Settimana scolastica alternativa. Laboratori e un mare di iniziative
I ragazzi raccontano l’esperienza di quei giorni «Un biologo ci ha mostrato un serpente vivo e un’esperta ci ha introdotto alla felinoterapia»
«Alcuni dei nostri compagni preparavano le tute da sci e gli scarponi per la settimana bianca, noi rimasti a scuola ci chiedevamo: “E adesso? Ci annoieremo in classe?”. La risposta è stata un felicissimo no. È da poco finita la nostra Settimana Alternativa e, onestamente, tra laboratori creativi, sport e incontri speciali, non abbiamo avuto neanche un secondo per rimpiangere la neve». Alexander Muzikanti «Abbiamo partecipato a un laboratorio divertentissimo: una signora ci ha fatto seminare dei semi di basilico dentro un guscio d’uovo pieno di terriccio e poi abbiamo dipinto la scatola di cartone per tenerlo. È stato creativo, un po’ pasticciato… ma super divertente!» Luciana Barriga la Cunza, Medi Brachetta «Uno dei momenti più amati è stato il laboratorio con le donne di un’associazione dell’uncinetto. All’inizio sembrava difficilissimo far passare il filo nel gancetto, ma con la loro pazienza abbiamo scoperto che intrecciare fili colorati è quasi un superpotere. È stato un momento di relax e chiacchiere, proprio come nei vecchi circoli di una volta. E poi la lezione sui miti è stata davvero super interessante.
Una professoressa ci ha raccontato affascinanti storie dell’antica Grecia sulla metamorfosi, piene di dei e trasformazioni sorprendenti.
La parte più divertente è stata quando ci ha fatto interpretare i personaggi: sembrava di essere dentro il mito. Un laboratorio divertente è stato “Io e Giorgio Ciommei”, durante il quale abbiamo colorato un dipinto dell’artista tolentinate Ciommei utilizzando la tecnica del collage, che consiste nell’attaccare pezzettini di carta per riempire e decorare il disegno».
Nelvin Bardhi, Giorgia Elisei Le attività di questa settimana non sono state solo un’occasione per creare, ma anche per imparare cose importanti. «Abbiamo incontrato i volontari dell’Associazione italiana per la donazione di organi (Aido). Ci hanno spiegato quanto sia prezioso il dono e quanto sia importante prendersi cura degli altri.
È stato un momento molto profondo che ci ha fatto riflettere sulla bellezza della vita. Inoltre, abbiamo assistito al super mega “concerto riciclato”. Una musica incredibile suonata con strumenti davvero strani: tubi dello scottex trasformati in flauti, lattine diventate tamburi, bastoncini magici e altri oggetti salvati dalla spazzatura.
Sembrava quasi che il bidone dell’immondizia si fosse messo a fare una band. Ed è stato così bello che, oltre a divertirci un sacco, abbiamo capito quanto sia importante riciclare… perché anche le cose “da buttare” possono diventare qualcosa di fantastico». Roberto Altamura Poi è venuto un biologo a parlarci degli animali che vivono nei territori vicino a noi, descrivendoli come veri e propri supereroi dotati di abilità straordinarie. Con esempi curiosi e coinvolgenti, ha paragonato artigli, mimetismo e velocità a poteri degni dei fumetti. L’incontro sembrava già sorprendente, quando all’improvviso il biologo ha aperto una borsa di stoffa che aveva portato con sé e, con grande stupore di tutti, ne ha tirato fuori un serpente vivo e vegeto, lasciandoci senza parole. «Una lezione divertente e sicuramente rumorosa è stata quella di un professore di musica che ci ha mostrato moltissimi strumenti a fiato. Oltre a trombe e flauti, c’erano strumenti dalle forme e dimensioni bizzarre che, ci è stato spiegato, provenivano da Paesi lontanissimi». Massimo Neri Farroni «In palestra è arrivato un vero allenatore di basket. Tra palleggi, tiri a canestro e giochi di squadra, abbiamo sudato e fatto il tifo l’uno per l’altro. Non importava chi segnava di più, ma quanto correvamo insieme». Emmanuel Barco Arevalo Uno dei momenti più attesi della settimana è stato quello della felinoterapia. È venuta un’esperta a parlarci di questi animali fantastici e ha portato un gatto bellissimo.
Ci ha spiegato come si comportano i gatti, come possiamo “parlare” con loro e ci ha raccontato che ogni gatto ha una personalità tutta sua… proprio come noi. Ma il momento più top? Quando abbiamo potuto accarezzare il suo morbidissimo gatto… impossibile non sorridere». Giosuè Mozzi Due esperienze diverse, ma unite dallo stesso spirito: quello di scoprire, divertirsi e crescere insieme. Che fosse con un paio di sci ai piedi o con un gomitolo tra le mani… o persino davanti a un serpente in classe, abbiamo capito che ogni occasione può trasformarsi in un ricordo speciale.
Alla fine, siamo tornati tutti un po’ diversi: più uniti, più curiosi e con tante storie da raccontare. Perché non importa dove si impara, ma come lo si vive.
Noi delle classi prime, con i compagni delle seconde, abbiamo vissuto la nostra prima Settimana bianca, nel cuore della Val di Sole, in Trentino. Dopo un lungo e divertente viaggio siamo arrivati a Folgarida, dove ci ha accolti la neve.
Per molti di noi era la prima volta sugli sci. All’inizio sembravamo dei pinguini un po’ imbranati. Tra scarponi difficili da allacciare e sci che sembravano avere una vita propria, le cadute sono state tantissime. Ma la cosa più bella è stata che, invece di scoraggiarci, ci siamo aiutati a vicenda, tra una risata e l’altra. Le «lezioni» si sono spostate sulle piste. Con i maestri, abbiamo imparato a fare lo spazzaneve, le prime curve e, per i più esperti, a sfrecciare sulle piste nere. Le serate in hotel sono state il momento del vero divertimento. Senza genitori e con i compagni di camera, ci siamo sentiti dei piccoli adulti.
Abbiamo mangiato piatti tipici, fatto giochi da tavolo, partecipato a serate quiz e ballato durante la festa finale. Certo, i professori erano sempre all’erta per farci andare a dormire a un orario decente, ma anche loro in quei giorni sembravano più simpatici e rilassati. Peccato che, dopo cinque giorni di felicità tra amici, corse sugli sci e momenti indimenticabili, fosse già arrivato il momento di ripartire. Il viaggio di ritorno è stato molto più triste e silenzioso di quello dell’andata: c’era tanta nostalgia di quei giorni passati a ridere e a cadere a faccia in giù. Torniamo a scuola più stanchi, con qualche livido, ma con la valigia piena di ricordi. Abbiamo imparato che cadere fa parte del gioco, l’importante è rialzarsi sempre.