ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Franchini di Santarcangelo di Romagna  (RN) - 2A, 2I, 3E

La parola bullismo va sempre utilizzata in modo appropriato

L’istituto ha avviato con il professor Martino Colicchio un progetto di «educazione emotiva»: così si conosce il fenomeno e si impara a gestire le emozioni

La parola ‘bullismo’ viene spesso usata in modo inappropriato dai giovani di oggi. Quando parliamo di bullismo, parliamo di atti violenti che avvengono ogni giorno su qualcuno che viene colpito, aggredito e offeso da prepotenti che conoscono solo il linguaggio della forza sui più deboli, per sentirsi rispettati. Questa è una delle difficoltà da affrontare a scuola e produce danni incalcolabili per chi ne è vittima. Occorre, quindi, sottolineare che non si può usare in modo superficiale una parola così importante. Per contrastare questo fenomeno e creare un ambiente scolastico sereno, la nostra scuola media ha avviato da tempo con il professor Martino Colicchio un progetto di «educazione emotiva» destinato a tutti i ragazzi di prima media, per «creare gli anticorpi» contro questa malattia moderna.

In questo percorso si impara cos’è il bullismo, ma soprattutto si impara a riconoscere e a gestire le emozioni. Il momento più importante è il rito in cui tutti possono parlare senza sentirsi giudicati e non importa ciò che hai fatto, ma ciò che impari. Questo ha aiutato la nostra classe a sentirsi più unita e libera dal giudizio. Noi abbiamo preso molto seriamente questo percorso e per questo siamo diventati gli ambasciatori di un nuovo progetto chiamato ‘Peer Media Education’. Il progetto è rivolto ai bambini delle quinte elementari, e il suo scopo è portarli a riconoscere gli atti del bullismo e insegnare loro come prevenirlo. Per rendere possibile tutto ciò, ci siamo incontrati tre pomeriggi dopo scuola per preparare slide e attività da proporre ai bambini. Successivamente, in gruppi da tre siamo andati nelle varie scuole elementari della zona e abbiamo guidato i bimbi delle classi quinte in questo percorso educativo. I nostri docenti, Martino Colicchio e Maia Baldini, hanno deciso di utilizzare un approccio chiamato ‘peer to peer’, cioè abbiamo fatto lezione noi ragazzi, perché i bambini tendono a sentirsi più a loro agio e questo permette di migliorare la loro comprensione dei concetti.

I bambini si sono trovati in un ambiente rilassato dove si sentivano liberi di fare domande e di dare risposta alle loro curiosità senza la paura di sbagliare. Questo progetto non ha aiutato solo i bambini ad apprendere questo argomento molto delicato, ma ha aiutato tantissimo anche noi ragazzi a crescere personalmente, permettendoci di sviluppare nuove capacità come l’aiuto ai più piccoli e l’empatia.

Marco De Luca, Margherita Biavati, Sofia Diotallevi, Emma Miraka III EL

 

Su strada è obbligatorio prestare attenzione, perché quando ci si sposta nei luoghi pubblici può essere in gioco la vita di qualcuno. Può tornare utile la regola delle 3C. Compressione: bisogna conoscere il regolamento stradale per poter circolare.

Comportamento: quando si attraversa sulle strisce pedonali si deve guardare a destra e a sinistra, senza utilizzare il cellulare o altri dispositivi. Quando si è alla guida della bicicletta bisogna stare sulla destra e indicare la direzione in cui si svolta. È bene prestare attenzione in strada o sul marciapiede. Comunicazione: comunicare gli spostamenti è importante. Quando si guida si deve mettere la freccia per svoltare e, se si sosta per emergenza in spazi non autorizzati, è obbligatorio mettere le quattro frecce.

Rispettare queste regole può salvarti la vita.

Chiara Severini, Gianmarco Barducci, Biagio Capelli II A

 

Avete mai pensato di visitare Santarcangelo di Romagna ma non sapete da dove iniziare? Nel cuore del borgo si trovano le grotte tufacee: una «città sotto la città». Tutto il centro storico sorge su un reticolo di misteriosi ipogei, grandi spazi circolari, sale, nicchie e cunicoli. Sono ben 168 grotte, artificiali e scavate nell’argilla. Molte sono cantine per i vini, mentre cinque, le più antiche, sono divenute luogo di culto. Nella Seconda Guerra Mondiale sono state utilizzate per rifugiarsi e collegate tra loro per avere via d’ uscita. Un labirinto dal quale è impossibile non venire sedotti: il senso di mistero si percepisce ad ogni passo. Come una discesa agli inferi, la vista si oscura e il freddo gela le gambe. Le grotte celano storie di tesori nascosti, passaggi segreti e leggende. Si narra che la famiglia Malatesta avesse creato un labirinto sotterraneo per scappare in caso di assedio e che Sigismondo Malatesta le percorresse anche a cavallo. Si racconta che nelle grotte siano nascosti preziosi telai d’oro e che fuori da esse sia avvenuta la tragedia di Paolo e Francesca e che, nelle notti senza Luna, si aggiri la Dama Bianca, il fantasma di Francesca. Oggi le grotte simboleggiano la trasformazione. Sono teatro di varie iniziative: cortometraggi, letture, mostre, installazioni, concerti, degustazioni di vino. Le grotte sono aperte ad ogni visitatore che vuole scoprire un mondo fatto di storia e cultura.

Rebecca Bartolini, Sofia Faenza, Zoe Gennaretti II I

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