ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Maria Ausiliatrice di Bibbiano (RE) - 2A, 2B, 3A, 3B

Divertimento e atletica leggera. Che bello lo sport in compagnia

La classe II B della scuola media Maria Ausiliatrice di Bibbiano e le gare di atletica leggera I ragazzi hanno intervistato Rita Vescovi, responsabile del progetto Val D’Enza in Movimento

Lo scorso 8 maggio si sono disputate le gare distrettuali di atletica leggera all’Istituto superiore Silvio D’Arzo di Montecchio. Noi della II B della scuola media Maria Ausiliatrice di Bibbiano – insieme ad altre quattro classi della Val d’Enza – abbiamo preso parte a questo evento sportivo. La competizione era suddivisa in quattro specialità: la corsa dei 60 metri, il lancio del vortex, il salto in lungo e la staffetta, rispettivamente prove di velocità, forza, agilità e coordinazione. Una classe sarebbe stata decretata vincitrice sommando i punti ottenuti nelle varie discipline e dividendo il totale per il numero degli alunni, nel nostro caso ventiquattro. Dopo un breve momento di riscaldamento degli arti inferiori e superiori è iniziata la sfida vera e propria in cui, incitato dai compagni, ogni partecipante ha dato il meglio di sé. Il momento di massima soddisfazione è stato il meritato secondo posto nella staffetta, alla quale hanno partecipato solo otto ragazzi per classe. Si respirava un’atmosfera di sana competizione e allegria. Tra scherzi, risate, battute e momenti di riposo, si procedeva con le specialità, fino al termine della gara.

La nostra classe è arrivata quarta, non esattamente il risultato che speravamo. Rispetto alla classifica è prevalso però il divertimento provato nel partecipare a questa competizione. Intervistando la professoressa Rita Vescovi, responsabile organizzativa del progetto ’Val D’Enza in Movimento’, a partire dall’anno scolastico 2017/18, abbiamo colto il vero significato di questa manifestazione sportiva.

Da quanto tempo si tempo si tengono queste gare? «La prima edizione è stata realizzata durante l’anno scolastico 1994/95 e si è svolta con continuità fino al periodo di emergenza covid». Come le è venuta l’idea? Ha ereditato il progetto o è stata lei ad organizzarlo? «Il progetto è stato ideato da un gruppo di professori, tra cui Glauco Fantini, storico e stimato docente di educazione fisica dell’istituto comprensivo di Montecchio». Qual è il messaggio che si vuole trasmettere con questo evento? «Questo progetto è stato pensato fin da subito per mettere in risalto le capacità di ogni ragazzo: la partecipazione per classi, senza alcuna selezione; le regole semplici per permettere a ogni studente di mettersi in gioco con soddisfazione; e la classifica finale valorizzano il contributo di ogni partecipante per il raggiungimento di un obiettivo comune. Parlare di sport ai ragazzi è importante perché insegna valori fondamentali come rispetto, collaborazione, disciplina e determinazione. Lo sport aiuta a stare bene fisicamente e mentalmente, favorisce la socializzazione, insegna a gestire i propri limiti e a valorizzare i propri talenti».

 

Il 23 maggio ricorre l’anniversario della strage di Capaci, un evento che nel 1992 segnò profondamente l’Italia. In quell’attentato mafioso persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo (anche lei giudice) e gli agenti della scorta: Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Poco dopo, il 19 luglio, anche l’amico e collega Paolo Borsellino fu ucciso in via D’Amelio con i suoi agenti di scorta. Nati a Palermo e cresciuti insieme, i due giudici sono diventati simboli mondiali della lotta alla criminalità organizzata. Grazie al lavoro iniziato con Rocco Chinnici nel pool antimafia, Falcone e Borsellino riuscirono a decodificare la struttura finanziaria di cosa nostra, portando allo storico maxiprocesso di Palermo. L’istruttoria condusse alla condanna di 346 mafiosi, infliggendo un colpo senza precedenti all’illegalità. La mafia ha creduto di fermarli con la violenza, ma non è riuscita a spegnere i loro ideali. La legalità non è solo rispetto delle leggi per evitare punizioni, ma la scelta consapevole di essere cittadini onesti per il bene comune. Noi quattordicenni vediamo in Falcone e Borsellino un esempio di coraggio e tenacia. Il loro sacrificio non è stato vano: hanno lottato per lasciare ai giovani un’Italia migliore. Ricordare la loro storia è essenziale per sconfiggere le mafie e costruire un futuro dove il diritto e la giustizia prevalgano sempre.

 

Lo scorso 6 maggio la nostra scuola ha vissuto un’esperienza fuori dal comune provando il bubble soccer. Nonostante la pioggia ci abbia costretti in palestra, l’entusiasmo era alle stelle. Questo sport inusuale consiste nel giocare a calcio infilati in grandi bolle di plastica dotate di bretelle per correre in sicurezza. Divisi in tre squadre, ci siamo sfidati a rotazione tra risate e buffe cadute. Sebbene l’obiettivo fosse segnare, la parte più divertente è stata scontrarsi ad alta velocità con gli avversari.

Anche se pochi sono riusciti a fare gol, abbiamo collaborato come una vera squadra, rispettando le regole e facendo il tifo.

Tra sudore e incoraggiamenti, il tempo è volato. È stata una giornata magnifica che ci ha permesso di restare uniti in modo originale. E voi, avete mai provato il bubble soccer? 

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