ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

IC di Misano di Misano Adriatico (RN) - 1B, 3F, CCRR

Un podcast per scoprire le radici della violenza giovanile

L’iniziativa delle ragazze e dei ragazzi del Consiglio comunale dell’istituto, che hanno incontrato la psicologa Barbara Pasini per approfondire l’argomento

Noi ragazze e ragazzi del Consiglio comunale dell’Istituto comprensivo di Misano Adriatico abbiamo realizzato il nostro primo podcast dedicato a un tema che ci riguarda da vicino: la violenza giovanile. Un fenomeno sempre più presente nella cronaca e nelle nostre scuole. Con questo progetto vogliamo dimostrare che non siamo affatto disinteressati ai problemi sociali ma desideriamo capirli meglio grazie all’aiuto di esperti. Per approfondire l’argomento abbiamo intervistato la dottoressa Barbara Pasini, psicologa della nostra scuola e referente del Centro per le famiglie. La dottoressa ci ha spiegato che «la violenza giovanile raramente nasce dal nulla» e che spesso è il risultato di emozioni difficili da gestire, come rabbia, frustrazione e umiliazione ma anche di modelli educativi sbagliati e ambienti familiari tesi. Crescere tra urla e minacce può far sembrare normale ciò che normale non è.

Durante l’intervista abbiamo scoperto che esistono molti tipi di violenza: quella fisica, quella verbale fatta di prese in giro e offese, il bullismo e il cyberbullismo e quella contro sé stessi, come i tagli sulle braccia o l’abuso di sostanze. La dottoressa ci ha parlato anche della violenza assistita in famiglia, quando vediamo i genitori litigare in modo aggressivo. Abbiamo chiesto come si possano aiutare i ragazzi coinvolti in questi comportamenti. La psicologa ci ha spiegato che il primo passo è capire il bisogno nascosto dietro l’atto violento e costruire una relazione di fiducia. La scuola, secondo lei, ha un ruolo fondamentale: deve ascoltare, sostenere, ma anche dare sanzioni educative e creare momenti riparativi.

Anche la famiglia è importante: deve porre limiti chiari e allo stesso tempo sostenere i figli. Alla fine della nostra intervista riflettendo abbiamo capito che imparare a gestire la rabbia è una delle sfide più importanti della nostra età. A volte ci sembra impossibile controllare quello che proviamo, ma tra i banchi di scuola possiamo allenarci ogni giorno: ascoltando gli altri, parlando invece di urlare, chiedendo aiuto quando ci sentiamo sopraffatti.

Se impariamo a riconoscere le emozioni prima che esplodano, possiamo trasformare la rabbia in qualcosa di utile, come energia per migliorare noi stessi e le nostre relazioni. Come ci ha ricordato la dottoressa Pasini, «ogni atto violento è un messaggio scritto male». Sta a noi, insieme agli adulti che ci accompagnano, imparare a riscriverlo con parole migliori.

 

Il Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi (Ccrr) dell’IC di Misano Adriatico ha la finalità di avvicinare i giovani studenti alla vita politica della propria città, trasformando in progetti reali le loro idee per la comunità.

Noi studenti che ne facciamo parte siamo stati eletti fra tutti gli alunni della scuola secondaria di primo grado, presentando, in un programma elettorale, le motivazioni della candidatura e i progetti di miglioramento da attuare. Insieme ai nostri docenti ci riuniamo periodicamente per discutere di legalità, scuola, volontariato, ambiente e proporre idee all’amministrazione comunale «adulta» per progetti concreti di prevenzione e risoluzione delle criticità. Quest’anno, in particolare, stiamo realizzando una serie di podcast, intervistando esperti e personalità locali su temi a noi vicini, come la violenza giovanile. Abbiamo anche partecipato attivamente alla vita cittadina leggendo poesie e racconti di memoria; durante le celebrazioni del 25 aprile. Per noi il CCRR è un percorso di crescita, ci aiutata a migliorare le nostre competenze per diventare bravi cittadini, consapevoli dei diritti e dei doveri verso le istituzioni e la comunità. Comprendiamo l’importanza di dover sensibilizzare le nostre compagne e compagni alle questioni di vita pubblica, valorizzando il senso di appartenenza alla comunità, con spirito critico e creatività tipica di noi adolescenti, per sentirci protagonisti del nostro presente e del nostro futuro.

 

Cosa fa sentire sicuri i ragazzi di oggi? Purtroppo, avere in tasca un’arma. Sabrina Molinaro, ricercatrice del Cnr, ha condotto uno studio rivelando che ben 90.000 giovani tra i 15 e i 19 anni hanno ammesso di aver usato un’arma bianca per minacciare qualcuno nell’ultimo anno. Spesso tutto parte dalla cultura trap e dai social, che rendono queste mode popolari. Ma la vera causa è la frustrazione: se un ragazzo è troppo viziato e non riceve mai un no dai genitori, non impara a gestire le delusioni. Così, quando le cose non vanno come vuole, finisce per chiudersi in se stesso o diventare aggressivo. In questo contesto, anche l’insegnante viene visto come un nemico solo perché non asseconda ogni richiesta. Per fermare la violenza dobbiamo riscoprire i valori veri: ottenere tutto senza sforzo non ti gratifica come qualcosa per cui hai sudato! 

Votazioni APERTE
Chiusura votazioni 02/06/2026 ore 23:59
0

Per votare è necessario registrarsi al sito e accedere
È importante sapere che si può votare la stessa pagina solo 1 volta al giorno.

Pagina in concorso

20260519 c rim 13 pdf image