ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Volponi di Urbino (PU) - 2C

Quando l’Amore supera l’Inganno. Ecco l’allegoria dell’inclusione

Attraverso la favola di Laura e Francesco la 2ª C racconta il cambiamento che sconfigge il bullismo: una storia di riscatto

Un ragazzo di nome Francesco viveva nella città di Unione, in via della Gentilezza, nella regione Rispetto. Era un ragazzo sensibile e altruista, frequentava la seconda media dell’Istituto «Amicizia» e praticava judo. La classe era molto unita, i compagni inclusivi e solidali. Un giorno fu accolta in aula una ragazza di nome Laura. Lei proveniva dalla città di Conflitto, era residente in via del Sarcasmo, nella regione Discordia, e fino ad allora aveva frequentato l’Istituto cittadino «Divisione». Ora abitava in via del Cambiamento. In breve tempo minò il clima positivo della classe per le sue battute caustiche.

Francesco, però, si era innamorato perdutamente di Laura e in lei vedeva una ragazza sincera. Un giorno, con la scusa di studiare insieme letteratura per la verifica scritta su due sonetti di Petrarca, lo invitò a fare una passeggiata lungo le rive del fiume Amore. Giunti sul posto stabilito, alle spalle del monte Collaborazione, iniziarono a camminare imboccando un suggestivo sentiero che conduceva al lago di Inganno. Mentre lo percorrevano, recitavano Solo et pensoso ed Erano i capei d’oro a l’aura sparsi del celebre poeta aretino.

Ad un certo punto, stanchi della camminata, si sedettero su una panchina immersa in una selva oscura, celata da fitti arbusti, e lì consumarono gustosi sandwich.

Laura estrasse dallo zaino il cellulare con cui inviò un messaggio, sostenendo di dover comunicare una cosa importante alla madre.

Pochi minuti dopo sbucò un gruppo di cinque ragazzi capeggiato dall’erculeo Dante con al suo fianco gli amici fraterni, Guido e Giovanni. Francesco capì subito che Laura aveva macchinato un inganno. Il quintetto lo circondò. Dante per primo avanzò minaccioso, sicuro della sua forza erculea, ma Francesco, esperto di judo, lo immobilizzò a terra con scatto fulmineo, costringendolo a indietreggiare e a cadere nelle acque del lago. Poi si fecero avanti Guido e Giovanni, ma Francesco bloccò anche loro. E così i due restanti componenti del gruppo. Nel frattempo Dante, uscito fradicio dalle acque del lago di Inganno, scappò umiliato tra i rami intricati della selva oscura seguito dalla banda.

Francesco si voltò. Laura lo guardava tanta spaventata quanto ammirata dalla prontezza di riflessi e dal coraggio. Si fissarono per alcuni minuti negli occhi senza proferire parola. Poi Francesco interruppe il silenzio: «Perché? Pensavo fossi diversa… come la Laura delle poesie, uno spirto celeste, un vivo sole». Laura replicò: «Ti chiedo scusa. La mia insicurezza mi porta spesso ad assumere comportamenti vessatori verso chi ritengo più debole. Tu oggi mi hai fatto comprendere i miei errori e ti prometto che da ora in poi non ti deluderò e la Laura di Petrarca sarò».

Si baciarono, tra il silenzio del lago di Inganno e il dolce suono del fiume Amore, suggellando l’inizio del cambiamento e della loro storia.

 

Nella città della Coesione Sportiva si praticano sei sport: karate, tennis, calcio, pallavolo, nuoto, danza classica. La città è divisa in sei quartieri. Ogni quartiere è intitolato a una delle sei attività sopra indicate. Nel quartiere del karate regnano la correttezza, l’etica e la resilienza. Il karate è equilibrio mentale e fisico, è difesa e mai offesa. Nel quartiere del Tennis prevalgono la fiducia, l’inclusione, l’aggregazione e la resistenza. Il tennis è divertimento e grande concentrazione. Nel quartiere del Calcio prosperano l’amicizia, l’alleanza, il gioco di squadra. Il calcio è collaborazione fra compagni, sia nelle vittorie sia nelle sconfitte. Nel quartiere della Pallavolo dominano la cooperazione, la concentrazione e la coordinazione. La pallavolo è inclusività e spirito collettivo, così nei successi come nelle disfatte.

Nel quartiere del Nuoto imperano la forza, la tenacia, la sicurezza in sé stessi e la sincronizzazione. Il nuoto è completezza e determinazione; è lezione di vita, ci insegna a non temere le avversità, ma ad affrontarle senza timori, come fare un semplice tuffo in acqua. Nel quartiere della Danza classica spiccano l’eleganza, l’armonia, il ritmo e il movimento. La danza classica è grazia, elasticità, disciplina e raggiungimento dei propri obiettivi. Tutti e sei i quartieri della città della Coesione Sportiva sono uniti nell’abbraccio del Fair Play, ovvero dell’osservanza delle regole, del rispetto, della lealtà e dell’accettazione di un risultato negativo.

 

Al ristorante «Amici nostri» la coesione sociale è assicurata e diventerete persone migliori. Antipasti: crostini alla salsa di amore; tagliere di salumi al rispetto e di formaggi alla solidarietà; carpaccio di tonno all’amicizia. Primi: spaghetti alla carbonara di pesce all’inclusività, gnocchi al sugo rosso di collaborazione, lasagne bianche con funghi di fratellanza. Secondi: tagliata di manzo alla generosità, pesce spada grigliato con olio di pace, cotechino con fagioli dell’empatia.

Contorni: insalata mista di fiducia, rispetto, partecipazione, unità, patatine fritte con salsa di condivisione, fiori di zucca in pastella di dialogo. Dolci: Tiramisù della consolazione, panna cotta con caramello di dolcezza, sorbetto al limone coltivato con solidarietà. Bevande: vini bianchi e rossi invecchiati con passione, acqua frizzante con bollicine di gioia, caffetteria, caffè corretto alla sincerità. 

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