ll progetto de il Resto del Carlino per i lettori di domani

COFINANZIATO

Scuola Secondaria di I grado Dante Arfelli di Cesenatico (FC) - 2H

Una giornata assieme ad Alice Bigli. Fondatrice del Festival ‘Mare di libri’

Gli studenti della classe 2 H della scuola media Dante Arfelli hanno ascoltato con interesse l’esperta riminese «La lettura è molto importante a scuola perché aiuta a capire meglio i testi, a conoscere storie e culture diverse»

Alice Bigli è prima di tutto una grande lettrice. Per aiutare i giovani a scoprire il piacere di leggere lavora con scuole, biblioteche e insegnanti, operando come allenatrice di lettura. È anche fondatrice del primo festival di letteratura in Italia interamente dedicato agli adolescenti: ‘Mare di Libri’, che si svolge ogni anno a Rimini nel mese di giugno. Noi ragazzi della classe 2ª H della Dante Arfelli di Cesenatico pensiamo che la lettura sia un mezzo che aiuta molto ad arricchire il linguaggio, ad aprire la nostra mente per stimolare la fantasia, permettendo di aumentare l’attenzione e di comprendere il mondo e le nostre emozioni. La lettura è molto importante a scuola perché aiuta a capire meglio i testi, a conoscere storie, idee e culture diverse. Alice Bigli ci dice che è una competenza che va coltivata con cura e anche noi pensiamo che ci insegni a pensare con la nostra testa, a vivere mille vite e a capire meglio chi è diverso da noi, perché leggere è la palestra del cervello.

La nostra scuola ‘Dante Arfelli’ organizza molte iniziative per educare alla lettura ed è proprio per questo che abbiamo deciso di intervistare Alice, dopo un progetto che abbiamo portato a termine con lei sul genere del giallo (‘Tutte le sfumature del giallo’), che ci ha trasformati in ‘apprendisti investigatori’.

Alice Bigli, come si trasforma la lettura da dovere scolastico a piacere personale? «Voi fate sport? Immagino che quando andate a calcio oltre alle partite vi facciano fare anche una preparazione atletica o vi chiedano di correre. Più allenamento fai e meno senti fatica. Per la lettura è la stessa cosa: il piacere di leggere arriva quando si fa meno fatica, quando si è più allenati».

Come ha deciso di diventare ‘allenatrice di lettura’? «Io sono stata molto fortunata: la più grande fortuna che possiate avere nella vita è trovare una passione e farne un lavoro in cui vi sentite realizzati. Prima di tutto bisogna sapere cosa ti piace e a me piacevano tanto i libri e la lettura.

Nessuno mi ha detto che leggere potesse diventare un mestiere.

Ho sperimentato diversi lavori: la bibliotecaria, la libraia e infine l’allenatrice. La metafora dell’allenamento è perfetta per la lettura».

Ha sempre sognato di fare questo lavoro? Chi l’ha incoraggiata e sostenuta? «Ho sempre desiderato lavorare con i libri, ma il passo più importante è stato quello della scelta dell’università: ho scoperto che esisteva una materia che si chiamava ‘Letteratura per l’Infanzia’ e sono andata a Bologna per studiare con il professor Antonio Faeti, che mi ha fatto capire che questo era proprio quello che volevo fare nella vita».

Qual era il suo libro preferito da bambina? «Ora non ho un libro preferito, perché leggo tanto. Quando ero bambina, alla scuola primaria, era Il libro di Bullerby di Astrid Lindgren, poi alle medie ho cambiato idea molte volte, ma tra i libri del cuore sicuramente c’erano quelli di Bianca Pitzorno, come Re Mida ha le orecchie d’asino».

Esiste davvero un libro che fa innamorare chiunque lo legga? «No, non esiste! Il libro che ti fa innamorare della lettura è quello che è giusto per te in quel momento, è una storia che ti aggancia e che ti parla di qualcosa di interessante per te. Non solo non esiste un libro perfetto per tutti, ma nemmeno un libro valido in modo uguale per la stessa persona in momenti diversi della sua vita».

Cosa la sorprende di più nel nostro modo di leggere e interpretare le storie di noi ragazzi? «Una delle cose che mi piace di più dei ragazzi della vostra età è che hanno delle passioni fortissime, che durano anche solo per un periodo ma sono molto intense. Mi piace inoltre quanto i ragazzi crescano in fretta come lettori: in pochi mesi diventano molto più competenti. Anche se tutti noi miglioriamo con l’esperienza, questa velocità di apprendimento non esiste più in nessun’altra età».

Da dove nasce il progetto del festival Mare di Libri? «Nasce innanzi tutto dalle statistiche, che dicono che la fascia d’età che legge di più sono i ragazzi. In quel momento c’erano molti eventi letterari per bambini e molti per adulti, ma non c’era nulla per la fascia 11-18 anni. Ho inoltre capito che ai ragazzi non solo piaceva leggere, ma anche parlare di libri e condividere. Perché la lettura è solo in parte un’attività solitaria. Quindi ho pensato ad una grande festa in cui i ragazzi che leggono si potessero ritrovare».

Qual è la lezione più importante che ha imparato dai ragazzi del festival? «Mi hanno insegnato tutto, ma la lezione più importante è stata che più responsabilità si danno agli adolescenti, meglio loro lavorano. L’idea è stata quella di fare organizzare ai ragazzi stessi gli eventi. Se gli diamo troppa poca responsabilità, loro si sentiranno sminuiti, se invece crediamo in quello che sanno fare, realizzeranno cose grandi».

Gli alunni della classe 2H della Scuola Secondaria di I grado Dante Arfelli di Cesenatico 

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