Una scuola a braccia aperte. Il motto è ’Intrecci-amo-ci’
La classe 4^ della scuola Dozza riflette sul tema dell’inclusività e dell’accoglienza tra i banchi Sono tante le iniziative degli studenti e dei professori, tra cui la realizzazione di alcuni murales
Noi ragazzi di quarta della scuola Dozza abbiamo riflettuto sul significato di Scuola Inclusiva. Ma cosa vuol dire davvero? Se sono incluso sono dentro, tra le braccia aperte della scuola. Con la scuola Dozza abbiamo confidenza, molti di noi la conoscono fin da piccolissimi, infatti primaria e scuola dell’infanzia sono porta a porta; le mamme accompagnano sorelline e fratellini e noi li salutiamo all’ingresso.
Con loro facciamo esperienze di continuità: conserviamo ancora il quaderno-diario che ci hanno preparato i ragazzi di quinta per accoglierci quando i più piccoli eravamo noi. Il primo momento di inclusività è proprio l’arrivo con le chiacchiere al mattino; molti raggiungono la scuola con una passeggiata o una pedalata: questa scuola è il punto di riferimento della zona Dozza e le dà vita. Con noi studiano e imparano anche i bambini del Circo e dello Spettacolo Viaggiante Lunapark quando si fermano a Bologna e ci raccontano della loro vita itinerante. Una scuola inclusiva accoglie a braccia aperte bambini di lingue e culture diverse: impariamo parole nuove per giochi, cibi e feste.
Il 21 febbraio si celebra la giornata della lingua madre, alcuni genitori vengono a scuola per raccontare la loro cultura d’origine. Durante l’anno facciamo esperienze che ci fanno sentire accolti perché ogni bambino deve trovare i suoi punti di forza per essere soddisfatto di sé. Abbiamo realizzato murales all’interno ed all’esterno e chi passa può osservare una scuola colorata e leggere i nostri messaggi con il motto: “Intrecci-amo-ci”. Ci piace recitare davanti a genitori e nonni riuniti nel giardino della scuola e con l’aiuto dei nonni curare l’orto che confina col nostro cortile. Ci divertiamo ed impariamo durante i giochi nel campo sportivo dell’Arcoveggio e alla Stra Bologna perché la scuola è parte viva della città. Alla scuola inclusiva insomma contribuiamo tutti: adulti e bambini.
Ma cosa succede se la scuola non include? Ci sentiamo delusi e insoddisfatti, alcuni si convincono di non saper far nulla e perdono la voglia di andare a scuola. Crescendo potrebbero chiudersi in sé stessi ed abbandonare lo studio. Chi non si sente incluso può escludere a sua volta e fare il prepotente con i coetanei. Quindi ricordiamo tutti che “Inclusività fa rima con Felicità” e si comincia a costruire proprio da piccoli.
Gli alunni della classe 4^scuola Dozza: Adewumi Praise, Assou El YoubiImraan, Aziz Ibrahim, Bargan Razvan, Bhatti Muhammad Qasim, Bibi Katija, Bilal Murtaza, Enache Rodica Gemma, Ferraioli Anna Tea, Ferraioli, Elisa Zoe, Fornari Alessandro, Jaador Noemi, La Rosa Alice, Lenzi Giorgio, Li Keian, Murataj Leandra, Musica Elisa, Pantaleo Adele, Rafi Abdul Musawwir, Sarwar Anis, Zago Alan, Zhou Yxuan
Condividiamo con coetanei e adulti la lettura di libri che fanno riflettere sulla scuola che accoglie e fa crescere. “Tito Stordito” di A. Lavatelli è isolato e preso in giro dai soliti bulletti; soffre in silenzio, ma poi riflette su sé stesso e fa sentire la sua voce.
“Io sono qui” dice e dicono i compagni, e nessuno è più solo. I bulletti ritornano in “Scarpe verdi d’invidia”, di A. Pellai. Ve lo consigliamo per scoprire l’importanza di confidarvi con gli adulti che vi sono vicini; chiedete aiuto per risolvere insieme i guai.
Siamo rimasti colpiti dal desiderio di conoscere e studiare di “Viki che voleva andare a scuola”, di F. Gatti e vogliamo comunicarlo ai ragazzi come noi: abbiamo tante risorse, come i protagonisti di questi libri, e la palestra per esercitarle è proprio la scuola.
Ora leggiamo “Ida B” di K. Hannigan; fateci compagnia e, possibilmente, salviamo insieme il mondo.
Classe 4^ scuola Dozza
I ragazzi sono più felici quando la scuola, le famiglie e la comunità si impegnano per gli stessi obiettivi. Abbiamo intervistato genitori e nonni che hanno confermato il valore delle associazioni che danno vita alla zona e collaborano con la scuola.
La maggioranza partecipa alle iniziative di ’Dozza in armonia 2.0’. L’associazione organizza attività ricreative e culturali nello spazio verde di Corte Pancaldi, vicino alla scuola: molte fami-glie si divertono insieme in occasione di Halloween, dell’ultimo dell’anno, o delle feste scolastiche. In tanti affermano che durante questi momenti le persone crescono e fanno comunità.
Una mamma dice che «promuovere l’aggregazione aiuta a contrastare la dispersione sociale».
La signora Felicia ci racconta che ’Dozza in armonia’ è nata nel 2016, per costruire insieme occasioni coinvolgenti per bambini e famiglie. I nonni intervistati dicono che «è rilassante coltivare gli Orti Comunali, adiacenti al cortile della nostra scuola».
Sono felici di trasmettere la passione per l’orto ai bambini ed alcuni tra loro hanno collaborato con le classi per seminare e raccogliere i prodotti. Non dobbiamo disperdere questa capacità di stare insieme, ricordiamoci che: «Ragazzi sereni oggi, adulti consapevoli domani».
Classe 4^ scuola Dozza