ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Antonio Fontanesi di Reggio Emilia (RE) - 1D, 3B

Ma cosa c’è davvero sulla luna? Ce lo ha raccontato… Astolfo

Intervista immaginaria della scuola media Antonio Fontanesi di Reggio al cavaliere di Ariosto «Quassù nella soffitta del mondo non c’è la guerra, tra le ampolle di Orlando quelle di tutti noi»

Tutti pensano che sulla Luna ci siano solo sassi e polvere grigia.

Ma io, grazie a un permesso speciale del professor Ariosto, ho fatto un viaggio incredibile a ritroso nel tempo in sella all’Ippogrifo, un animale magico tra un cavallo e un’aquila gigante. Sono andata a intervistare un cavaliere coraggioso: Astolfo. Appena atterrati, non potevo crederci. La Luna da vicino è grandissima, piena di laghi, fiumi e castelli, quasi come la Terra, ma molto più silenziosa. Lì ho incontrato Astolfo, che con la sua armatura lucida curiosava tra valli bianchissime che sembrano fatte di zucchero filato. «Ciao Astolfo» ho esclamato. «Ma cosa sono queste montagne di roba?» Lui mi ha sorriso: «Cara Emi, questa è la soffitta del mondo. Tutto quello che gli uomini perdono sulla terra finisce qui». Mi ha fatto fare un giro: non erano oggetti normali, ma cose ‘invisibili’. Poi siamo arrivati davanti a una montagna di ampolle di vetro.

«Questo è il senno», mi ha spiegato Astolfo, «cioè la capacità di ragionare bene. Gli uomini pensano di averne tanto, ma lo perdono per amore, per i soldi o per la fama».

Lui era lì per recuperare l’ampolla gigante di Orlando, il paladino impazzito per Angelica. Mentre cercavo, ho visto ampolle con i nomi di alcuni miei compagni di classe, e forse pure la mia! Tornata a casa, ero pensierosa. Ariosto voleva dir-ci che noi umani siamo pasticcioni: passiamo la vita a cercare cose inutili e dimentichiamo quelle importanti. Mi sono chiesta: se Astolfo guardasse bene nelle sue valli oggi, nel 2026, troverebbe cose ancora più strane di quelle immaginate da Ariosto.

Troverebbe valli piene di giga sprecati a guardare video che dimentichiamo dopo due minuti, like cercati sui social per essere approvati, gentilezza dimenticata finita in un angolo perché siamo sempre di fretta. La cosa più incredibile è che sulla Luna non c’è la guerra. La guerra sta solo sulla Terra. Noi quaggiù litighiamo per le ricchezze e trattiamo male il pianeta.

Lassù invece è tutto calmo, come se la Luna ci dicesse: «Ehi, guardate quanta roba state buttando via». Questo viaggio mi ha insegnato che non serve andare nello spazio per trovare il ‘senno’. Basterebbe usarlo ogni giorno. Invece di far finire i sogni e il tempo nelle valli lunari, dovremmo tenerceli stretti. La prossima volta che perdiamo la pazienza, pensiamo che quel pezzetto di noi sta volando verso l’ampolla di Astolfo. E riprenderlo è molto più difficile che perderlo.

Emanuela Classe I D

 

Mercoledì28gennaioscorso, la classe III B ha vissuto un’importante occasione di riflessione grazie all’incontro con Federica e Tommaso, volontari di Amnesty International.

Questa organizzazione non governativa, fondata nel 1961 dall’avvocato Peter Benenson, lotta quotidianamente contro le ingiustizie nel mondo mantenendo una rigorosa indipendenza e neutralità.

Attraverso video e racconti, gli studenti hanno approfondito il significato del loro simbolo: una candela avvolta nel filo spinato. Molto coinvolgente è stata l’analisi di casi reali; in particolare, il gruppo di Nicolò si è occupato di un uomo giapponese rimasto nel braccio della morte per cinquant’anni da innocente. L’incontro ha lasciato un segno profondo, trasmettendo il valore del motto: «È meglio accendere una candela che maledire l’oscurità».

Nicolò III B

 

Non capita tutti i giorni di intervistare l’uomo che ha inventato il Sacro Romano Impero. Incontriamo Carlo Magno ad Aquisgrana, avvolto tra le pellicce.

Maestà, cosa si prova per aver conquistato mezza Europa? «Datemi del Voi, non sono mica un vostro compagno di scuola.

Mi sono sentito orgoglioso, ma mai pienamente appagato. Il mio sogno era riunire l’antico Impero Romano. Mi è rimasta quella punta di insoddisfazione per i territori mancanti».

Sorprende il vostro italiano fluente, 1200 anni fa balbettavate un po’ di latino… 

«Beh, ci si aggiorna. Al giorno d’oggi esiste questo Google Traduttore, come lo chiamate voi.

Bisogna essere moderni, no?».

Moderni sì, ma il look sembra rimasto al Medioevo. Quelle pelli di lontra e martora non sono il massimo dell’igiene… 

«Dettagli. Vesto alla moda dei Franchi».

Che reggia così grande, lo spazio per la famiglia non manca. 

«Certamente. Figli? Ne ho avuti una ventina, forse trenta… a essere sinceri ho perso il conto».

E come facevate a gestirli «Per tenerli a bada ho allestito un vero zoo privato: leoni, puma, cammelli, perfino dei varani di Komodo e dei pinguini.

Ogni animale faceva praticamente da ’tata‘ a un figlio».

Passiamo alla dieta. Data la vostra statura leggendaria, dove prendevate le proteine? «Ho sempre amato arrosti e tacchini. Ma ammetto che questa vostra pizza è deliziosa».

Tommaso, Samuele, Willy e Diego I D 

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