insegna la lezione più difficile: saper perdere.
Dopo una sconfitta è facile buttarsi giù, ma avere vicino qualcuno che ti dà una pacca sulla spalla rende tutto meno amaro.
Spesso pensiamo che lo sport serva solo a far bene al fisico, ma non è così. Certo, correre fa bene, ma lo sport di squadra allena soprattutto la nostra men-te. Quindi, non importa se non diventeremo tutti dei campioni, qualsiasi sia lo sport che pratichiamo. Quello che conta è che, grazie alla nostra squadra, stiamo imparando a non avere paura delle sfide, perché non le affronteremo da soli! Quindi, la prossima volta che scendete in campo, ricordatevi: passate quella palla! Perché la vittoria più bella è quella che si festeggia abbracciati.
Alessia Pierrettori, Giulio Lombardini, Tommaso Squarzoni II D